Il RIP, punto d’incontro tra componenti eterogenee
Il RIP (Raster Image Processor) è quel dispositivo che
riceve in entrata tutti i dati codificati riguardanti il testo e le
illustrazioni di una pagina, e fornisce in uscita un flusso ordinato di
dati (bitmap) che possono essere trasferiti su uno schermo, su carta o su
pellicola fotografica. Il relatore descrive le varie funzioni di un RIP,
soffermandosi in particolare sulla necessità di sincronismo tra le velocitÃ
del RIP e del "tracciatore", sia esso una stampante laser o una
fotocompositrice. Se non c’è tale sincronismo, il tracciatore è costretto a
funzionare in modo "start-stop", ossia deve essere arrestato di volta in
volta per attendere che il RIP fornisca la sequenza di dati successiva.
Successivamente il relatore passa in rassegna i RIP attualmente presenti
sul mercato, suddividendoli in RIP "specializzati", ossia costruiti dai
fabbricanti di fotocompositrici appositamente per unamacchina o una serie
di macchine, e RIP "universali", ossia in grado di pilotare
fotocompositrici di diverse marche. Un capitolo a parte merita il RIP
"Postscript", sul quale il relatore si professa non entusiasta: infatti
esso presenta ancora dei vistosi limiti (per esempio la velocità ) per
potersi affermare come standard nell’industria editoriale dei quotidiani.
