La qualità, risorsa vincente per l’industria dei quotidiani

E l’Atex dov’é? si domanda il visitatore
all’ingresso della Hall n. 2 del centro congressi RAI di Amsterdam dove
nelle passate edizioni dell’IFRA svettava il marchio della società
americana che, per molti quotidiani, ha rappresentato quasi il simbolo
stesso dell’informatica al servizio dell’industria dei giornali.
Quest’anno, alla tradizionale mostra-convegno dedicata all’industria dei
quotidiani, dell’Atex c’erano i prodotti, c’erano gli uomini che li hanno
diffusi in Italia e nel mondo, ma il marchio della società era quasi
invisibile, assorbito dal logo dei nuovi proprietari della Sysdeco Group,
la più grande software house scandinava, fra le dieci più importanti di
tutta Europa.
Anche il logo della Crosfield, altro fornitore “storico” degli anni
Ottanta, è uscito di scena proprio in occasione dell’IFRA ’95. La società
che, parallelamente alla Atex , ha contribuito a scrivere un capitolo
fondamentale della introduzione delle nuove tecnologie editoriali
nell’industria internazionale dei quotidiani, è stata posta in
liquidazione. Il know-how tecnologico resterà in parte all’interno della
DFEI, la joint venture fra Du Pont e Fuji proprietaria della Crosfield, in
parte sarà direttamente assorbito dalle due grandi multinazionali, ed in
parte, almeno in Italia, confluirà in nuove strutture altamente
specializzate nel segmento di mercato costituito dai giornali.
Si potrebbe facilmente commentare che, al di là dei marchi, ciò che contano
sono gli uomini e le soluzioni tecnologiche, ma il mimetismo, quando non la
scomparsa, dei logotipi storici sono forse i segnali più visibili che
qualcosa sta cambiando nell’industria dei fornitori di sistemi grafici per
i giornali.

Semplificare e specializzare
Nell’ottobre del 1994, a Monaco di Baviera, l’IFRA aveva radunato 310
espositori su una superficie di 17.326 metri quadrati. Dodici mesi dopo, ad
Amsterdam, la superficie è diminuita di 300 metri quadrati, e gli
espositori sono scesi a 260. Di questi, una quarantina sono aziende che
hanno esposto per la prima volta le loro soluzioni all’IFRA, per cui si
ricava che, al netto dei debuttanti, la manifestazione ha perso in un anno
90 espositori. E’ molto probabile che una parte della diminuzione sia da
attribuirsi alla concorrenza della Drupa, la rassegna quinquennale che
quest’anno ha fatto la parte del leone fra le esposizioni internazionali,
per partecipazione e giro di affari, ma novanta fornitori in meno sono
comunque tanti per una industria come quella dei giornali.
Meno aziende presenti in un settore dove, per opinione concorde, i margini
operativi si sono drasticamente ristretti nel corso degli anni, senza che
sia venuta meno la specificità, ed i problemi tecnologici, del
prodotto-quotidiano. L’obiettivo, per molti operatori, è la
riorganizzazione delle strutture operative e delle linee di prodotti, in
direzione di una razionalizzazione dei costi e di una estrema flessibilità
nell’offerta dei servizi e dell’assistenza.
Il caso più radicale è forse quello offerto dalla Crosfield. La storica
società inglese, di proprietà di una joint venture fra l’americana Du Pont
e la giapponese Fuji, è stata posta in liquidazione nel mese di ottobre,
anche se il patrimonio costituito da tecnici di grande valore e da
soluzioni di prim’ordine non verrà disperso, almeno per quanto riguarda il
mercato italiano. Nel nostro Paese, infatti, come si legge anche in altra
parte della rivista, i tecnici specializzati nel settore dei quotidiani
confluiranno nella GMDE, società nata alcuni anni fa da una “costola” della
Crosfield, e daranno vita ad un nuovo team che avrà il compito di
commercializzare ed assistere tutti i prodotti Du Pont per l’industria dei
quotidiani. La GMDE, inoltre, potrà offrire al mercato, in piena autonomia,
soluzioni in grado integrarsi con l’offerta della grande multinazionale
americana. In pratica, l’organizzazione nata dalla liquidazione della
Crosfield offrirà apparecchiature hardware e software ed assistenza
specializzata di prim’ordine con la flessibilità necessaria all’industria
dei quotidiani, mentre la forza finanziaria ed organizzativa della Du Pont
costituirà una ulteriore “polizza di garanzia” per i clienti italiani.
