Valorizzare i contenuti: il business model di Wirecutter
“Gli editori sanno che la pubblicità (digitale) è un’attività difficile da esercitare, se non si chiamano Facebook o Googleâ€- avvisa Brian Wieser, un analista della società Pivotal Research. E gli editori Nordamericani hanno già visto appiattirsi il traffico in rete, mano a mano che i siti web proliferano. I grandi marchi acquistano sempre più pubblicità online attraverso scambi automatici, creando un’abbondanza di risorse che ha come unico risultato quello di appiattire i prezzi che gli editori possono spuntare con gli inserzionisti. Che fare?
Brian Lam, cinque anni fa, ha lanciato un’iniziativa editoriale chiamata Wirecutter, che in breve è diventata una sorta di Report dei Consumatori per l’era digitale. Il sito raccoglie e pubblica recensioni di ogni sorta di prodotti reperibili, e li collega con dei link per l’acquisto automatico sui grandi siti di e-Commerce, come Amazon, trattenendo una percentuale se l’affare va a buon fine. L’anno scorso il sito “editoriale†Wirecutter ha raccolto 150 milioni di dollari da transazioni di e-commerce. In termini di audience, spiega il fondatore, Wirecutter movimenta una quantità di prodotti superiore a quella di siti editoriali dieci volte più grandi. Il motivo? “la fiducia che i lettori/consumatori hanno in noiâ€. E la fiducia nasce dalla qualità delle recensioni editoriali, che approfondiscono la cultura del prodotto.
Già da mesi Hearst Corp. ha cominciato a testare questa strategia, che si chiama “marketing affiliato†(affiliate marketing), per contrastare il modello tradizionale basato sui clicks che è palesemente in difficoltà .
Wirecutter pubblica anche qualche annuncio pubblicitario “classicoâ€. Ma il modello di business editoriale è un altro: più Wirecutter aiuta i lettori a fare buoni acquisti, più guadagna in termini economici. Altri editori stanno testando questo modello di marketing, consigliando prodotti all’interno dei contenuti. Amazon ha dichiarato che quando un editore porta un lettore ad acquistare, trattiene una percentuale variabile dal 4% al 15%. Hearst, editore di testate come Cosmopolitan ed Esquire, ha lanciato lo scorso mese di Novembre il sito Bestproducts.com.
La chiave del successo sembra essere quella già sperimentata da Wirecutter: coinvolgimento del lettore nei contenuti, fiducia di fronte alla competenza del redattore, acquisto. È una delle strategie possibili per lo sviluppo dei nuovi canali digitali.
Approfondimenti
Il modello Wirecutter
