I quotidiani USA proseguono nella strada dell’on line nonostante le incerte prospettive
Una breve rassegna di quanto è avvenuto negli ultimi mesi sul mercato
USA dei quotidiani per quanto riguarda le iniziative in tema di editoria on
line. Nonostante sia ancora fresco il ricordo di clamorosi insuccessi come
il progetto Viewtron, che diaci anni or sono costò alla Knight-Ridder 50
milioni di dollari, ben 500 quotidiani USA stanno attualmente effettuando
investimenti nel settore dell’on line. L’investimento più diffuso è quello
nel sito WEB: attualmente sono 666 le testate USA che offrono questo
servizio. ma sempre più diffusa è anche la tendenza degli editori ad
effettuare investimenti finanziari in piccole società di software altamente
innovative operanti sul mercato dei servizi on line. Capofila di questa
tendenza è Times Mirror, che a suo tempo acquisì una quota di Netscape ed
ha ripetuto l’esperienza con altre piccole società ; Tribune Company nel
1991 acquisì il 10% di America On Line e più di recente ha investito in
Pointcast e Excite. Il risultato di questi investimenti è stato ottimo: i
100 milioni di dolalri investiti sono diventati 350. Dalle prime esperienze
nella realizzazione di servizi Web sono sorte alcune considerazioni:
occorrono non meno di tre anni prima che i servizi generino profitto; in
genere, tutti i tentativi di creare aree o interi siti a pagamento si sono
rivelati un insuccesso: al Wall Street Journal, per esempio, il numero
degli utenti registrati è sceso da 600.000 a 30.000 quando si decise di far
pagare l’accesso. L’unica fonte di reddito rimane quindi la pubblicità , ma
anche in questo caso il mercato è allo stesso tempo piccolo (300 milioni di
dollari) e molto affollato (circa 900 società ). Secondo fonti attendibili,
il mercato pubblicitario sul Web dovrebbe raggiungere entro il 2000 i 5
miliardi di dolalri, ma nessuno è in grado di dire quanto di questa somma
andrà ai quotidiani.
