Parliamo di…

Parliamo, naturalmente, di “Quotidie
’95” che a Milano, dall’8 al 10 febbraio, ha vissuto la sua quarta
edizione: alla vigilia non priva di qualche incognita, a bilancio concluso
ricca di contributi che hanno conferito alla Rassegna una dimensione nuova,
meglio aderente alla realtà di un settore che vive momenti travagliati con
l’orgoglio della sua storia passata e presente, senza nulla concedere alla
rassegnazione o al pessimismo.
Le pagine di questo numero di “TecnoMedia” illustrano nel dettaglio la
Mostra che, come abbiamo avuto modo di anticipare, ha scelto la qualità
rinunciando al richiamo promozionale. Al centro dei tre giorni di
“Quotidie”, il Convegno sulla pubblicità promosso dalla FIEG che, con la
partecipazione di personalità di primo piano in campo internazionale, si é
proposto la individuazione delle condizioni capaci di garantire
all’informazione a mezzo stampa il ruolo e le prospettive che le competono
nel mercato dell’advertising. Il numero speciale de “L’editore” che
raccoglie gli atti del Convegno costituisce, sotto questo profilo, un
prezioso strumento di lavoro.
Più in generale, volendo sintetizzare in una definizione i brillanti
risultati conseguiti con l’edizione 1995, dovremmo parlare di un “Quotidie
della consapevolezza”. Per la convinzione diffusa che le difficoltà della
contingenza non possono tradursi in pessimismo, così come il settore
dell’editoria non é in grado di trarre plausibili motivi di incoraggiamento
dai timidi segnali di ripresa economica che, al momento, non hanno neppure
lambito l’industria dei giornali.
Consapevolezza, quindi: per le non poche e corpose difficoltà che restano
da superare ma, in pari tempo, per le stimolanti opportunità che si
prospettano e che gli editori non possono trascurare nel traguardarsi ad un
domani che già é presente.
Non a caso parlavamo dell’alta qualità della Rassegna. Le soluzioni
proposte in campo tecnologico non hanno trascurato in nulla la valenza di
software sempre più sofisticati capaci di completare il disegno del
giornale realizzato con metodologia digitale: dall’acquisizione,
trattamento e distribuzione di immagini e pubblicità, alla messa a punto
degli ultimi tasselli della videoimpaginazione totale, al perfezionamento
di sistemi di stampa sempre più avanzati.
Ma si é andati anche oltre, valicando confini che, col passare del tempo,
appaiono sempre più labili. I modelli di comunicazione che hanno nell'”on –
line” il carattere distintivo (primo tra tutti l’utilizzo di “Internet”)
non sono stati ospiti a “Quotidie”, bensì protagonisti. Ed anche in questo
caso, nella consapevolezza di un panorama che si scompone e si ricompone
con una velocità alla quale é indispensabile reggere per non correre il
rischio di subire “distacchi” penalizzanti.
Carlo Lombardi