Drupa ’95 si conferma la vetrina per la grafica mondiale

Dal 5 al 18
maggio scorsi gli occhi dell’industria grafica internazionale sono stati
puntati sulla Fiera di Düsseldorf, dove si è svolta l’edizione 1995 della
Drupa, la più importante rassegna mondiale del settore. Un rito che
puntualmente si rinnova ogni cinque anni, un appuntamento al quale nessuno
vuole e può mancare, nonostante il corredo di critiche, anche queste
tradizionali, sulla durata per molti eccessiva o sulla limitata capienza
alberghiera di Düsseldorf edintorni: impossibile trovare camere libere, a
qualunque prezzo, a meno di un’ora di viaggio dalla Fiera.
La Drupa resta sempre la vetrina quinquennale nella quale i protagonisti
mondiali dell’industria grafica portano le novità tecnologiche di maggiore
rilievo, il luogo dove è possibile immaginare gli scenari dei prossimi
anni. TecnoMedia è andata a curiosare qua e là per gli stand, senza alcuna
pretesa di “coprire” per intero una fiera che, a differenza di Quotidie in
Italia, dell’Ifra in Europa e della Nexpo negli Stati Uniti non è
focalizzata per il mercato dei quotidiani.

Nuove frontiere: la stampa digitale a colori
Indigo e Xeikon sono, al momento, gli unici due punti di riferimento
internazionale per la stampa “filmless”, ovvero l’impressione su carta, o
altri materiali, direttamente da computer, senza far uso di lastre. Sono
due soluzioni, due aziende, due stili di stampa digitale a colori e due
modelli di comunicazione al pubblico diversi: in comune hanno l’alta
qualità, ed hanno entrambe conquistato il ruolo di “regine” incontrastate
di Drupa’95.
Le tecnologie della impressione digitale in alta qualità per basse tirature
ha coinvolto migliaia di visitatori, stipati all’inverosimile nel “teatro
Indigo” – trecento posti a sedere, sempre esauriti – e nel “teatro Xeikon”,
più ristretto ma non meno frequentato.
La prima delle due soluzioni ad apparire sul mercato, Indigo, ha puntato su
una tecnologia a base di inchiostri liquidi. La prima macchina al mondo a
sfruttare questi principi, la E-Print 1000, è già stata consegnata, secondo
i portavoce della società, a più di 275 clienti in tutto il mondo, operanti
nel settore della stampa commerciale a colori di piccole tirature. Per il
settore editoriale, Indigo ha dimostrato, per la prima volta al mondo, la
nuova tecnologia Mobius Publisher, che prende il nome dal matematico
tedesco del XIX secolo, August Ferdinand Mobius, un sistema per la stampa
digitale ad alta velocità, con alimentazione a bobina e capacità duplex,
che dovrebbe essere disponibile sul mercato verso la fine del 1996.
Destinato al settore delle piccole tirature, è particolarmente adatto a
pubblicazioni indirizzate a target di lettori altamente mirate, potendo
sfruttare le caratteristiche di interfaccia diretta con la base di dati
presente sul computer che pilota l’unità di stampa. Il sistema offre una
velocità di lavorazione di 240 piedi/minuto, con la possibilità di produrre
– in un’ora- 16.000 immagini monocromatiche formato A4, oppure 8.000 a due
colori, o 4.000 immagini a quattro colori, sempre in formato A4.
La tecnologia che sfrutta gli inchiostri liquidi può essere sfruttata anche
nella stampa di materiali per imballaggio. Alla Drupa era in dimostrazione
la Omnius One-Shot Colour per l’impressione digitale a sei colori di
materiali plastici, fogli metallizzati e tessuti, fino alle piastrelle di
ceramica. Una versione particolare, denominata Omnius Cannery, consente la
stampa – personalizzata – di lattine, per cui non è difficile immaginare la
possibilità di stampare su contenitori metallici di birra ed altre bevande
messaggi pubblicitari per particolari manifestazioni sportive, musicali ed
altro. La stampa digitale One-Shot Colour sfrutta il procedimento di
assemblare le selezioni di colori, pilotate dal computer, sull'”Image
Transfer Blanket”, e quindi trasferisce l’intera immagine in “un solo
colpo” sul supporto finale.
Xeikon, l’altra società impegnata nel lancio mondiale della stampa
digitale, è la più “giovane” delle due. Ciononostante, la soluzione
offerta, Xeikon DCP-1, ha guadagnato, pochi mesi fa, l’ambito “Seybold
Award for Excellence”, il riconoscimento attributo da una delle più note
riviste americane di settore. Il DCP-1 sfrutta, nei principi, la tecnologia
dei tamburi elettrofotografici, che prevedono il trasferimento delle
cariche elettriche sulla carta ed il successivo fissaggio di toner secco.
Proprio quest’ultimo, prodotto dalla Agfa – che partecipa, con altri
investitori di prima grandezza, fra i quali il gruppo americano R.R.
Donnelley, al capitale di Xeikon in ragionedi circa il 25% – rappresenta
il “cuore” della soluzione. La dimensione ultra fine delle particelle di
toner (7,5m) rende possibile il traferimento sulla carta di un elevatissimo
numero di livelli di grigio, e garantisce allo stampato una qualità tonale
di straordinaria efficacia. La macchina sfrutta l’alimentazione a bobina,
particolarmente indicata per prodotti editoriali, e questo consente, fra
l’altro, la stampa di manifesti a colori di grande altezza, come quelli
dell’orologio Swatch – circa 2 metri – distribuiti alla folla di
visitatori. Xeikon, secondo i dati diffusi in occasione della Drupa, conta
già 200 installazioni in tutto il mondo.

