I grandi eventi fanno bene agli editori
Elezioni Americane e Brexit inglese: per l’industria dei media è tempo di bilanci, ed i numeri sono lusinghieri. In Francia l’ACPM – Alliance pour le chiffres de la presse et de médias – ha registrato un aumento del 106% della frequentazione dei cinquanta siti più importanti dell’industria della comunicazione in occasione delle elezioni americane. I siti web visti da Pc hanno registrato un aumento di consumi del 72%, i contatti da mobile + 146%, le app +122% e le app per tablet +99%. In totale, le visite contabilizzate per le elezioni USA sono state 59 milioni, con le app da piattaforma smartphone a fare la parte de leone (24,9 milioni di visite). Il 9 novembre il sito mobile di Le Monde ha oltrepassato i 5 milioni di contatti, meglio anche del sito per Pc (4,6 milioni). A seguire il sito mobile de Le Figaro, con 3,7 milioni, poi il sito mobile di BFMTV (3,6 milioni), il sito web sempre de Le Figaro (3,2 milioni) e l’app de Le Monde (2,7 milioni).
Negli Stati Uniti, nei sette giorni successivi alle elezioni di Donald Trump, il New York Times ha registrato 41.000 nuovi abbonati fra digitale e carta stampata, il maggiore incremento settimanale globale dal lancio del modello digitale a pagamento nel 2011. Anche ProPublica, una organizzazione no-profit che sostiene il giornalismo investigativo, ha visto una crescita esponenziale della raccolta fondi, tale da far prevedere un significativo aumento rispetto ai circa 500.000 USD raccolti nel corso del 2015. Il Wall Street Journal, che a differenza di altre testate americane ha lasciato attivo il paywall a cavallo delle elezioni, ha registrato un significato aumento di abbonati all’edizione digitale, che oggi ammontano – per i soli canali on line –  a 948.000. La testata The Atlantic ha comunicato un incremento di abbonati post-elezioni nell’ordine del 160%, con un raddoppio della percentuale di visitatori che, dopo aver navigato nel sito durante le elezioni, hanno deciso di acquistare un abbonamento. Anche il direttore americano del Guardian, dopo aver sollecitato il supporto alla testata, ha visto crescere, dopo l’elezione di Donald Trump, la membership dei lettori, con il più alto volume di nuovi sottoscrittori per singolo giorno il 9 novembre (25 volte di più rispetto alla media).
L’elezione di Donald Trump ha “tirato la volata†agli editori, così come era successo per la Brexit. La decisione del Regno Unito di lasciare l’UE aveva già fatto sentire i propri, positivi effetti, sulla diffusione dell’informazione. Sia i siti protetti da paywall, come il Financial Times e l’Economist, che gli altri, avevano già registrato significativi aumenti nei consumi. The Sun ed Evening Standard hanno visto decollare l’audience digitale, rispettivamente del 144% e del 46%. Per l’Evening Standard la crescita è arrivata sia dalle vendite nazionali che da quelle internazionali, con i visitatori unici inglesi cresciuti del 41% in un anno e la global audience del 44%. Dopo la Brexit, i dati hanno registrato un progressivo ritorno alla normalità . I grandi eventi fanno comunque molto bene agli editori.
