Trasmissione broadcast al Sole 24 Ore: le nuove frontiere dell'”era digitale”

Per meglio capire cos’è oggi l’editoria, è utile identificare i
quattro punti fondamentali del percorso editoriale ed i suoi cambiamenti
connessi alla nascita e allo sviluppo dei nuovi media.
Un dato fondamentale è identificabile nella nascita stessa dell’editoria:
la scoperta di Gutenberg fu sostanzialmente il perfezionamento e la sintesi
tecnica di procedimenti già conosciuti all’epoca. Il primo punto è il
ragionare sull’esistente e creare ciò che serve per finalizzare
un’intuizione.
I libri, il primo prodotto editoriale in senso stretto, non furono solo un
mezzo di comunicazione ma anche una merce. La merce va distribuita con una
rete commerciale e di punti di vendita gestita da operatori che traggano
profitto da queste attività. Il secondo punto è la struttura diffusionale
che necessariamente coinvolge aspetti di organizzazione sul territorio
nazionale e sovranazionale.
La nascita dell’editoria ha creato un nuovo pubblico, il bisogno di
informazioni è cresciuto, il dare informazioni è diventato un’attività
remunerativa. Il terzo punto è il contenuto; il prodotto editoriale non è
un prodotto definito solo dalle sue caratteristiche fisiche o di utilizzo,
ma ha qualcosa in più: è un “carrier” di emozioni.
La catena del prodotto editoriale cartaceo è andata strutturando e
consolidando nei suoi elementi base: il contenuto, la produzione multipla,
la distribuzione e la vendita. Per governare questa molteplicità di aspetti
e trarne profitto ci vollero uomini di affari, gli editori. Il quarto punto
è l’editore, colui che, attento agli sviluppi tecnologici, è capace in un
mercato complesso e mutevole di organizzare in modo dinamico l’azienda per
soddisfare, in modo profittevole, le esigenze del mercato.
Editori e nuove tecnologie
Le scoperte e le applicazioni tecnologiche, le nuove tecniche di gestione
aziendale, hanno prodotto cambiamenti profondi nel modo di fare ed
organizzare le imprese editoriali, ma è con l’invenzione e la diffusione
della radio prima, della televisione e del computer poi, che ha preso avvio
una riflessione più attenta sul ruolo dell’editore cartaceo.
La conoscenza dei nuovi mezzi ha spinto gli editori di carta stampata a
cercare vie nuove per aumentare la capacità di richiamo dei loro prodotti,
li ha spinti a cercare nuovi mezzi e logiche organizzative per ridurre i
costi promuovendo nuove tecnologie di produzione e stampa. Poco invece è
stato fatto in termini di nuove modalità di diffusione del prodotto.
A questo punto mi sembra molto importante riflettere sul concetto di medium
per cercare di capire come oggi, nel mondo dell’editoria ma più in generale
nel mondo della comunicazione, ci si stia avvicinando sempre più
rapidamente ad un tutt’uno.
La comprensione di questo tutt’uno e della sua possibile differenziazione e
l’individuazione dell’attore principale del processo di
unificazione-diversificazione, può consentire la ridefinizione
dell’editoria nei suoi termini culturali ed imprenditoriali.
Nella società odierna la linea di demarcazione fra comunicazione “faccia a
faccia” e comunicazione “mediata” sta divenendo sempre più flebile. Abbiamo
l’idea di comunicare direttamente anche quando siamo al telefono, là dove
l’apparecchio costituisce invece un medium fra i due interlocutori.
Il Pc è il nuovo medium
Medium: strumento di connessione, strumento di comunicazione e, talvolta,
di interazione fra i comunicanti. La cumunicazione medianica funziona su un
canale, laddove la comunicazione faccia a faccia ne prescinde, basandosi
più sull’espressione che sulla comunicazione.
Canale visivo per la stampa, acustico per la radio e il telefono, acustico
e visivo per televisione, ecc. Medium è allora strumento di comunicazione
testuale, visiva, sonora, verbale e motoria. Ma cosa si comunica
medianicamente? Cosa passa da un emittente al destinatario?
Propongo un semplicissimo schema che riduce ai minimi termini le funzioni
dei media: Media = carrier di informazioni, Media = carrier di emozioni,
Media = environment.
Aspetto importantissimo è il terzo, l’environment, lo spazio vissuto,
occupato e in movimento, che i media occupano e insieme traducono. Ogni
medium è una struttura spazio-temporale, perciò in movimento. Se la stampa
ci può apparire statica, pensiamo a tutto il lavoro che sta dietro al
prodotto finito, pensiamo alle modalità con cui le informazioni vengono
registrate e trasmesse, là dove il trasmettere implica in sé movimento.
Nessun medium, escluso il PC, presenta da solo tutti i canali di
funzionamento. Il computer è un medium? Sì, con la caratteristica in più di
contenere contemporaneamente tutte le componenti tipologiche del medium
(testo, suono, immagine, movimento).
Oggi il computer è il medium per eccellenza, è il gestore dell’interazione
a 360 gradi. Carrier di informazioni, di emozioni ed environment, struttura
spazio-temporale. Ma si tratta di qualcosa di più del semplice movimento,
si tratta di ciberspazio. Lo spazio mediale è ciberspazio: lo spazio nuovo
creato e alimentato dalle reti di comunicazione.

