Decentramento produttivo alla “Poligrafici Editoriale”
Il
prodotto editoriale
La Poligrafici Editoriale è il terzo gruppo editoriale italiano.
Attualmente edita due quotidiani, La Nazione, con sede a Firenze, ed Il
Resto del Carlino con sede a Bologna, entrambi a diffusione pluriregionale:
La Nazione ha come zona di influenza la Toscana, l’Umbria e parte della
Liguria. Il Resto del Carlino diffonde le sue copie nell’Emilia Romagna,
nelle Marche ed in una parte marginale del Veneto. Le copie medie diffuse
sono 204.000 per La Nazione e 231.000 per Il Resto del Carlino, alle quali
corrispondono mediamente 2.400.000 lettori al giorno. I dipendenti del
gruppo sono in totale 1160 tra giornalisti, poligrafici, e impiegati
amministrativi.
I due giornali si articolano su più edizioni e sono formati da due
fascicoli, il primo con notizie di carattere nazionale (politica, esteri,
economia, cultura e spettacoli), identico per tutte le edizioni, il secondo
contenente le cronache locali e quindi diverso per ogni edizione. La
Nazione ha 16 edizioni locali (Firenze, Perugia, Arezzo, Siena, Grosseto,
Empoli, Pisa, Lucca, Livorno, Massa, Carrara, Pistoia, Prato, La Spezia,
Montecatini, Viareggio). Il Resto del Carlino ne ha 14 (Bologna, Imola,
Cesena, Forlì, Rimini, Ravenna, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli, Modena,
Reggio Emilia, Ferrara, Rovigo). La foliazione media dei due fascicoli è di
36 pagine (22 per il primo fascicolo e 14 per il secondo). I fascicoli
locali hanno pagine comuni di tipo regionale che compaiono su più edizioni;
ad esempio le pagine di sport della Romagna sono comuni sulle edizioni di
Rimini, Forlì, Ravenna e Cesena. Il carico produttivo quotidiano per
ciascun giornale è di circa 120 pagine broadsheet .
L’organizzazione del lavoro originaria.
Sotto il profilo produttivo i due giornali avevano la stessa struttura
organizzativa, caratterizzata da una tipografia centrale (a Firenze per La
Nazione ed a Bologna per Il Resto del Carlino) a cui erano collegate le
redazioni esterne. Queste ultime sono collocate nei capoluoghi di provincia
delle aree di diffusione, in locali di proprietà dell’azienda, di solito
posti nei centri storici dove è più facile il contatto con la città . Ogni
giornale, fino a pochi mesi fa, ha lavorato in modo centralizzato, facendo
convergere sulle sedi centrali i testi battuti dai giornalisti e dai
poligrafici, le foto di tutte le redazioni (circa 300 al giorno) e la
pubblicità raccolta dalle filiali della società concessionaria.
I giornalisti delle redazioni esterne operavano su personal computer o su
portatili collegati alla sede centrale tramite server di rete. I
poligrafici battevano su personal computer i pezzi ricevuti su carta da
collaboratori non giornalisti e trasmettevano alla sede centrale le
telefoto, fatte dai fotografi del luogo, tramite trasmettitori analogici.
Gli articoli ed i titoli digitati dai giornalisti delle redazioni
decentrate pervenivano quindi alla redazione centrale province, dove veniva
effettuato un controllo su video da parte dei redattori e, successivamente,
il rilascio alla produzione per l’impaginazione. Gli articoli digitati dai
poligrafici esterni venivano stampati su carta e portati alla redazione
centrale province per essere sottoposti ad analogo controllo.
Per quanto riguarda la pubblicità è importante sottolineare come, nel
panorama italiano, i due quotidiani del gruppo siano gli unici a produrre
nelle proprie tipografie gran parte della pubblicità , senza utilizzare
strutture esterne per far svolgere parti della lavorazione. Ciò è dovuto al
fatto che la società concessionaria appartiene al gruppo editoriale e
pertanto, per convenienze reciproche delle due aziende, si è seguita questa
linea operativa.
I giornali venivano assemblati sul tradizionale tavolo d’impaginazione
aggregando testi e titoli, che uscivano dalle fotounità in un blocco
intero, con le foto e le pubblicità . Il tempo medio stimato per produrre
una pagina intera era di circa un’ora e mezzo, prescindendo dal tempo di
correzione.
Per completare il quadro di riferimento generale è importante notare che,
oltre ad avere tipografie centralizzate, i due giornali sono tuttora dotati
di impianti di stampa centralizzati a Firenze e Bologna: ciò vuol dire che
per raggiungere con i mezzi della distribuzione le località più lontane
possono volerci anche quattro ore. Questa struttura organizzativa ha
comportato, per anni, una forte penalizzazione, sul piano
dell’informazione, della qualità giornalistica del fascicolo locale. Si è
dovuto infatti elaborare un piano di chiusura in tipografia delle edizioni
locali che tenesse conto delle esigenze diffusionali: ciò ha portato a
chiudere alle ore 20 le edizioni più distanti geograficamente dalle sedi
centrali, e quindi a penalizzarle nei confronti della concorrenza.
