Si moltiplicano le iniziative per l’informazione on-line
Cybercash: moneta cibernetica,
denaro virtuale, chiamatelo come volete, basta che si possa accreditare sul
conto in banca. E’ la sfida degli anni novanta, il banco di prova su cui
verrà testato il futuro dei nuovi servizi di comunicazione on-line, il
punto di non ritorno che decreterà lo sviluppo del cyberspazio su Internet
– o su altre reti – o il definitivo tramonto delle nuove opportunitÃ
tecnologiche.
Cybercash: quando Uzal H. Martz jr., Presidente del Board of Directors
della Associazione degli Editori Americani di Quotidiani (N.A.A.),
pronuncia questa magica parola, un brivido percorre la schiena dei
partecipanti a Nexpo ’95, la tradizionale mostra convegno dei giornali
americani, che si è svolta ad Atlanta lo scorso mese di giugno. Brivido ed
emozioni contrastanti, perché la nuova sfida dell’editoria del prossimo
decennio è tutta qui: convincere utenti ed inserzionisti pubblicitari a
servirsi delle nuove reti di comunicazione, prima fra tutte Internet, per
comprare e vendere informazioni e servizi, e trovare soluzioni
tecnologicamente valide per consentire agli operatori del nuovo mercato la
fatturazione on-line del “cyber-denaro”, con accredito certo e sicuro alla
fine del mese nei capaci forzieri delle banche americane.
Proprio le “cyber-prospettive” hanno dominato la rassegna tecnologica di
Nexpo ’95, alla quale, per la prima volta, hanno fatto la loro comparsa in
misura massiccia prototipi e prime, timide release, di soluzioni concepite
per favorire lo sfruttamento razionale della nuova frontiera virtuale.
Scommesse ed ipotesi confortate dai dati pubblicati sul periodico
specializzato Information & Interactive Services Report, che ha scritto che
a marzo di quest’anno i servizi on-line per i consumatori americani hanno
superato la soglia dei sette milioni di sottoscrittori, con un aumento del
15% nei primi tre mesi dell’anno, mentre i sei più importanti fornitori (in
ordine decrescente CompuServe, America Online, Prodigy, Delphi, eWorld e
GEnie) controllano ormai l’86% del mercato nazionale.
Joint venture, Consorzi e standard per il WWW
Prima ancora di imboccare le scale mobili che portano direttamente
all’ingresso dei padiglioni espositivi del Georgia World Congress Center di
Atlanta, di uno dei più grandi degli Stati Uniti, i visitatori si possono
fermare per un tour virtuale della esposizione. Loro complice è un “chiosco
Internet” con numerosi portatili collegati con il WWW, e “aperti” sulla
pagina Nexpo ’95, la prima novità della rassegna americana. Da questa “Home
page” dell'”industria dei giornali”, come recitano le informazioni
pubblicitarie, è possibile accedere a quattro sezioni: “Info”, informazioni
e dati sugli aspetti più importanti dell’industria dei quotidiani, “News”,
con bollettini ed altre pubblicazioni specializzate, come TechNews a
Presstime, “Events”, per informare su mostre, convegni e seminari del
settore, e “Hotlinks”, che consente l’accesso a 55 quotidiani americani e
canadesi on line, fra i quali il Chicago Tribune, il Miami Herald, il New
York TimesFax, il San Jose Mercury News e USA Today. L’Associazione degli
Editori Americani, che ha lanciato l’iniziativa proprio in occasione di
Nexpo ’95, ha un obiettivo oltremodo ambizioso, quello di diventare “il
luogo dove si indirizzano gli editori per scambiarsi idee ed osservazioni
su ciò che stanno facendo per prepararsi alla pubblicazione dei supplementi
elettronici”, come ha detto Randy Bennett, direttore del New Media Group,
costituito in seno alla N.A.A.
Forse non è un caso che il servizio degli editori americani abbia trovato
ospitalità nel sito della InfiNet, una joint venture con base a Norfolk, in
Virginia, costituita fra la Landmark Communications e il gruppo
Knight-Ridder Inc., uno degli editori più attivi nella sperimentazione
delle nuove opportunità del business on line. InfiNet ha la missione di
aiutare i quotidiani a realizzare servizi sul WWW senza richiedere
investimenti di capitali e mettendo a disposizione un’immediata fonte di
reddito sotto forma di ripartizione dei diritti di accesso ai servizi.