Atex , per parte sua, è invece confluita nel gruppo norvegese Sysdeco, che,
con un’azione molto mirata, ha acquisito anche il controllo della
finlandese SyPress, della danese Uniware, specializzata in sistemi desktop
e nella gestione dei data base, e, nell’agosto di quest’anno, della
americana Dewar. Come dire: organizzazione di diverse soluzioni integrate
per l’editoria all’interno di un unico gruppo in grado, da un lato, di
fornire l’indispensabile ombrello finanziario agli operatori e, dall’altro,
di rendere disponibili task force di specialisti dotati della necessaria
flessibilità per cooperare con i quotidiani. Marlow Einelund, senior
executive della Sysdeco Media e presidente e CEO per tutte le operazioni
della Atex in nord e sud America, ha detto fra l’altro che il gruppo ha
acquisito le soluzioni e le competenze tecniche necessarie per essere un
“giocatore significativo nel mercato dei media….particolarmente di valore
per le pubblicazioni che cercano strumenti elettronici per la diffusione
alternativa di informazioni ai clienti”.
Anche in questo caso, la riorganizzazione dei fornitori va nella direzione
della specializzazione e della semplificazione dei rapporti fra società.

Sistemi editoriali per tutte le necessità
Fra gli espositori che hanno sollevato qualche lamentela circa l’afflusso
dei visitatori alla fiera, sicuramente non troviamo la Unisys che, forte
di una soluzione editoriale sviluppata nel nostro Paese, ha fatto
registrare al proprio stand il pienone delle grandi occasioni. D’altra
parte, che un quotidiano tedesco delle dimensioni del Suddeutsche Zeitung
scelga un sistema editoriale “Made in Italy” non capita tutti i giorni, e
per un’Europa abituata a guardare al nostro Paese soprattutto per la moda,
settore effimero per eccellenza, è un formidabile biglietto da visita.
Hermes, questo il nome della soluzione editoriale della Unisys, si è
presentato al mercato europeo nel nuovo ambiente operativo Windows ’95,
integrando molteplici soluzioni software sviluppate a stretto contatto con
clienti italiani e stranieri. Maggiore flessibilità nell’uso degli stili,
nuove funzioni per quanto riguarda la gestione delle immagini direttamente
in pagina grafica, ed un wire center nuovo di zecca per la gestione dei
materiali di agenzia, sono fra le novità salienti del sistema. In
particolare, quest’ultimo modulo consente la creazione di “cassetti
digitali” dove far confluire le notizie di agenzia che interessano, e la
possibilità di ritrovarle in pochi secondi con un sistema di interrogazione
che tiene conto della pertinenza delle informazioni in funzione delle
chiavi di ricerca. Il sistema Hermes integra applicazioni standard come
Photoshop e Binuscan per il trattamento e la preparazione delle immagini.
Proprio quest’ultima caratteristica, l’integrazione con i pacchetti nati in
ambiente DTP e sempre più spesso utilizzati nell’industria dei giornali,
costituisce una delle linee di evoluzione più significative dei sistemi
editoriali più moderni.
Il mondo Atex-Sysdeco propone già oggi al mercato dei giornali soluzioni
che integrano, in motori software nati per gestire i complessi problemi
legati all’industria dei quotidiani, pacchetti assolutamente standard come
l’onnipresente Word. Il cliente è poi libero di scegliere fra componenti di
un mosaico tecnologico sempre più aperti, da Quark XPress fino al prodotto
EdPage, adottato da molti dei quotidiani di più grandi dimensioni.