Il ciberspazio
La notazione di ciberspazio, conditio sine qua non della possibilità di
esistenza della multimedialità, introduce la realtà virtuale come
componente funzionale e oggettiva della realtà fisica.
Nell’universo multimediale questa interagisce con gli elementi stessi della
virtualità ma anche con quelli della cosiddetta realtà effettiva, fisica,
così da apportare cambiamenti anche in essa. Ma i fedeli della natura,
delle belle arti e dei musei non si spaventino, non si parla della vita in
una realtà inesistente, non si sta programmando la scomparsa di musei, di
quadri o libri.
Tutte queste belle cose che hanno accompagnato la nostra vita fino a ora,
rendendola qualitativamente migliore, non si stanno dissolvendo:
continueranno ad esistere perchè rimane la loro funzione. Esisteranno in
maniera diversa, con modalità a cui i nostri occhi, le nostre orecchie e il
nostro tatto dovranno fare abitudine, ma a cui, stiamo tranquilli, potranno
avere accesso.
Non si tratta del mondo degli angeli! Ciberspazio non è un insulto
all’universo, è solo uno stravolgimento delle categorie oggettive della
realtà: il mondo del soggetto e quello dell’oggetto si stanno avvicinando
sempre più.
Il ciberspazio è quella struttura digitale in cui i mezzi possono tradursi
l’uno nell’altro, stravolgendo i tradizionali metodi di trasmissione e
manipolazione. I mezzi di comunicazione superano se stessi in quanto media,
non sono più semplici strumenti, ma trasformandosi l’uno nell’altro e
unendosi, creano, generano nuove componenti dell’universo telematico,
interagiscono fra loro e con l’attività umana, la quale entra in questo
nuovo mondo guidata dalla tecnologia delle reti telematiche.

Le implicazioni dell'”era digitale”
La vera rivoluzione è dunque il “tutto digitale” e su questa verità è utile
focalizzare l’attenzione e riflettere.
Il “tutto digitale” significa essenzialmente le seguenti sei cose:
* il mezzo scelto per fruire/far fruire l’informazione altro non è che la
materializzazione di dati digitali, ovvero gli stessi bit possono produrre
materializzazioni differenti;
* i bit omogeneizzano la “materia” informazione, per cui diventa facile
trattarla;
* i bit si possono trasferire in modo semplice;
* i bit possono portare informazioni relative a se stessi;
* le forme che i bit possono assumere dipendono e dipenderanno sempre di
più dall’utilizzatore;
* i bit assumono valore come tali e, quindi, il loro valore dipende dalla
capacità del loro utilizzo e riutilizzo.