Anche altri protagonisti si stanno muovendo. Testate e gruppi editoriali
delle dimensioni del Los Angeles Times e del gruppo Pulitzer Co. aderiscono
a nuovi comitati che stanno stendendo gli standard per le loro
pubblicazioni.
Otto fra i più importanti gruppi di quotidiani americani hanno avviato una
forma di collaborazione per affrontare insieme le sfide, e le opportunità ,
che si offrono sui nuovi mercati della informazione on line. NCN, New
Century Network, è il nome della nuova struttura operativa -10 addetti in
tutto- costituita lo scorso mese di aprile da Advance Publications Inc.,
Cox Newspapers Inc., Gannett Co., Hearst Corp., Knight-Ridder Inc., Times
Mirror Co., Tribune Co. e Washington Post Co., otto fra i più importanti
gruppi editoriali, in rappresentanza di 208 testate. Ai primi di maggio si
è unito loro anche il colosso The New York Times Co.
L’obiettivo della NCN è quella di costituire una comunità di quotidiani
locali on-line, arrivando a collegare le testate del circuito con dei link
ipermediali che consentano ricerche comuni, con la prospettiva di
sviluppare strumenti per l’offerta di inserzioni pubblicitarie e per le
necessarie transazioni finanziarie che utilizzino standard comuni. L’utente
dovrebbe collegarsi al pacchetto di servizi su Internet pagando un unico
diritto di accesso, e navigando successivamente fra le pagine degli oltre
duecento quotidiani ed all’interno dei servizi consorziati.
Si moltiplicano parallelamente gli sforzi per arrivare ad una serie di
specifiche tecnologiche condivisibili, tali da poter lanciare il nuovo
network per la fine dell’anno. “Gli standards consentiranno ai giornali di
avere la precedenza” ha detto il vice presidente di Knight-Ridder in
occasione del lancio di NCN, lo scorso mese di aprile. Il presidente ad
interim della NCN, Peter Winter, del gruppo Cox Newspapers, ha osservato
che non tutti i browser sono “interamente adattabili” ai protocolli che
interessano i giornali, né tutti lo sono fra loro. Per questa ragione, la
NCN potrebbe arrivare a sviluppare un proprio browser, che l’utente potrÃ
caricare sul proprio Pc. In questa prospettiva, non è detto che l’HTTP/HTML
sia la sola soluzione in gioco. Winter, per esempio, si augura che il solo
vero standard del Web sia il protocollo Internet TCP/IP. Gli obiettivi
relativi agli standard non sembrano comunque di facile soluzione, se è
vero, come riportano alcuni organi di informazione specializzati, che
all’interno del consorzio NCN gli editori puntano a coinvolgere diversi
fornitori, molti dei quali in aperta concorrenza fra loro.
Le soluzioni tecnologiche per il WWW
Molti di questi fornitori hanno presentato le loro soluzioni a Nexpo ’95.
Due le direzioni sulle quali si muovono: alcuni offrono software per
trasferire il prodotto-quotidiano sul World Wide Web, od offrono tools
altamente sofisticati per facilitare lo sfruttamento delle risorse WWW,
mentre altri preferiscono proporsi come fornitori di siti o di servizi per
aiutare gli editori a vendere i nuovi prodotti in rete. Negli uni come
negli altri, comunque, è ben chiaro il concetto che nel nuovo mercato non
si potrà proporre la semplice versione digitale del giornale. Ben venga
quest’ultima, ma come parte di un pacchetto-prodotto più ampio, dove la
possibilità di accedere agli articoli, od alle pagine, del giornale, sarÃ
solo uno dei servizi offerti.
La Dewar, società che ha puntato su un sistema editoriale integrato nel
quale l’editore deve assumersi per intero la responsabilità della
“personalizzazione” del prodotto, anche coinvolgendo terze parte nel ruolo
di integratori, ha mostrato una soluzione per la messa in rete Internet e
la gestione dei files digitali del quotidiano. Un apposito filtro, attivo
all’interno del processore di testi Word, traduce i files della
pubblicazione in linguaggio HTML, trasparente al WWW, mentre la gestione
del data base – sviluppata dalla Dewar – provvede al controllo dinamico dei
nuovi files tradotti. Uno dei punti di forza della soluzione consiste nella
estrema semplicità del “filtro”, e nella possibilità di creare in modo
semi-automatico i link ipermediali con le immagini acquisite dal data base
del giornale; fra i punti di debolezza, occorre mettere in conto alcuni
limiti attuali del linguaggio HTML nella trasposizione degli elementi
grafici complessi da ambienti software specializzati al mondo WWW.