Una evoluzione, quella dei sistemi editoriali, che premia quanti, fin dagli
esordi, hanno deciso di puntare sullo sviluppo di sistemi basati su
piattaforme hardware e software standard. Sinedita, dopo un brillante
esordio in ambiente Macintosh, ha reso disponibile il proprio sistema
editoriale anche in ambiente Windows. L’obiettivo, anche in questo caso, è
la semplificazione della tecnologia, con un occhio di riguardo per quelle
aziende, come le concessionarie di pubblicità, che potrebbero presto essere
coinvolte nelle scelte tecnologiche dei giornali, per diventare partner
fornitori di servizi globali, sviluppando le sinergie della trasmissione on
line della pubblicità. I vantaggi di un sistema basato sull’impiego delle
tecnologie standard più diffuse, a questo punto, diventa un valore aggiunto
tecnologico di primaria importanza, e questo spiega la scelta di Sinedita
di concentrarsi su soluzioni “chiavi in mano” in grado di entrare in
produzione in pochissimo tempo. Senza contare che sistemi che integrino
diversi prodotti standard in un unico progetto editoriale, possono
soddisfare le esigenze dell’editoria settimanale e periodica, anche
favorendo la nascita e l’espansione, di prodotti editoriali mirati a
mercati di nicchia. Allo stand della Sinedita, per esempio, era in
dimostrazione la soluzione sviluppata per La Schedina, testata rivolta agli
appassionati del Totocalcio, che è stata automatizzata sfruttando le
potenzialità della piattaforma Mac-intosh e del suo sistema operativo di
base.
Non a caso, allo stand della Apple il leit motiv era “master of media”:
nonostante un po’ di scetticismo circa il reale coinvolgimento degli
editori di giornali nel mercato multimediale a breve termine, alla Apple
mostrano, con orgoglio, le potenzialità delle proprie piattaforme nella
capacità di gestire documenti eterogenei in formato digitale. La tecnologia
della “mela” è matura per quanti volessero sperimentare sistemi per
l’editoria multimediale.

Il giornale in edicola, i servizi nella rete
“Gli utenti sono locuste, e se volete acchiapparle dovete muovervi
velocemente” ha detto Peter Winter, del gruppo Cox Newspapers di Atlanta,
Stati Uniti, che ha presentato agli editori europei il consorzio NCN – New
Century Network – per lo sfruttamento delle nuove risorse offerte dalle
reti di computer. In quale direzione ci si debba muovere è ancora argomento
di discussione, come si legge anche in altra parte di TecnoMedia.
Dai primi risultati delle sperimentazioni condotte negli Stati Uniti,
tuttavia, sembra di capire che la mera trasposizione on line del prodotto
quotidiano di base sia di scarsissimo interesse per gli utenti, che
dimostrano invece di preferire soluzioni dove, a pacchetti di notizie
selezionate, vengano abbinati servizi a valore aggiunto che sfruttino le
capacità proprie del nuovo canale di comunicazione.
Quali che siano le decisioni degli editori di quotidiani, tuttavia, le aree
di riferimento tecnologico per la organizzazione dei nuovi servizi restano
sempre tre: il provider del sito (o della rete, o di entrambi), le basi di
dati che organizzano il contenuto dei servizi, ed il software che ne
consente la gestione.
Per quanto riguarda le opportunità legate al mondo Internet, la parte del
leone, all’IFRA ’95, l’hanno fatta proprio le aziende italiane. Video On
Line, società del gruppo editoriale cagliaritano che edita il quotidiano
L’Unione Sarda, offre, all’interno del proprio sito, la possibilità di
collegarsi al mondo Internet personalizzando il browser Netscape con una
quarantina di lingue, fra le quali il cinese, l’indonesiano, l’arabico, il
persiano. Il servizio è offerto dal Centro Internazionale di Traduzioni
Video On Line, situato a Tirana, in Albania, ed è a disposizione di quanti,
in tutto il mondo, desiderino disporre di interfacce amichevoli per
Internet che sfruttino i linguaggi naturali. E le traduzioni, come avverte
una nota, “sono opera dell’uomo, non della macchina”.
La società Telpress di Roma, specializzata nel trattamento delle notizie
fornite dalle agenzie, ha presentato T-Web, sito specializzato per la
diffusione di questo materiale informativo su Internet. Una soluzione molto
avanzata ed estremamente ambiziosa che, se sfruttata dalle più importanti
agenzie internazionali, potrebbe mettere a disposizione degli utenti
Internet di tutto il mondo un gigantesco patrimonio informativo delle
società specializzate nella raccolta e nella diffusione di informazioni.
