Nuove fonti di entrata per i quotidiani?
Tutti gli operatori del settore
sono ormai a conoscenza della rivoluzione silenziosa che da diversi anni
interessa il mercato consumer americano: tutti si informano su tutto, tutti
si scambiano messaggi, opinioni, commenti, tutti spendono ore (del giorno o
della notte) a digitare sulle tastiere dei loro Personal alimentando il
tumultuoso traffico delle reti che dispensano a larghe mani (e per pochi
dollari) servizi di ogni tipo e per ogni gusto.
I servizi “on line”
Faccio specifico riferimento a Prodigy (uno fra i servizi elettronici che
conta il maggior numero di utenti, nato da una joint venture fra IBM e
Sears verso la fine degli anni ’80), Compuserve, America On Line ed altri,
per un totale di diversi milioni di utenti abbonati ai vari servizi.
Nel nostro Paese è più recente l’infervoramento per questa tipologia di
servizi (la grande ragnatela delle reti Internet con un’utenza globale fra
i 20 e i 30 milioni!) e diverse iniziative si stanno attivando.
Vorrei di seguito accennare ad una fra queste che nasce da IBM per
riproporre sul nostro territorio l’esperienza di successo maturata oltre
oceano.
Tecnologia, reti, software di controllo e di gestione sono richiesti dal
nostro ambiente: lingua, comunicazioni, legislazione, gusti e tanti altri
ancora.
Sono stati già siglati i primi accordi con importanti information providers
(editori e non) e una prima sperimentazione con qualche centinaio di utenti
è in atto con un servizio di informazioni prevalentemente legate al mondo
informatico.
Quali le possibilità commerciali per un editore?
Non voglio proporre un elenco esaustivo di possibilità ma solo qualche
riflessione legata alla natura delle fonti informative e dei prodotti
editoriali già disponibili presso gli editori e sgombrare subito il campo
da un facile errore: il giornale elettronico (il quotidiano tradizionale
cioè trasferito su uno schermo di un Personal) è probabilmente di scarso
significato e di limitato utilizzo.
Ogni testata opera in una realtà specifica (nazionale, regionale, locale,
si occupa di sport, di informatica, di medicina, di arte, di spettacolo,
ecc.) e indirizza un bacino di utenza conseguente. E’ allora per questa
utenza che vanno approntati i servizi da distribuire e le tariffazioni più
adeguate e individuate le forme promozionali più accattivanti.
Un prodotto “su misura”
Si opera in una realtà nuova che pretende informazioni fresche,
complementari a quelle della carta stampata, che coinvolgano la vita e le
esigenze di tutti noi in ogni momento della nostra giornata: come impiegare
il tempo libero in loco, il collezionismo, le manifestazioni ad invito, le
prenotazioni, gli scambi fra privati, la posta elettronica, le occasioni e
tante altre forme di comunicazione che interessano tutti, bambini, giovani,
adulti, anziani.
Le tecnologie sono disponibili a prezzi abbordabili da tutti (un
abbonamento annuo si prevede avrà un costo base di qualche centinaia di
migliaia di lire). Occorre solo affrontare un mercato nuovo, di dimensioni
ciclopiche con nuove idee e nuove forme di comunicazione.
Gli editori forse non sono preparati a questa rivoluzione ma occorre che si
muovano in tempi brevi perché forse mai come in questo momento si sta
giuocando il loro destino e la loro sopravvivenza.
Cesare De Micheli