Il quotidiano nell’era digitale
Avendo definito cosa significa “tutto digitale” passiamo ad esaminare come
oggi viene prodotto un giornale:
* il menabò si disegna su Personal Computer;
* i testi sono scritti su Personal Computer;
* le agenzie di stampa arrivano su Personal Computer;
* le fotografie arrivano/si introducono su Personal Computer;
* i grafici arrivano/si preparano su Personal Computer;
* la pubblicità arriva/si introduce su Personal Computer.
Sul computer esistono tutte le informazioni che permettono di dare origine
alla materializzazione del quotidiano e in più si trovano tutte le
informazioni che sono entrate in input e che non sono state utilizzate per
la preparazione del quotidiano stesso.
Possiamo dire che la caratteristica fondamentale del digitale è la
flessibilità: il prodotto digitale può essere elaborato da un computer
prima, durante, o dopo la sua preparazione.
A questo punto del ragionamento ci siamo posti una domanda: se il prodotto
editoriale giornale è completamente digitale, perché bisogna
necessariamente stamparlo e poi distribuirlo? Non è forse il caso di
pensare di diffonderlo, sotto forma di bit, e poi stamparlo secondo
necessità in uno stabilimento, in un centro di servizi o, perché no?, a
casa dell’utilizzatore finale?
Dare una risposta a questa domanda significa risolvere due ordini di
problemi: le problematiche di stampa, e le modalità di trasmissione.
Per quanto riguarda la stampa sono già disponibili sul mercato macchine da
stampa alimentate in modo digitale, che producono direttamente l’immagine
elettronica che viene impressa sulla carta: il prodotto per l’utente
finale. Siamo agli inizi, ma una nuova rivoluzione nel mondo editoriale è
avviata.
Per quanto riguarda gli aspetti distributivi, poiché parliamo di prodotti
ad ampia diffusione, i satelliti giocano un ruolo determinante in quanto
consentono di soddisfare la diffusione contemporanea dello stesso prodotto
a molti utenti, principio di diffusione tipico del settore editoriale.

La trasmissione broadcasting al Sole 24 Ore
A tal proposito l’Editrice il Sole 24 Ore, per raggiungere un utenza estera
più vasta dell’attuale, ha avuto l’idea di trasmettere il giornale tramite
canale di tipo broadcasting.
E’ stato ideato un sistema di trasmissione che, usufruendo dei canali
televisivi normali, può rispondere alle esigenze non solo della
trasmissione del giornale, ma anche di qualsiasi tipo di dato.
Il sistema di trasmissione si basa su una tecnologia, del tutto innovativa,
che permette il trasferimento di grandi quantità di dati a basso costo e
con la massima diffusione di utenza. Il sistema di trasmissione è stato
chiamato HS Cast.
La tecnologia realizzata si concretizza in una scheda per Personal
Computer, che consente di preparare e ricevere dati di qualsiasi natura,
veicolati attraverso un segnale televisivo satellitare, terrestre e via
cavo.
L’aspetto innovativo di questa tecnologia è determinato da quattro
caratteristiche:
* l’utilizzo completo, per la trasmissione di dati, della banda di
frequenza variabile con la possibilità di utilizzare in modo parziale o
completo il segnale video. Questo consente di trasmettere e ricevere
contemporaneamente dati e tv in una finestra ridotta, e permette di
trasferire un grande volume di dati in un tempo molto piccolo, a velocità
di 2mbit/sec.;
* il basso costo riferito alla quantità di dati che può trasmettere e ricevere;
* l’utilizzo di un sistema di ricezione standard, ovvero un normale
impianto di ricezione tv, satellitare, terrestre e via cavo;
* alta diffusione dell’utenza potenziale; in pratica dove esiste una
televisione è possibile collegare il sistema e ricevere i dati.

Come funziona il sistema HS Cast
Con il sistema possono essere trasmessi tutti i tipi di file di dati
indipendentemente dal loro contenuto. Per la trasmissione di quotidiani o
di riviste possono essere utilizzati diversi formati di dati e diverse
soluzioni. HS Cast fornisce due soluzioni chiamate rispettivamente: HS
ViewA per i file in formato Acrobat e Hs ViewB per i file in formato
Bitmap.
Per i file Adobe Acrobat  il PDF è un formato standard nel settore
editoriale che consente di trasmettere il giornale in un formato che può
essere visualizzato su un qualsiasi Personal Computer. Fra i vantaggi di
questa soluzione, ci sono: file di piccole dimensioni (pochi Mbyte per un
intero giornale), ottima resa dei font con ogni tipo di risoluzione video e
di stampa, buona resa dell’immagine e della gestione colore,
caratteristiche operative particolarmente indicate per riviste e quotidiani
a colori, ricerca del testo con gli strumenti appropriati.
Fra gli svantaggi, per contro, occorre considerare che i font usati devono
essere caricati sul PC prima di poter visualizzare il giornale, e il
formato Acrobat deve essere generato dal sistema editoriale del giornale
stesso.