Le ragioni del cambiamento.
I due giornali, sul piano delle vendite, si confrontano solo marginalmente
con i quotidiani a diffusione nazionale; la concorrenza si svolge
prevalentemente con i giornali locali, che hanno caratteristiche produttive
sostanzialmente diverse e sicuramente più favorevoli: si tratta infatti di
realtà editoriali che hanno la redazione, la tipografia e, molto spesso, il
centro stampa nella stessa città dove i nostri giornali hanno solo una
redazione. Dovendo pertanto stampare qualche migliaio di copie con rotative
a poca distanza dalla zona di distribuzione, l’orario di chiusura
redazionale di questi giornali può essere portato alle 23 ed oltre.
Questo stato di cose ha indubbiamente influito molto sulla scelta
dell’architettura produttiva che abbiamo individuato e messo in produzione
in meno di un anno. Non potendo infatti, per motivi economici e logistici,
decentrare la stampa, che si basa su macchine offset a doppio sviluppo e
doppia larghezza, si è lavorato per eliminare “l’imbuto” creato dalla
tipografia centralizzata.
Gli obiettivi che ci siamo posti sono stati due:
1) rendere tutte le redazioni esterne autonome, sotto il profilo
produttivo, dalla sede centrale.
2) individuare una stazione di lavoro unica che consentisse di ottimizzare
i tempi di lavoro eliminando le dispersioni indotte dall’uso di più stazioni
di lavoro.
Il nuovo sistema produttivo.
Nel 1992, quando fu elaborato il progetto organizzativo e funzionale, non
esistevano, almeno in Italia, stazioni di lavoro su cui risiedessero tutti
i programmi a noi necessari per produrre il giornale: gestione testi,
trattamento delle foto in bianco e nero e della pubblicità ,
videoimpaginazione. Pertanto, come prevede la prassi aziendale, consegnammo
alle più importanti aziende produttrici di sistemi editoriali il nostro
capitolato e rimanemmo in attesa di ricevere le soluzioni hardware-software
proposte.
Dopo l’attenta analisi tecnica dei progetti presentati, la Unisys, che giÃ
aveva fornito il sistema installato, è stata riconfermata per il nuovo
sistema produttivo, che si basa su una stazione di lavoro unica su cui
possono risiedere tutti i programmi di produzione. Pertanto sia nella sede
centrale che nelle redazioni esterne gli operatori usano lo stesso hardware
ed in parte lo stesso software.
L’unica attività rimasta centralizzata è il trattamento della pubblicità ,
per due ragioni:
1) la società di pubblicità raccoglie ed organizza nella sede centrale
tutto il materiale delle agenzie periferiche. In tal modo è in grado di
fornire, con 48 ore di anticipo sulla data di pubblicazione, il lay-out di
tutte le pagine del giornale con gli ingombri della pubblicità .
2) gli operatori necessari per produrre la pubblicità nelle redazioni
esterne sarebbero stati in numero superiore a quelli necessari per una
organizzazione centralizzata.
Pertanto è la società di pubblicità a fornire, seguendo regole concordate
con l’editore, il lay-out di tutte le pagine, nonché, per ogni singola
pagina, gli elementi di pubblicità che vengono rilasciati al database del
sistema produttivo. Le redazioni centrali e periferiche, sulla base del
lay-out di riferimento, sono quindi in grado di costruire la pagina sugli
spazi rimasti a disposizione.
Nelle redazioni periferiche gli operatori producono tutti gli elementi che
compongono il giornale e li impaginano, ad esclusione della pubblicità :
ogni redazione è dotata di stazioni di lavoro in numero proporzionale alle
pagine composte e da due scanner per l’input delle immagini.
Se tutti gli elementi che compongono la pagina (testi, titoli e foto)
rispettano gli ingombri previsti dal layout, non è necessario
videoimpaginare la pagina, ma è il sistema che provvede a farlo in modo
automatico: infatti l’operatore nelle ultime fasi della lavorazione
introduce nel sistema l’ultima versione del lay-out disegnando gli ingombri
degli elementi ed identificando i singoli elementi della pagina. Terminata
tale operazione, che richiede circa 10/15 minuti a pagina, in pochi secondi
compare sul video la pagina finita. Il sistema segnala tramite colori se
gli ingombri degli articoli e delle foto sono corretti: se ciò non è
avvenuto l’operatore procede a fare il make-up. Completata la pagina, ne
viene fatta la bozza su carta per le eventuali correzioni da parte della
redazione; quindi viene inviata in sede, tramite linea commutata ISDN a 64
kb. Ogni pagina impiega dai 2 ai 4 minuti per giungere in sede, dove il
sistema centrale provvede ad aggregare automaticamente la pubblicità .