Anche la John Juliano Computer Services ha mostrato un prototipo software
per favorire l’accesso dei quotidiani ad Internet. Sfruttando il proprio
know-how specializzato, ha creato Atan HTML, un traduttore per il passaggio
dal sistema Atex al Web mondiale. Anche in questa soluzione, la cui prima
release definitiva è attesa nei prossimi mesi, si deve registrare la
linearità del passaggio dai files creati all’interno dei sistemi Atex al
mondo WWW, e la perdita dei grafismi particolarmente sofisticati resi
possibile dal software di uno dei più diffusi e sofisticati ambienti
proprietari per l’industria dei giornali.
Grande interesse ha suscitato InfoMarket Search, un potentissimo strumento
sviluppato dalla IBM per cercare sulla rete mondiale Internet tutte le
risorse disponibili relativamente ad un certo argomento. Il software,
sviluppato dalla multinazionale per solo uso interno, e mostrato per la
prima volta al pubblico degli editori in occasione di Nexpo ’95, restituisce
agli utenti tutti i documenti cercati sul Web in funzione della rilevanza
semantica. La ricerca che abbiamo personalmente impostato, relativa
all’argomento “tecnologia e quotidiani”, ha restituito in poche decine di
secondi 314 documenti “pertinenti” al soggetto. Unico limite per gli
utenti, è la stretta dipendenza con la lingua inglese, un ostacolo, del
resto, pressoché insormontabile all’interno di tutto il mondo Internet.
La Associated Press ha dimostrato un prototipo per il collegamento, sempre
tramite il Web, ai propri archivi fotografici digitali. Trovare una immensa
mole di immagini di primissima qualità componendo un semplice indirizzo WWW
ha fatto sognare tutti i visitatori, ma a riportare gli appassionati su
questa terra ci hanno pensato immediatamente i responsabili dello stand:
guardare e non toccare è una buona norma anche nel “cyber-galateo”; chi
vuole utilizzare le immagini AP deve sempre sottoscrivere un regolare
contratto di fornitura.
Altri fornitori stanno muovendosi in direzione dell’offerta di siti “chiavi
in mano” agli editori, parallelamente o in concorrenza con i consorzi fra
le testate che stanno nascendo negli Stati Uniti. “Che cosa può fare per il
tuo lavoro internetMCI? Come ti può aiutare nelle attività domestiche?” un
semplice click sull’icona che compare nel video del computer, e si entra
nel sito Internet della MCI, uno dei colossi americani dell’industria delle
telecomunicazioni. Lo spazio virtuale consente di avere informazioni sui
prodotti e sui servizi MCI, sulle attività di qualsiasi altra azienda che
investa nel nuovo business “on line”, permette di avere accesso alla
Gramercy Press, la prima casa editrice virtuale del mondo, o di ricevere
notizie in tempo reale. Extra! Extra!, questo il nome di uno dei servizi
dedicati alle notizie da tutto il mondo, è sponsorizzato da Reuters New
Media. InfoMCI, pacchetti di informazioni personalizzate sui settori
economici di maggior interesse per il sottoscrittore, ovvero “il modo più
semplice per avere le informazioni che ti servono per restare competitivo”,
come recita la pubblicità del servizio, è invece gestito direttamente dalla
MCI, che quest’anno ha proposto il proprio “sito” agli editori di
quotidiani, per offrire loro una soluzione “chiavi in mano” per estendere i
contenuti editoriali e l’offerta pubblicitaria ad un pubblico sempre più
vasto di consumatori.
Teletrasmissione e pubblicità on line su rete ISDN
Proprio nei giorni di Nexpo la Autologic e la Information International
Inc., meglio nota come Triple I, hanno annunciato di aver raggiunto un
accordo di massima per confluire in un unico gruppo operativo. L’intesa
dovrebbe comportare vantaggi significativi, un ampliamento della linea di
prodotti, un aumento della capacità di vendita e di assistenza a livello
mondiale, maggior forza finanziaria, potenziamento delle unità di ricerca e
sviluppo e la realizzazione di nuovi prodotti basati sull’integrazione
delle rispettive competenze tecnologiche.