L’IFRA ’95 è stata l’occasione per annunciare alcune nuove iniziative
internazionali che, per i partner che coinvolgono, potrebbero avere
sviluppi molto interessanti. America OnLine, uno dei principali fornitori
di servizi in rete degli Stati Uniti d’America, ha raggiunto un accordo con
il gruppo editoriale tedesco Bertelsmann per il lancio di America OnLine
Europe. La nuova rete dovrebbe debuttare in Germania il prossimo 15
novembre, in Inghilterra ai primi di dicembre e sul mercato francese entro
la fine di quest’anno. I due partner sono complementari: America OnLine,
fondata nel 1985, è specializzata nel know-how di rete, sia per quanto
riguarda i problemi tecnologici che relativamente agli aspetti commerciali,
ed ha registrato, a giugno di quest’anno, un giro di affari 395 milioni di
dollari; Bertelsmann, con un giro di affari di 20,6 miliardi di marchi, è
invece specializzato nei “contenuti” editoriali, e può contare su quattro
divisioni specializzate in libri, intrattenimento audiovisivo e musicale,
editoria periodica e attività industriali di stampa. Il nuovo canale
potrebbe inondare l’Europa di prodotti e servizi editoriali on line di
altissima qualità.
INES, la società dell’IFRA per la ricerca e lo sviluppo dei supplementi
elettronici nei quotidiani, ha annunciato che il seminario internazionale
di Berlino (12 e 13 dicembre prossimi) sarà interamente dedicato alle
soluzioni per la realizzazione di servizi on line.
In questo settore tecnologico in rapido movimento, una delle chiavi di
volta del sistema è la possibilità di disporre di base di dati che
consentano l’archiviazione dei materiali multimediali e la loro gestione da
parte degli utenti finali. Una delle società internazionali più affermate
del settore, la canadese Fulcrum, ha presentato agli editori europei
Surfboard, un software che consente di rendere i propri archivi accessibili
agli utenti Internet. Surfboard, perfettamente integrato nella famiglia di
prodotti Fulcrum per la creazione di grande banche dati, consente ai
“navigatori” di Internet di recuperare le informazioni richieste sia nel
formato originale di archiviazione, sia convertendole in modo automatico
nello standard HTML. Il vantaggio per l’information provider è la
possibilità di aprire gli archivi agli utenti Internet senza doversi
preoccupare di convertire, a proprie spese, il materiale contenuto in
formati diversi da quelli originali.

La pubblicità corre sul filo
In attesa che nuove sperimentazioni definiscano i confini, tecnologici ed
economici, per lo sfruttamento dei servizi on line da parte dei quotidiani,
cresce l’attesa per le opportunità che lo sviluppo delle telecomunicazioni
offre al mercato della pubblicità.
In questo settore la tecnologia made in Italy occupa un posto di primo
piano grazie a Teddi, la soluzione per il trattamento della pubblicità on
line sviluppata dalla Servizi Italia. Il software consente la gestione
della transazione pubblicitaria in tutti i suoi aspetti: prenotazione,
ordine, fatturazione e trasmissione digitale dell’annuncio su rete ISDN. La
società offre anche un potente strumento per l’archiviazione e la
trasmissione delle immagini in formato digitale, denominato Simage. Gli
editori possono sfruttare l’applicativo sia in ambito redazionale sia in
ambito pubblicitario, ricuperando dalla banca dati pagine con annunci
realizzati per campagne di comunicazione a livello nazionale.
Anche IBM ha proposto una soluzione indirizzata all’archiviazione delle
immagini. NetIcon, sviluppata su server Risc System/6000 e client OS/2 o
DOS-Windows consente l’archiviazione ed il reperimento di immagini
fotografiche in formato TIFF, TGA, JPEG e IPTC-NAA. In vista delle nuove
opportunità di distribuzione on line dei contenuti, anche IBM ha
equipaggiato il software con un modulo per la fatturazione automatica di
tutto ciò che è stato richiesto dall’utente finale.
Il settore della pubblicità on line, per svilupparsi, non può fare a meno
di considerare il ruolo strategico che ricoprono le associazioni di
categoria, soprattutto quelle che, per la natura stessa del loro statuto,
hanno la funzione di creare servizi comuni ed ambienti di lavoro super
partes per sperimentare nuove tecniche e nuove metodologie che poi potranno
essere applicate all’interno delle singole aziende del settore. In Europa
l’IFRA ha avviato il progetto ATS, per la definizione di standard comuni
per la trasmissione digitale della pubblicità, come si legge anche in altra
parte della rivista.
