Trattamento e archiviazione immagini tra le novità di Nexpo 94

Poche, pochissime le novità tecnologiche
del Nexpo 94 di Las Vegas, anche se di grande interesse per la portata
innovativa delle soluzioni proposte. Questo, in sintesi, il bilancio
“tecnologico” di una manifestazione che, come si legge anche in altra parte
di “TecnoMedia” sembra non riuscire più a ritrovare lo smalto e
l’attrattiva che esercitava fino a pochi anni fa, quando deteneva
saldamente il primo posto fra le grandi rassegne internazionali per il
mercato dei quotidiani.
Nexpo 94 ha puntato molte delle sue carte sull’innovazione sugli archivi
redazionali e sulla gestione delle imma-gini. Anche quest’anno, come vuole
una tradizione particolarmente radicata nella cultura industriale degli
Stati Uniti, le soluzioni più interessanti sono arrivate da piccole
software house, che, ancora una volta, hanno rinverdito, in oc-casione del
Nexpo, il mito della Apple Computer, fondata in un garage grazie alla
genialità di due giovani squattrinati.

La banca dati digitale dei quotidiani
Il prodotto si chiama NewsWare, ed è stato sviluppato dalla Iota Industries
Ltd., una software house israeliana che, in occasione del Nexpo, è stata
ospite allo stand della Hyphen. NewsWare consente di archiviare la mappa
digitale delle pagine di quotidiani permettendone, contemporaneamente, la
consultazione in modalità “full text”.
In pratica, combina assieme due soluzioni finora distinte, vale a dire la
tecnologia dell’archiviazione degli articoli in modalità “full text” e la
mappatura fotografica della pagina, che consente di mantenere l’impatto
visivo dei dati archiviati, senza perdere le nozioni relative
all’occupazione dello spazio in pagina, all’impaginazione, alla forza degli
elementi grafici. Il sistema consente anche l’archiviazione delle
fotografie che corredano il testo, sempre con la possibilità di ritrovarle,
in digitale, nel formato nel quale sono state pubblicate.
Il “cuore del sistema” è costituito da un software per l’acquisizione dei
testi che lavora direttamente all’interno dell’immagine scannerizzata,
senza dover isolare elettronicamente i singoli testi acquisiti. A detta
degli sviluppatori, questa nuova tecnologia, denominata SIT – Smart Image
Technology – impiega pochissimi minuti per “acquisire” una pagina in
formato broadsheet all’interno dell’archivio. Successivamente, le ricerche
e la localizzazione dei testi avvengono sempre all’interno dell’immagine
digitale della pagina.
L’impressione, per chi utilizza il sistema, è davvero stupefacente, perché
si ha la sensazione di muoversi elettronicamente “dentro” al giornale
archiviato, sfogliandone le pagine sullo schermo, e ingrandendone i
particolari come se si fosse dentro ad un videogioco. Quando si è
rintracciato l’articolo che interessa, e questo continua in una pagina
diversa da quella dove inizia, basta posizionare il cursore del mouse sopra
alla dicitura, originariamente stampata sul giornale, “continua a pag….”
ed il programma provvede automaticamente a rintracciare la nuova immagine
della pagina, con il seguito dell’articolo. Fra le funzioni più originali a
disposizione dell’utente finale, c’è l’emulazione di microfilm, che
consente la creazione di una finestra elettronica, con funzioni di lente di
ingrandimento, per passare rapidamente in rassegna larghe porzioni di
“giornale elettronico”.
NewsWare, sviluppato proprio per lavorare con i formati propri dei
quotidiani, consente la creazione di ampie banche dati su CD-Rom e, in
prospettiva, di estendere i servizi offerti dai quotidiani in quella
direzione “multimediale” da molti auspicata anche in occasione delle molte
tavole rotonde che si sono svolte durante il Nexpo. In direzione dei nuovi
supplementi elettronici, NewsWare un cliente illustre lo ha già trovato: si
tratta del quotidiano israeliano in lingua inglese Jerusalem Post –
tiratura media attorno alle 50.000 copie – con il quale la società Iota
Industries sta collaborando per realizzare la raccolta completa – su CD-Rom
– di tutte le annate.

La gestione dell’archivio immagini
La T/One, software house del Massachusetts, ha presentato una soluzione di
grande interesse per la gestione degli archivi immagine, interamente basata
su piattaforme standard. Merlin, questo il nome del prodotto, utilizza come
server un Pc 486/66 MHz equipaggiato con Windows NT, che consente agli
utenti di collegarsi su stazioni di lavoro Macintosh o Pc
indifferentemente. L’architettura minima consente di avere in linea 7000
fotografie a colori in alta risoluzione o un minimo di 77.000 icone a
colori che rimandano ad altrettante foto in alta risoluzione archiviate su
jukebox opzionali Cd-Rom.
Il software, con avanzate funzioni di compressione, si serve, per la parte
di archiviazione, del diffuso data base FoxPro.
In configurazione minima, Merlin consente ai redattori di scegliere e
manipolare le immagini a colori direttamente su piattaforma Macintosh, e di
gestire via Ethernet il Kodak Photo CD-200 jukebox. Con questo prodotto, la
T/One offre anche soluzioni integrate per la trasmissione a distanza delle
immagini, una delle quali, il Photowrap, pacchetto per la trasmissione
delle immagini in ambiente Macintosh, ha subìto un vero e proprio battesimo
del fuoco in occasione dell’ultimo, devastante, terremoto di Los Angeles.
In quella occasione, un fotografo professionista del quotidiano San
Francisco Chronicle è riuscito a battere la concorrenza trasmettendo in
pochi minuti le prime immagini dei viadotti distrutti dal sisma,
conquistando la prima pagina del prestigioso quotidiano di San Francisco.
Strumenti per l’archi-viazione e la trasmissione di foto a colori di
qualità acquistano grande rilevanza strategica nel momento in cui viene
portato a compimento il processo di videoimpaginazione integrale del
quotidiano. Poter disporre di alcune centinaia di migliaia di fotografie in
linea, e parecchie di più memorizzate su Cd-Rom inseriti all’interno di
Jukebox computerizzati, diviene essenziale al fine di razionalizzare le
risorse disponibili nell’area pre-press.

Un nuovo front-end su piattaforma standard
La novità forse di maggiore rilievo per quanto riguarda i sistemi
editoriali viene dalla Atex, che ha presentato, proprio in occasione del
Nexpo, il nuovo front-end basato su piattaforma standard.
Il nuovo front-end, denominato Deadline – versione 1.0 – è un prodotto
indirizzato a quanti utilizzano già QuarkXPress per la videoimpaginazione,
ed ai clienti che desiderano migrare dal “glorioso”, ma ormai vecchio, J11,
a soluzioni basate su piattaforme standard.
Il cuore della soluzione è il data base relazionale Sybase, la cui capacità
di memorizzazione è limitata solo dalle dimensioni dell’hardware. Il text
editor consente alla maggior parte delle funzioni di Deadline di essere
sfruttate tramite menù a barre o tramite la tastiera. Incorporati nel nuovo
sistema sono i moduli Directory Manager – una finestra all’interno del data
base editoriale – che permette di vedere gli articoli esistenti e di
manipolarli senza doverli necessariamente aprire, e Header Editor, per
avere una dettagliata serie di informazioni sui singoli articoli.