Gestione degli scarti: il caso del Chicago Tribune

Con 700.000
copie di diffusione su una media giornaliera di 96 pagine broadsheet, che
salgono rispettivamente a 1,1 milioni di copie e a 322 pagine la domenica,
21 edizioni zonali, il Chicago tribune è certamente uno dei maggiori
complessi industriali del mondo nel settore dei quotidiani. La sala stampa
del Freedom Center, lo stabilimento dove viene realizzata la stampa del
quotidiano, ospita dieci rotative, richiede 26 squadre composte ciascuna da
sette operai e consuma ogni anno 200.000 tonnellate di carta (più di un
terzo dell’intero consumo italiano), 1.800 tonnellate di inchiostro nero e
500 di inchiostro a colori. La strategia adottata dal quotidiano
dell’Illinois ha puntato sull’incentivazione delle squadre, finalizzata
alla riduzione degli scarti ed al miglioramento della qualità del prodotto:
a tal fine fu creata una scala di qualità del prodotto da 0 a 110, con una
media minima di 70 per ciascuna squadra. Il programma prevedeva infine di
destinare parte dei risparmi ottenuti tramite la riduzione degli scarti e
il miglioramento della qualità in premi in denaro da distribuire in misura
uguale tra i partecipanti al programma. Come effetto di questo programma,
la percentuale di scarto, che era superiore al 5,5% nel 1986, è scesa al
3,1% nonostante nel frattempo le edizioni locali siano passate da dodici a
ventuno, con conseguente aumento dei fermi e ripartenze delle rotative. Ciò
si traduce in un risparmio annuo quantificabile in 5.000
tonnellate