In Italia la ASIG – Associazione Stampatori Italiana Giornali – ha avviato
da alcuni mesi un Gruppo di Lavoro per la definizione di una serie di
raccomandazioni tecnologiche per quanti vorranno introdurre la trasmissione
della pubblicità on line. Nel mese di settembre sono cominciate le
sperimentazioni presso i quotidiani che hanno aderito all’iniziativa.

La ricerca della qualità
La stampa del colore nei quotidiani rappresenta sempre una sfida aperta sul
fronte della qualità, ed all’IFRA ’95 si è consolidata la presenza dei
fornitori che offrono agli stampatori di giornali soluzioni “chiavi in
mano” per ottenere un colore a prova di contestazione.
Presso lo stand della Du Pont era in dimostrazione Color Perfect, una
stazione di lavoro sviluppata per passare dal controllo di qualità “a
spanne” al controllo digitale dell’inchiostrazione della carta. La
macchina, una novità assoluta presentata all’IFRA, monitorizza tutto il
processo produttivo del colore, partendo dalla selezione creata dagli
scanner e dall’analisi della qualità della pellicola ottenuta, fino alla
inchiostrazione finale della bobina di carta.
La stazione di lavoro è in grado di produrre anche la certificazione della
qualità del lavoro stampato e, monitorando la quantità di pigmenti
impiegati attraverso la misurazione della densità di stampa, fornisce
informazioni utili alla gestione economica dei materiali di consumo.
La Viptronic, fra i leader europei nella produzione di strumenti per il
controllo di qualità, ha presentato ufficialmente agli editori di
quotidiani la gamma dei prodotti Vipdens, per la calibrazione di fotounità
e fotoplotter, per il controllo dello standard delle lastre, sia offset che
flexo, e per rilevare la qualità finale della stampa su diversi tipi di
carte. In particolare è stato dimostrato il Vipnews 917, un densitometro
colore specificamente studiato per i quotidiani, al quale è abbinato il
programma NewsStat per la calibrazione dei densitometri. Le soluzioni, che
in Italia vengono commercializzate dalla società Tecnologie Grafiche, hanno
lo scopo di migliorare la qualità finale della stampa a colori sui
quotidiani e sono state messe a punto grazie ad una sperimentazione
biennale che si è svolta presso il quotidiano inglese Daily Mirror. Anche
in questo caso, il monitoraggio della qualità dell’inchiostrazione finale
coincide con la corretta gestione dei pigmenti, e consente di realizzare
forti risparmi sui materiali di consumo.

Promozioni on line alla conquista dell’Europa
Nel numero di giugno di TecnoMedia avevamo annunciato l’arrivo in Europa,
ed in Italia, della Electrocard 763, una macchina in grado di incollare
sulle pagine delle copie di quotidiani in uscita dalla rotativa coupon
pubblicitari, buoni sconto, schede/cartoline per partecipare a concorsi e
altri materiali prestampati. Un mercato tutto da esplorare che costituisce,
per certi versi, una soluzione parallela, ed integrata, allo sviluppo della
pubblicità on line.
La soluzione, prodotta dalla americana Hurletron, ha trovato una prima
applicazione presso il quotidiano olandese De Telegraaf, che ha deciso di
inserire le promozioni pubblicitarie on line nelle pagine della sezione
settimanale Weekeinde, che viene allegata al numero del quotidiano del
sabato. Una volta alla settimana, i circa tre milioni di lettori
dell’inserto troveranno una scheda/cartolina in esclusiva che consentirà
agli inserzionisti di sfruttare l’impatto di questa nuova forma di
promozione.
La Electrocard è importata in Italia dalla R.G. di Milano che, proprio in
occasione dell’IFRA, ha raccolto un significativo riconoscimento
internazionale. Il suo Amministratore Delegato, Giorgio Bonvini, è stato
nominato miglior venditore per il 1994 dalla Wamac, società leader nel
settore delle linee di spedizione per quotidiani, fra i marchi più
prestigiosi rappresentati dalla R.G.