In attesa di completare gli adempimenti formali per la nascita del nuovo
gruppo, Autologic ha illustrato il nuovo sistema Apscom, per la
trasmissione dei file a punti remoti, la distribuzione e la gestione dei
documenti a distanza, assolutamente indipendente dai sistemi di input,
output e dal processo di composizione dei files. Apscom è in grado di
trasferire a distanza files Post-Script, immagini bitmap, documenti Adobe
Acrobat, files Tiff compressi o no, verso una destinazione finale che può
essere un Rip od un sistema OPI, sfruttando le opportunità offerte dalle
nuove reti ISDN. Il sistema può trasmettere pagine in alta risoluzione a
centri stampa remoti, e sarà interessante vedere come verrà accolta questa
nuova soluzione dai mercati editoriali particolarmente propensi a servirsi
della teletrasmissione per ripartire la tiratura dei giornali in diversi
centri stampa.
Per quanto riguarda la pubblicità on line, Associated Press ha presentato
la soluzione AdSend, il primo software per la trasmissione della pubblicitÃ
ad utilizzare il formato PDF (Portable Document File) sviluppato dalla
Adobe con il software Acrobat. Il sistema sfrutta la rete per trasmissione
satellitare sviluppata dalla AP per l’invio di notizie ed immagini in tutto
il mondo, e può appoggiarsi sia alle linee ad alta velocità ISDN che alle
linee telefoniche standard.
La fotografia digitale
Si annunciano importanti novità nel settore del trattamento digitale delle
immagini, un segmento di mercato dominato finora dal pacchetto Adobe
Photoshop, arrivato alla versione 3.0, che oggi costituisce, di fatto, lo
standard di riferimento per quanto riguarda la gestione delle immagini.
A Nexpo ’95 è stato presentato il prototipo di Quark XPosure, la nuova
applicazione sviluppata grazie ad un accordo fra l’americana Quark ed i
giapponesi della JVC, uno dei colossi mondiali delle tecnologie
audiovisive. Questi ultimi hanno scritto il cuore dell’applicazione,
successivamente integrata dagli americani, che hanno invece assunto la
responsabilità del marketing del nuovo prodotto, che dovrebbe essere
rilasciato, in versione definitiva, nel quarto trimestre del ’95. Le prime
release saranno distribuite nel mercato americano e giapponese; in seguito
saranno tradotte in inglese internazionale, francese, tedesco, italiano e
spagnolo.
Quark XPosure utilizza un nuovo strumento creativo, chiamato “lente”.
L’operatore dispone di diverse “lenti” con le quali prima delimita e, se
caso, ingrandisce la porzione di immagine che interessa, e successivamente
interviene su qualsivoglia parametro della zona evidenziata, per
raggruppare, muovere, risistemare ed applicare effetti speciali. Tutte le
modificazioni vengono memorizzate su un file diverso dal file immagine
sorgente che, fintantoché resta nel suo formato originale, non viene
modificato. Questa tecnologia consente di apportare qualunque variazione
all’immagine, permettendo contemporaneamente di registrarle ed editarle in
ogni momento.
Il prototipo dell’applicazione, che ha fatto il suo esordio mondiale lo
scorso febbraio al MacWorld di Tokio, ha debuttato negli Stati Uniti al
Seybold Meeting di Boston, dove ha vinto il Seybold Editors’ Choice Awards
for Innovation.
Nel mercato delle fotocamere digitali è invece sempre la Kodak a dominare.
A Nexpo ’95 è stata presentata la gamma completa dei dorsi digitali per
macchine fotografiche Nikon, ai quali sono state affiancate le nuove
soluzioni per la gamma EOS delle macchine Canon, strumenti, questi ultimi,
particolarmente indirizzati verso la fotografia professionale sportiva.
Grazie anche alla collaborazione avviata con Associated Press, sostenitrice
delle potenzialità della tecnologia per la acquisizione delle immagini
direttamente in formato digitale, l’offerta della Kodak è ormai a 360°,
spaziando dalle soluzioni di qualità semi professionale per Canon e Nikon,
valutate attorno agli 11.000 dollari, fino ai vertici della qualità e delle
prestazioni qualitative, con soluzioni fino a 30.000 dollari, in grado di
garantire una risoluzione di altissimo livello.
