Walliser Bote: il quotidiano dice addio al digitale

Esattamente un anno fa, il 26 novembre del 2015, un folto gruppo di stampatori europei, ed alcuni giornalisti delle testate di settore, fra le quali TecnoMedia, erano in visita al centro stampa del Walliser Bote, a Visp, nell’alto Vallese, in Svizzera. Il sito produttivo del gruppo Mengis era il primo stabilimento al mondo totalmente riprogettato per un ciclo di produzione full digital, organizzato attorno alla modernissima HP T 400 Color Inkjet Web – la prima del suo genere ad entrare in funzione in Svizzera – con una larghezza di stampa fino a 1060 mm ed una velocità fino a 183 metri al minuto ed un sistema di essiccazione automatico. Il nuovo modello di business prevedeva il completo abbandono della tecnologia offset a vantaggio della più moderna soluzione digitale. Un anno dopo, il gruppo Mengis è tornato sui suoi passi. A partire dai primi del prossimo anno il Walliser Bote sarà prodotto in outsourcing, quindi esternamente al gruppo editoriale.

La decisione si è resa necessaria dopo che i dirigenti del gruppo hanno verificato che le loro aspettative di business non si erano realizzate. Nel frattempo, la sovracapacità produttiva dei centri stampa tradizionali, creata dal progressivo calo di copie, ha reso praticabile, dal punto di vista economico, la stampa in outsourcing, una delle ipotesi già prese in considerazione in passato, ma accantonata perché eccessivamente onerosa. L’editore ha rassicurato che il cambio di sito produttivo non avrà alcun impatto sul servizio di distribuzione delle copie agli abbonati al quotidiano del Vallese.

Approfondimenti
Il centro stampa del Walliser Bote
Outsourcing