I capi reparto della tipografia centrale sono in grado di monitorare sui
loro PC l’avanzamento della produzione di ogni pagina, prodotta in loco o
dalle redazioni decentrate. Ad essi spetta inoltre il compito di fare una
bozza delle pagine complete di pubblicità da inviare ai correttori per una
rapida revisione, terminata la quale la pagina viene inviata alle fotounitÃ
ed al reparto di produzione lastre.
Sul piano pratico le conseguenze di questa nuova organizzazione del lavoro
sono di notevole portata:
1) ogni sede periferica è dotata di una tipografia autonoma e dipende dalla
sede centrale solo per la fase di stampa. Ciò ha permesso di spostare in
avanti gli orari di chiusura delle singole edizioni, tra le 22 e le 23,30,
con ovvi benefici sotto il profilo della completezza e quindi della qualitÃ
e della concorrenzialità del prodotto.
2) i redattori delle redazioni esterne sono in grado di vedere il prodotto del loro lavoro in tempo reale e non il giorno successivo, sul giornale stampato.
Gli organici della tipografia centrale sono stati ridotti di circa il 50%.
Anch’essa, se non si tiene conto della lavorazione della pubblicità , è
assimilabile sotto il profilo organizzativo ad una redazione esterna,
dovendo gestire le pagine di cronaca della città (Firenze o Bologna) e del
primo fascicolo (politica, economia, etc.). Naturalmente anche gli uffici
centrali province delle redazioni di Firenze e Bologna hanno subito un
forte ridimensionamento numerico: i giornalisti in esubero sono stati
riutilizzati per arricchire con nuove pagine di cronaca i fascicoli locali.
Nuove figure professionali
Un altro problema organizzativo, affrontato e risolto grazie anche alla
collaborazione dei sindacati, è stato quello delle competenze professionali
dell’operatore. L’aver adottato uno strumento di lavoro unico e trovarsi ad
operare con lavoratori che avevano professionalità parcellizzate, secondo
quanto richiesto dal vecchio modello organizzativo, creava indubbiamente
una gravissima limitazione alla elasticità del sistema. Le figure
professionali che operavano nell’area prima delle modifiche in questione
erano infatti:
– Operatore grafico: digitazione dei testi non giornalistici, produzione
della pubblicità (fatta esclusione della parte fotografica), impaginazione
su tavolo luminoso.
– Addetto alle teletrasmissioni: digitazione di testi ricevuti via
telefono, ricezione delle foto da redazioni esterne.
– Correttore: correzione dei testi battuti dagli operatori grafici e della
pubblicità , revisione della bozza di pagina.
– Fotografo: sviluppo, taglio e ritocco delle fotografie in bianco e nero e
a colori.
– Impiegato addetto alle redazioni esterne: digitazione testi non
giornalistici, trasmissione di foto a mezzo trasmettitore analogico.
Da queste cinque figure professionali ne sono state ricavate essenzialmente due:
1) Operatore grafico sede centrale: digita e dimafonizza articoli, corregge
testi e pubblicità , scansiona e tratta le foto b/n; produce la pubblicitÃ
finita, videoimpagina.
2) Operatore grafico sedi esterne: svolge le stesse attività del collega
della sede centrale, salvo la gestione della pubblicità .
Per raggiungere questo obiettivo, si sono programmati corsi di
riqualificazione articolati su due periodi:
Agosto 1993 – Agosto 1994. Durante questa prima fase ci si è posti
l’obiettivo di garantire l’uscita dei giornali col nuovo sistema. In altri
termini, si sono riqualificati tutti gli addetti tenendo conto del livello
professionale di provenienza.
Agosto 1994 – Agosto 1995. Obiettivo di questa seconda ed ultima fase di
corsi è quello di mettere tutti gli operatori in grado di lavorare
correttamente su tutte le funzioni previste.
Fino ad oggi i risultati raggiunti sono stati soddisfacenti grazie al
grande entusiasmo riscontrato fra gli operatori: gestire la pagina su video
ha ridato energia ad operatori stanchi di un lavoro divenuto di routine.
Conclusioni.
La nostra azienda ha volutamente ritardato l’adozione completa delle nuove
tecnologie nel settore produttivo. Questo perché il sistema in uso, anche
se obsoleto, operava in modo affidabile e perché le soluzioni disponibili
sul mercato non soddisfacevano pienamente.
Oggi, riportato il sistema produttivo ad un livello tecnicamente avanzato,
è il momento di rivedere il sistema redazionale, che deve essere posto
sotto lo stesso sistema operativo, con tutti i vantaggi che ne conseguono.
Quali i progetti pr il futuro? I giornali del gruppo hanno sempre fatto uso
del colore sulle prime pagine, ed in futuro ciò avverrà su altre pagine
interne. Sono state infatti acquistate tre rotative Goss Headliner da
70.000 copie l’ora e con una foliazione massima di 48 pagine di cui 8 in
quadricromia. Stiamo pertanto analizzando vari sistemi colore; sarebbe
molto positivo riuscire ad usare, anche in questo settore, la stessa
architettura hardware e software già in uso, completando in tal modo il
progetto della stazione di lavoro unica.
Salvatore Petronelli
