Le sfide al Postscript
Il
Postscript va sempre più estendendosi dal settore del desktop publishing
all’editoria professionale. Sempre più numerose sono le società produttrice
di dispositivi di output che decidono di adottare questo linguaggio di
descrizione della pagina, sia nella versione "ufficiale" della Adobe
Systems che sviluppando dei cloni. Le società Monotype ed Autologic hanno
annunciato la messa in produzione di driver per le rispettive compositrici,
in grado di fondere sulla stessa pagina file in formato Postscript con file
in altri formati.
Ma il Postscript non è il solo PDL (Linguaggio di Descrizione della Pagina)
che cerca di affermarsi come standard per l’editoria professionale. E’ il
caso di Apple QuickDraw o dei Microsoft GPI (Graphic Programming
Interface). Questi due linguaggi sono nati come interfacce per la gestione
del display video ed ora adattati in modo da poter gestire le periferiche.
Il Postscript, al contrario, è nato come linguaggio di descrizione della
pagina e che solo adesso (vedi il Display PostScript utilizzato dalle
workstation Next) comincia ad essere utilizzato anche per guidare il video.
In tutti e due i casi l’obiettivo che si raggiungere è il totale WYSIWYG,
ossia la piena coincidenza tra l’immagine che appare sullo schermo e quella
che viene fuori dalla stampante o dalla fotocompositrice.
