Progettare lo sviluppo: la XV edizione di WAN-IFRA Italia

Integrazione cross-media nelle redazioni dei giornali, riorganizzazione industriale dei centri stampa, ottimizzazione del processo di distribuzione dei prodotti editoriali: sono le tre sessioni di lavoro della quindicesima edizione di WAN-IFRA Italia, la conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa, promossa da WAN-IFRA (Associazione mondiale degli editori) FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e ASIG (Associazione Stampatori Italiana Giornali) svoltasi il 19 e 20 giugno presso l’Auditorium del Museo dell’Automobile a Torino.

Nei due giorni della conferenza, 19 e 20 giugno, si sono alternate esperienze e testimonianze dall’Italia e dall’estero su un settore industriale aperto all’innovazione sia per quanto attiene l’efficienza dei sistemi produttivi e distributivi, sia nella ricerca di nuovi modelli di marketing e di business.

introducendo la prima sessione dei lavori, dedicata all’integrazione cross-media nelle redazioni dei giornali il Presidente della FIEG Giulio Anselmi ha lanciato un messaggio di ottimismo:” tante volte i giornali sono stati dati per morti, sono ancora vivi. Attraversano uno stato di crisi superabile.” Anselmi ha anche ricordato i numeri della crisi: nel primi tre mesi dell’anno la pubblicità nei giornali ha subito un calo dell’8,7% “rispetto ad un anno già pessimo”. Le vendite hanno subito una caduta del 5%.

Per il futuro, occorre una politica industriale di sviluppo, incardinato lungo tre assi: la multimedialità, il rilancio industriale dei centri stampa, e la razionalizzazione della filiera editoria, stampa e distribuzione.<

Il direttore generale dell’Editrice La Stampa, Luigi Vanetti, che ha fatto gli onori di casa ai partecipanti a WAN-IFRA Italia, ha preannunciato che, a breve, il quotidiano edito nel capoluogo Piemontese  sarà dotato di una nuova redazione integrata per la gestione dell’editoria multimediale. Organizzata in anelli concentrici, con al centro il direttore responsabile, la nuova newsroom sarà il centro di produzione dei contenuti da avviare sul prodotto stampato, sull’edizione web e su quelle per le piattaforme mobili, tablet e smarthphone.

Gianni Paolucci, presidente ASIG, ha insistito, fra l’altro, sull’importanza strategica della revisione di tutti i processi della filiera, argomento al quale sta attivamente lavorando l’Associazione Stampatori Italiana Giornali.La necessità di un maggior coordinamento fra gli attori – editori, stampatori e distributori – è una delle chiavi per il mantenimento del settore.

Manfred Werfel, deputy CEO di WAN-IFRA, la maggiore organizzazione mondiale dell’editoria quotidiana, ha ricordato come le sfide che deve affrontare il mercato italiano siano condivise nel resto del mondo.La multimedialità, e la integrazione dei canali di comunicazione, la razionalizzazione dei processi produttivi ed un maggior coordinamento fra le aziende che concorrono all’industria editoriale sono problemi comuni a tutti.

Cherylin Ireton, director World Editors Forum, è entrata maggiormente nei dettagli di quanto sta avvenendo nel contesto internazionale relativamente ai nuovi modi di fare informazione. Cadono le barriere fra la stampa e la comunicazione video, crescono le sinergie e l’efficienza nella titolazione dei contenuti multimediali, il giornalismo è sempre più un “gioco di squadra”, il “data journalism” è accettato come una vera e propria disciplina di questo settore: sono questi alcuni dei “Trend” più importanti ai quali prestare attenzione nell’integrazione multimediale. Soprattutto, ha concluso la Cherylin, “content is still king”, il contenuto è sempre il “re” attorno al quale tutta la nuova organizzazione deve ruotare.

Per la preparazione dei nuovi giornalisti multimediali sta nascendo in Francia, alle porte di Saint-Etienne (Lione) l’IRAM (International Rhone-Alpes Médias). Michela Bertagnolli, di WAN-IFRA South West Europe, presentando questa opportunità ha detto, fra l’altro, che le attività dell’IRAM – dotato di ambienti di oltre 500 metri quadrati con modernissimi strumenti di lavoro – si svilupperanno lungo tre assi: la formazione professionale, la ricerca e l’analisi delle tendenza di mercato. Sarà una vera “fucina” dalla quale usciranno le nuove leve dell’informazione multimediale internazionale.