Flexo ed offset: l’evoluzione non si arresta
La Drupa’95 è stata ricca di soddisfazioni anche per uno dei maggiori
protagonisti italiani del mercato mondiale della stampa. La Cerutti di
Casale Monferrato ha ricevuto ordini per due macchine rotocalco per
imballaggio, una flessografica per la stampa di elenchi telefonici e
quattro rotocalco per riviste destinate ad uno dei più importanti
stampatori degli Stati Uniti d’America, il gruppo Quad Graphics. Si tratta
di un volume globale di decine di milioni di dollari che testimoniano, se
mai ce ne fosse bisogno, in quale considerazione vengano tenute, a livello
mondiale, le soluzioni offerte dall’industria di Casale Monferrato.
Per quel che riguarda l’offset, è sempre la Wifag a catalizzare
l’attenzione del mercato. Dopo la presentazione ufficiale all’Ifra’94 di
Monaco della OF GTD 370, la prima rotativa offset al mondo senza albero di
trasmissione longitudinale, nella quale i gruppi stampa sono pilotati da
sistemi di trazione indipendenti controllati da computer, secondo una nuova
“filosofia” produttiva resa possibile dalla collaborazione con il colosso
della elettromeccanica ABB, la Wifag ha mostrato una nuova unità di stampa
denominata OF 570 GTD. Il principio di funzionamento è lo stesso della 370,
ma in più è stato introdotto un nuovo sistema di inchiostrazione. In
estrema sintesi, grazie all’utilizzo di nuove “short inking units”, la 570
GTD sfrutta la tecnologia della cosiddetta “inchiostrazione corta”
all’interno del procedimento di stampa offset. La Wifag ha sviluppato
questa soluzione partendo da nuovi modelli per l’analisi tridimensionale
della densità della pellicola di inchiostro, con lo scopo di eliminare il
più possibile le irregolarità responsabili di una qualità di stampa non
soddisfacente.

Promozioni “on line”
Non sapremmo come altro chiamare la soluzione che abbiamo visto presso lo
stand della Hurletron, e che sarà disponibile per tutti gli editori
italiani grazie all’intuizione della R.G. di Milano, che ne ha acquisito la
rappresentanza. Si tratta una macchina che, collegata direttamente alla
rotativa, è in grado di “incollare” sulle pagine dei quotidiani appena
stampati cartoline postali, coupon per partecipare a lotterie, buoni sconto
per acquisti nei supermercati, e quant’altro la fantasia del mercato
pubblicitario riuscirà ad immaginare. La soluzione, denominata Electrocard
763, consente, in pratica, il direct marketing e le promozioni “on line”.
In attesa dello sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione elettronici, dai
quali ci si aspettano forme di interattività tra lettori e inserzionisti
pubblicitari, la soluzione della R.G. consente di stimolare le risposte
dei lettori alle offerte proposte dai quotidiani. Un mercato tutto da
esplorare, probabilmente una grande opportunità tecnologica in grado di
offrire vantaggi concreti in un momento in cui, come si legge anche in
altra parte della rivista, gli editori italiani sono lanciati sulle strade
dello studio e della sperimentazione delle tecnologie applicate al mercato
della pubblicità.

Novità, scommesse ed altre notizie
Uno dei protagonisti del mercato internazionale del pre-press, la Crosfield
Electronics, ha annunciato, proprio in occasione della Drupa, un nuovo
server. La soluzione, denominata Crosfield Server, sfrutta le
caratteristiche della piattaforma Sun SPARC, e mette a disposizione degli
utenti una serie completa di funzioni, dai servizi di rete alle tecniche
della programmazione del data base per oggetti, alla gestione del
trasferimento files in modalità OPI. Il server, che sarà disponibile nel
corso del 1995 in due diverse versioni, disporrà di interfaccia standard
per ambienti Macintosh e Pc.
Grazie anche alle segnalazioni di altri visitatori, fra gli stand abbiamo
rintracciato un nuovo pacchetto per la gestione dei layout di pagina,
prodotto dalla tedesca Viva Softwareentwicklung. Giovane la società, grandi
le speranze: inserirsi fra i colossi XPress e PageMaker ritagliandosi una
nicchia di mercato. Vedremo se ci saranno sviluppi: il prodotto è
interessante, ma la concorrenza, nei pacchetti per la videoimpaginazione su
piattaforma standard, è formidabile.
La Idab Wamac, fornitrice di impianti per la spedizione dei quotidiani, ha
raggiunto un accordo di collaborazione con il colosso americano AM Sheridan
Systems, particolarmente specializzato nella produzione di inseritrici per
quotidiani. L’intesa prevede che la Sheridan avrà la rappresentanza per
Nord e Sud America dei prodotti Idab Wamac, e quest’ultima avrà il diritto
esclusivo di vendita delle soluzioni Sheridan nel resto del mondo, Europa
ed Italia comprese. Per la Idab Wamac, come ha ricordato l’Amministratore
Delegato Ralf H. Backman, l’accordo ha un grande rilievo strategico, perchè
espanderà ed arricchirà il programma rivolto alle linee inseritrici.