Editoria multimediale: informare i lettori con la “Realtà Virtuale”

Prima la penna, poi la macchina per scrivere, poi il computer, poi… la “realtà virtuale”. Sarà questa la nuova frontiera del giornalismo multimediale nei prossimi anni?

Qualcuno ci sta pensando, e con investimenti molto concreti.

Da poche settimane è disponibile on line una nuova app sviluppata dal New York Times – NYT VR – che può essere utilizzata, assieme alle cuffie audio, per simulare una percezione della realtà multisensoriale da parte del lettore.

Per iniziare, il Times Magazine ha utilizzato la nuova tecnologia per raccontare tre storie, tre ritratti di bambini in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. Il primo, Oleg, è un Ucraino di 11 anni, la seconda è una ragazzina siriana dodicenne di nome Hana, ed il terzo è un piccolo sudanese, Choul, di soli 9 anni. Secondo l’opinione di Jake Silverstein, direttore di Time Magazine, la nuova tecnologia per realizzare i filmati consente una esperienza immersiva unica nella prospettiva di vita di persone che sono molto lontane dalla nostra realtà.

Per guardare le storie “raccontate” con la realtà virtuale, è necessario scaricare l’app del NYT. Può essere utilizzata da sola, ma l’esperienza è anche migliore se si passa attraverso un “visore” di realtà virtuale. Grazie ad una partnership con Google, l’editore ha spedito gratuitamente ai lettori abbonati locali del New York Times una copia dei visori Google VR. Il dispositivo è arrivato come “allegato” del numero della domenica, ai primi di novembre.

Da quella data, è stato possibile, per la prima volta, “immergersi” in tre storie che parlano delle persone in fuga dalle loro case per ragioni di conflitti, un universo, questo, non “virtuale”, ma drammaticamente reale, che riguarda oggi circa sessanta milioni di persone.

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