Cosa fanno, nei maggiori mercato internazionali, gli editori dei quotidiani che non ne vogliono sapere di arrendersi alla crisi? Per Sergio Vitelli, Segretario ASIG, le strade che si possono percorrere sono diversificate. Per i media su carta, occorre puntare su nuovi prodotti editoriali, e nuove sezioni tematiche, magari prendendo in considerazione le nuove tecnologie “sensoriali”, come la realtà aumentata, i “profumi” e la stampa in 3D. Da valorizzare anche il nuovo rapporto con i lettori – i messaggi possibili sono  “lavoriamo insieme”, “vi aiutiamo a risparmiare”, “diventiamo amici” – e, sul fronte più industriale, la razionalizzazione delle strutture: accorpamento di testate, accentramento delle funzioni di editing, accorpamento e terziarizzazione della produzione. Per quanto riguarda i media digitali, le strade possibili passano per gli aggregatori pluri e mono testata di Gruppo, per nuove edizioni digitali e nuove strategie di fidelizzazione dei clienti, dal geotagging di notizie e offerte commerciale, fino alle App personali.

Marco Bardazzi, digital editor della Stampa di Torino, e Bernadette Gonzalez-Harbour, deputy editor in chief del quotidiano spagnolo El Pais, hanno raccontato le esperienze nella trasformazione delle redazioni tradizionali in organizzazioni produttivi multimediali. Per entrambi i relatori, è fondamentale che gli investimenti in piattaforme tecnologiche si accompagnino ad una condivisione, quasi interiorizzazione, dei nuovi processi produttivi. Occorre che tutti i redattori si convincano delle grandi opportunità offerte dalla pubblicazione di notizie su diversi canali, imparando a fare sempre più gioco di squadra e a lavorare in team.E’ necessario soprattutto, non avere paura dei cambiamenti.

Sulla stessa linea anche la tavola rotonda dei direttori, coordinata dal Presidente della FIEG Giulio Anslemi, alla quale sono intervenuti Mario Calabresi, Direttore de La Stampa, Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, e la deputy editor de El Pais Bernadette Gonzalez-Harbour. Obiettivo comune a tutti è la qualità dell’informazione. Se Roberto Napoletano propone un giornale che abbia anche la funzione di “consulente quotidiano” del lettore, raccontandoli nei dettagli argomenti che sono importanti per la sua vita – “anche se tu non ti occupi di economia, è l’economia che si occupa di te”- Mario Calabresi invita a non sottovalutare le nuove abitudini dei lettori, di avere i contenuti che vogliono quando vogliono. La multimedialità è una strada obbligata, perché la nuova scansione del tempo dell’informazione è 24 ore su 24. La qualità dell’informazione è la chiave per lo sviluppo del settore, e questo richiede professionisti preparati, consapevoli della loro funzione insostituibile anche nell’industria multimediale. Giornalisti ai quali si chiede di non avere paura delle novità e dei cambiamenti in redazione. 

La seconda sessione dei lavori, introdotta da Alberto Borgarelli, direttore tecnico de Il Sole 24 Ore, è stata dedicata alle prospettive per lo sviluppo industriale dei centri stampa. A focalizzare l’attenzione degli oltre 250 fra professionisti, manager e dirigenti dell’industria editoriale, arrivati a Torino da tutta Italia per seguire i lavori, è stata la presentazione della sintesi del Rapporto 2012 sull’Industria Italiana dei quotidiani, realizzato dall’Osservatorio Tecnico “Carlo Lombardi” in collaborazione con l’ASIG, Associazione Stampatori Italiana Giornali.

