Standard di prestampa: benedetti o maledetti?
Stephan Jaeggi,
consulente grafico, delinea lo stato degli standard informatici
nell’industria grafica. La parola "standard", in effetti, risulta non
adeguata, dal momento che i formati dati che si sono affermati nel settore
non sono in genere il frutto del lavoro di standardizzazione di organismi
internazionali come l’ISO, bensì i prodotti di società di software che
hanno incontrato il favore del mercato e sono diventati, appunto, standard
"di fatto": così è stato ad esempio per il Postscript, realizzato da una
piccola società californiana, la Adobe, che grazie ad esso è diventata il
primo produttore mondiale di software per le arti grafiche. In questo modo,
tuttavia, la affermazione assoluta di uno standard si traduce in un
monopolio, come è appunto per il Postscript o per gli standard OPI e TIFF,
anch’essi di proprietà di Adobe. E’ preferibile allora una situazione nella
quale due standard industriali concorrenti si contendono il mercato:
Macromedia Freehand e Adobe Illustrator per la grafica vettoriale, Quark
X-Press e Adobe Pagemaker per l’impaginazione. Un ultimo "duello" riguarda
i sistemi operativi: Apple ha sinora mantenuto un vantaggio nelle
applicazioni grafiche, ma la quota di Windows NT-Windows 95 si fa sempre
maggiore.