Tecnavia ha presentato al mercato americano la linea di prodotti
indirizzati all’archiviazione delle immagini in formato digitale, soluzioni
caratterizzate da una grande flessibilità nelle configurazioni hardware e
da un’interfaccia per la ricerca molto intuitiva. E-Binder, una delle
soluzione di punta della società svizzera, consente il collegamento diretto
con i più diffusi picture-desk internazionali, quali AP-Leaf, Crosfield, e
Hasselblad, che già nella versione base del prodotto permette di gestire
fino a 150.000 immagini.
Il Systemator
Non è il titolo dell’ultimo film di Arnold Schwarzenegger, anche se
l’ambito nel quale opera e la “filosofia” che ne guida lo sviluppo non è
poi così lontana dagli “effetti speciali” di tanta cinematografia che
trasforma i sogni in realtà visiva. Systemator è un software che ha come
obiettivo la scrittura di applicazioni “su misura” per i clienti,
indipendentemente dal settore nel quale questi operano. Il prodotto è della
Sysdeco Group S.A., la società norvegese che pochi mesi fa ha deciso di
acquisire la Atex, con una strategia di ingresso graduale nel capitale socia
le della software house, fino ad arrivare al 51%.
Systemator, programma per modellare applicativi software “su misura”, è
stato presentato al settore dell’editoria dei giornali dopo aver dato
ottima prova di sé nello sviluppo di sistemi per diversi clienti, fra i
quali le Ferrovie dello Stato norvegesi. Pochi mesi fa, i dirigenti del
Boston Globe, quotidiano americano cliente della Atex, si rivolsero ai
fornitori per sviluppare un sistema di tracking della produzione secondo
specifiche che non trovavano immediato riscontro sul mercato dei prodotti
disponibili. Atex e Sysdeco proposero di impiegare il Systemator per
sviluppare l’applicazione, ed il risultato, o meglio il primo passo di un
progetto destinato a svilupparsi nel corso dei prossimi mesi, era in
visione allo stand della Sysdeco. Un team di specialisti, composto dai
manager editoriali e dagli esperti della società norvegese, ha inserito in
Systemator le specifiche del programma di tracking, identificando i “nodi”
del flusso produttivo, gli “attori”, o meglio i componenti attivi del
flusso, e quindi settando i rapporti fra le componenti del sistema e
predisponendo i “dialoghi” software fra le parti. In alcune settimane di
progettazione al videoterminale si è potuto arrivare a scrivere, con
l’aiuto di Systemator, il primo prototipo del sistema, che ha stupito i
visitatori per l’elevatissimo livello di dettaglio nel fornire informazioni
sullo stato di avanzamento della produzione del giornale, sia contenuti che
componenti grafici.
La soluzione si interfaccia con l’output di uscita da EdPage, Architect ed
altri software del mondo Atex, e fornisce dati a livello globale, sulle
singole pagine, sulle sezioni delle pagine, arrivando fino ad informare se,
in un articolo qualsiasi, manca ancora da completare un titolo, un
occhiello o una didascalia sotto l’immagine. Ma l’aspetto più interessante,
come hanno fatto notare alcuni fra gli autori del progetto, è che si è
arrivati al “software su misura” evitando le estenuanti maratone delle
riunioni congiunte e, ciò che più conta, saltando a piè pari le forche
caudine dove gli uni rimproverano agli altri di non aver capito nulla di
quello che si voleva realizzare, nonostante le centinaia di pagine di
accordi sottoscritti.
Se il futuro degli applicativi “su misura” sarà nelle mani di prodotti come
Systemator non è facile affermarlo, visto anche che questo compilatore di
software non è propriamente di uso intuitivo, ma richiede tecnici
specializzati ed una capacità di lavorare in équipe tutt’altro che scontata
quando attorno al tavolo siedono figure professionali di varia estrazione.
Tuttavia, di fronte ad un mercato che, per quanto riguarda i grandi
front-end redazionali ha certamente raggiunto la sua maturità , la capacitÃ
di integrare nuove soluzioni in un tessuto tecnologico pre-esistente sta
acquistando nuovo vigore, e con lei si stanno aprendo nuovi spazi per lo
sviluppo di soluzioni realmente personalizzate, che soddisfino le reali
esigenze di prodotti editoriali altamente sofisticati, come i quotidiani.