Il formato Bitmap
HS Cast accetta anche un formato bitmap (bianco e nero bilivello) grazie al
visualizzatore HSViewB che genera scale di grigi in tempo reale. Questa
tecnologia interagisce direttamente con il sistema pagefax della sede del
giornale, limitando al massimo l’impatto sul sistema produttivo.
Il sistema si basa su un PC interfacciato con il pagefax (RIP e/o scanner).
Un software specifico converte le dimensioni e la risoluzione originale
delle pagine in un formato standard A3 con risoluzione 600 dpi e le
memorizza in un file TIFF con un algoritmo di compressione G4. Le
dimensioni del file dipendono dal contenuto dello stesso, ma in base alla
esperienza possiamo affermare che le dimensioni medie sono inferiori a 1
Mbyte per pagina.
I vantaggi principali di questa soluzione sono: impatto minimo sul sistema
di realizzazione del giornale, i font che non devono essere scaricati e,
nel complesso, ottime modalità gestionali per i giornali con font non
latine.
Per contro, fra gli svantaggi, occorre ricordare che il formato Bitmap è
inadatto al colore, non consente la ricerca testuale né la gestione di
files di grandi dimensioni. Con quest’ultima soluzione, infatti, è
necessario creare un file per ogni pagina del giornale.
Il servizio HS Cast è strutturato con un Hub basato su ISDN che può essere
usato in modo dinamico, consentendo quindi di scegliere una velocità di
trasferimento che va da 64 Kbps a 2 Mbps.
Il software di comunicazione necessario è il Remote Access della Microsoft,
strumento già incluso nei sistemi operativi Windows for Workgroup, Windows
NT e Windows 95.

La ricezione satellitare
Per ricevere le trasmissioni di HS Cast si deve disporre di un
equipaggiamento di ricezione TV satellitare standard, di una scheda di
ricezione HS Cast, del relativo software e di un Personal Computer
compatibile Windows, più altri eventuali accessori, quali, per esempio, la
stampante.
Il sistema di ricezione per TV satellitare è composto da due elementi: un
riflettore parabolico per la ricezione e un sintonizzatore. Il riflettore
parabolico deve essere puntato in direzione del satellite. (Nella Tabella 1
sono riportate le specifiche del canale satellitare usato da HS Cast).
Il sintonizzatore deve essere sintonizzato sul canale corretto per la
ricezione dei dati. Il personal computer Windows deve disporre di uno slot
ISA libero per poter inserire la scheda di ricezione HS Cast. Per ogni
servizio che si desidera ricevere è necessario specificare una nuova
configurazione: sarà possibile ricevere solo i servizi per i quali è stato
sottoscritto un abbonamento. (Nella Tabella 2 è riportata la configurazione
standard del PC).

L’esperienza del Sole 24 Ore
L’Editrice Il Sole 24 Ore sta già usando questa trasmissione utilizzando
come carrier per inviare il segnale, un ponte radio per il collegamento tra
la sede di preparazione del quotidiano e la stazione di up-link del Lario,
e il satellite Eutelsat II – F3 posizionato a 16° est, trasponder 37
Widebeam per la distribuzione su scala europea. Il segnale ricevuto su PC
via TV satellite dà origine al quotidiano che viene stampato in locale con
normali stampanti laser.
Se la tecnologia e le utilities sono necessariamente comuni a tutti i
media, è la loro utilizzazione ad essere differente. A questo proposito
sembra opportuno riportare le parole di Simondor: “l’incremento di
conoscenze tecniche fornite dai nuovi strumenti non potrà più, come già
altre volte è avvenuto nella storia culturale occidentale, essere assorbito
come un ampliamento nell’orizzonte tecnico. Esso impone un diverso assetto,
metodologico e operativo, di tutte le conoscenze fin qui raggiunte”.
Partendo da questa considerazione si può dire che le società editrici
dovrebbero riorganizzarsi pensando all’adattamento dei mezzi elettronici
alle proprie esigenze non solamente in termini di strategia dei costi, ma
soprattutto in termini di strategie di mercato. Schematizzando, l’editore
dovrebbe organizzare la sua impresa su più fronti: dovrebbe avere il
deposito delle informazioni in formato digitale e possederne i diritti per
un utilizzo diversificato; dovrebbe avere il sistema di elaborazione e
preparazione delle informazioni, cioé le redazioni capaci di usare la
tecnologia per creare valore aggiunto, disponendo dei sistemi di produzione
e distribuzione multimediale, nel senso di produrre e distribuire il
prodotto nella forma e nei modi più appropriati al mercato.
“Tutto digitale” è la chiave di volta per crescere, sia in termini di
mercato che in termini di nuove capacità editoriali. Va ricordato che, se è
vero che l’informazione è trasformabile in bit, non necessariamente il bit
è informazione.
Antonio Bogo
Responsabile
Centro Documentazione e Studi
Editrice Sole 24 Ore