Un nuovo media racconta nuove storie: la case-history di Webdo

Bruno Giussani, respionsabile di Webdo, il servizio on line del
settimanale svizzero L’Hebdo, individua tre caratteristiche fondamentali
che – da un punto di vista giornalistico – devono contraddistinguere i
prodotti e servizi di informazione diffusi sul Web. 1. Diversità: mentre la
carta stampata richiede al giornalista un costante compromesso tra
l’interesse del pubblico e lo spazio disponibile, i servizi on line
consentono di soddisfare gli interesse di ciascun lettore ad ogni livello
di approfondimento. Pertanto, oltre alla "quantità media" di informazione,
dovrà essere fornita la possibilità di scendere più in profondità nella
conoscenza di un determinato argomento. Diversi sono anche i consumatori
dei servizi on line: ci sono i surfers – quelli che si collegano per vedere
"quello che c’è" – e i cercatori – quelli che hanno bisogno di informazioni
particolari e precise, da ottenere nel più breve tempo possibile. E ci sono
anche i "consumatori non umani", come i sistemi di indicizzazione
automatica dei testi in funzione di un loro utilizzo "on demand". 2.
Comunità. Chi utilizza i servizi on line deve sentirsi allo stesso livello
e non subordinato rispetto al giornalista. 3. Flusso informativo. Le regole
sintattiche e retoriche dei servizi on line sono assai distanti da quelli
della lingua scritta: non più una progressione lineare dall’inizio alla
fine, ma una serie di progressivi salti di livello, dal superficiale
all’approfondito e viceversa.