In Italia sono attivi 84 stabilimenti di stampa quotidiani (nel 2011 erano 91) con 150 linee di produzione, 77 rotative full color. Nel 2006, ultimo anno nel quale si è registrato un incremento nelle vendite, in Italia si vendevano 5,5 milioni di copie di quotidiani al giorno. In cinque anni si è bruciato quasi un milione di copie, pari a poco meno del 20% del totale, arrivando attorno ai 4,45 milioni di copie. Con la vendita è calata la tiratura, e quindi la produzione industriale, passata dai 7,5 milioni di copie giornaliere del 2008 ai 6,5 milioni di copie del 2011. Più in generale, come hanno osservato Alberto di Giovanni, Presidente dell’Osservatorio Tecnico, e Salvatore Curiale, Direttore di ASIG, nella dinamica del settore industriale si è registrata una significativa erosione dei fatturati, diminuiti fra il 2006 e il 2011 di oltre un miliardo di Euro. Nonostante i massicci sforzi sul fronte della riduzione dei costi – passati nello stesso periodo da 3,6 a 2,7 miliardi annui – la redditività complessiva del settore è andata calando, con un margine operativo lordo pari a meno del 4% del fatturato. Sui centri stampa indipendenti si è fatta sentire, in modo crescente, la spinta delle società editrici alla riduzione dei costi, la cui voce più importante è quella relativi ai costi del personale.La retribuzione media lorda nei centri stampa indipendenti è inferiore di circa 5.000 Euro rispetto a quella dei centri stampa controllati dalle società editrici, e le ore di straordinario effettuate in un anno pari a circa un terzo. Dai dati in possesso dell’Osservatorio Tecnico risulta che circa l’85% della capacità produttiva installata in stabilimenti di produzione di giornali quotidiani viene utilizzata in contesti dove viene applicato ai dipendente il contratto poligrafico. Il differenziale di costo del lavoro tra le aziende del settore quotidiano e quelle che effettuano altre lavorazioni grafiche rende molto difficile la possibilità di acquisire la stampa di altre tipologie di prodotto. Purtroppo, al contrario, favorisce operazioni di dumping che mettono a rischio la tenuta complessiva di un tessuto industriale che conta – escludendo gli stabilimenti direttamente gestiti dalle società editrici – una cinquantina di stabilimenti sul territorio nazionale con oltre 1.500 addetti.

L’ultima sessione dei lavori è stata dedicata alla ottimizzazione del processo di distribuzione dei prodotti editoriali. Dopo una relazione di scenario curata da Alberto Regazzo, Elisabetta Taverna e Alberto Michelotti di Bain & Company, Fabrizio Carotti, Direttore generale della FIEG, ha coordinato una tavola rotonda alla quale hanno preso parte Alberto Biella del Sole 24 Ore, Gianni Paolucci di RCS Mediagroup, Silvia Angelo del centro studi S/Print e Giorgio Corno dell’Agenzia di distribuzione DIF. Dalla tavola rotonda è emersa la necessità, ormai imprescindibile, di trovare nuovi modelli di organizzazione del lavoro e nuove metodologie per regolare i rapporti fra tutti gli attori della filiera industriale, editori, stampatori e distributori. Inutile indugiare sul passato: la crisi che incombe deve spronare in direzioni di nuove soluzioni, e tutti devono fare la loro parte. La Federazione Editori sta lavorando attivamente in due direzioni ben precise: lo sviluppo di una rete per la informatizzazione dei punti di vendita dei prodotti stampati e un nuovo accordo con i distributori per arrivare alla “resa certificata”, uno strumento di lavoro dove convergono tecnologie, contratti economici e, soprattutto, dove deve convergere una “nuova, reciproca fiducia fra le parti”. L’abbattimento dei costi legati alla gestione della resa dei prodotti stampati non è qualcosa di cui beneficeranno solo gli editori, perché dai nuovi accordi sarà tutta la filiera produzione/distribuzione a trarre vantaggio. Relativamente alla informatizzazione dei punti vendita, i benefici di contabilizzare in tempo reale il mercato dei lettori, ovvero “quanti lettori” comprano “che cosa” e “dove”,   andranno a vantaggio di tutti. Meno sprechi nella diffusione a pioggia di copie sul territorio, si traducono in una maggiore efficienza di sistema, con minori costi per tutti. E’ giunto il momento, come hanno sottolineato molti dei partecipanti ai lavori di WAN-IFRA Italia 2012, di “costare meno”. E’ il declino industriale che deve incutere paura, non le novità.