Novità e linee di tendenza in vetrina al GEC ’94
Oltre sessantacinquemila visitatori, mille espositori, il 49 per cento
dei quali provenienti da ventisei Paesi, delegazioni straniere provenienti
da Cina, Russia, Repubblica Ceca e Slovenia, nazioni che per la prima volta
hanno partecipato ad una fiera del settore grafico organizzata in Italia,
costituiscono il primo bilancio dei risultati del GEC’94, la mostra
internazionale dell’Industria Grafica, Editoriale, Cartaria e
Trasformatrice – promossa da ACIMGA, l’Associazione Costruttori Italiani
Macchine per l’Industria Grafica, Cartotecnica, Cartaria, di Trasformazione
e Affini – che si è svolta alla Fiera di Milano dal 4 all’11 giugno.
Otto giorni durante i quali si sono avvertiti i primi timidi sintomi della
auspicata ripresa del settore editoriale, della stampa commerciale e
promozionale, pur in presenza di elementi congiunturali ancora negativi
testimoniati, fra l’altro, dal calo dei visitatori italiani, pur compensato
dalla forte crescita degli operatori di altri Paesi – oltre il 20 per cento
del totale – e da un incoraggiante ritorno in massa dei visitatori
giapponesi.
Le tecnologie per il settore dei quotidiani
Pur non essendo il GEC, come invece “Quotidie”, una mostra particolarmente
indirizzata alla area editoriale dei quotidiani, la rassegna milanese ha
presentato più di un motivo di interesse per quest’area specifica, quasi a
testimoniare che, pur in presenza di elementi congiunturali non ancora del
tutto superati, i più importanti fornitori di tecnologie per il comparto
non sono affatto disposti ad attendere passivamente “tempi migliori”, e
rilanciano proponendo nuove soluzioni e strategie di mercato in direzione
di una sempre più stretta collaborazione fra fornitori ed utenti finali.
Il mercato dei sistemi editoriali
La prima novità , di grande interesse per il mercato dei quotidiani
italiani, è P.Ink, sistema editoriale sviluppato in Germania, e acquisito
di recente dalla Scitex. Il software, presentato agli editori italiani,
lavora su piattaforma Macintosh, è compatibile con Unix e ha il proprio
centro in un data base Sql. Fra i punti di forza del sistema, che vanta giÃ
oltre venti installazioni e centri di verifica in Germania, oltre ad una
quindicina di altre installazioni sparse in tutto il mondo, dal Canada agli
Stati Uniti, dalla Norvegia alla Thailandia, è la possibilità di
memorizzare un grande numero di stili e di metterli a disposizione, in fase
di progettazione del sistema, ai soli giornalisti che lavorano in
determinate aree della redazione, dove quegli stili sono effettivamente
richiesti. Quanto alla videoimpaginazione, il “motore” delle operazioni è,
manco a dirlo, XPress, ma P.Ink utilizza questo strumento in maniera
particolare. Man mano che la redazione termina di comporre diversi “pezzi”
di pagine elettroniche, queste vengono assemblate dagli operatori in
ambiente XPress, senza tuttavia che il sistema provveda a salvarle in quel
formato. XPress, in altri termini, è solo un modo per vedere la pagina
composta a video, ma l’informazione viene “tutelata” indipendentemente
dalla sua configurazione sulla pagina finale, ed è sempre utilizzabile in
qualunque momento. Per le immagini il sistema utilizza Photoshop, altro
pacchetto che, come XPress, è di fatto avviato a diventare un autentico
standard di riferimento per l’industria grafica.
Novità di sostanza anche allo stand della Unisys, i cui ricercatori hanno
sviluppato, parallelamente ai metodi più tradizionali per il mercato
italiano, un nuovo approccio ai problemi della videoimpaginazione. Sulle
stazioni polifunzionali Proteo del sistema editoriale Hermes, è ora
possibile assemblare “blocchi” di testo con titoli, fotografie ed elementi
grafici che possono essere poi videoimpaginati direttamente a
videoterminale. Questa opportunità tecnologica, resa possibile dalla grande
flessibilità delle stazioni di lavoro del sistema editoriale basato su
piattaforme standard, è stata sviluppata in occasione di un accordo di
cooperazione firmato lo scorso dicembre con il quotidiano francese “La Voix
du Nord”, di Lille, che rappresenta la seconda installazione per numero di
stazioni installate dopo “Il Messaggero” di Roma.
I francesi hanno anche richiesto lo sviluppo di un’agenda automatica per
gli eventi di cronaca alla quale associare, in modo automatico, numeri e
sezioni del quotidiano durante tutto l’anno. L’applicativo consente di
seguire, in modo del tutto automatico, la copertura degli eventi più
importanti dell’area locale servita dal quotidiano, con una gestione delle
risorse umane molto razionale.
Trattamento digitale delle immagini
Grande interesse ha destato il sistema della Hasselblad – rappresentata in
Italia dalla N.T.G. – che consente, con una attrezzatura che definire
portatile è dir poco, di sfruttare al meglio le risorse della trasmissione
a distanza delle immagini in formato digitale senza dover rinunciare alla
qualità , al momento insuperabile, della fotografia su pellicola in formato
24 x 36.
Pixolo, questo il nome del software che gira su piattaforma Pc in ambiente
Windows, consente l’acquisizione di immagini tramite scanner Nikon Coolscan
– prevedendo supporti anche per i modelli Kodak RFS 2035 ed Agfa Arcus – la
correzione dei principali parametri della fotografia – colori, toni,
dimensioni, rotazione, etc.- e la trasmissione del file immagine in formato
TIFF alle redazioni centrali o ai centri di raccolta. Il software consente
anche di pilotare contemporaneamente più scanner, oppure la scansione di
una immagine e la simultanea trasmissione di un’altra precedentemente
acquisita: al GEC era proposta una configurazione comprendente, all’interno
di un PC portatile, due scanner per negativi o diapositive ed un modem per
la trasmissione. La soluzione offerta dalla N.T.G. si completa con
l’Image Depot – sempre della Hasselblad – per l’archiviazione di immagini
con collegamento diretto ai server OPI ed ai sistemi per la creazione dei
layout di pagina. Il sistema è basato su server SUN ed utilizza, come
client, stazioni Pc o Macintosh.
Agli stand della Kodak e della Chemco Italia ha rappresentato un autentico
“oggetto del desiderio” l’interfaccia per immagini digitali da applicare ad
una fotocamera Nikon F90, sviluppata da Kodak su specifiche Associated
Press e da quest’ultima commercializzata in tutto il mondo tramite le
società sue rappresentanti: in Italia, appunto, la Chemco. Allo stand Kodak
erano esposte inoltre le soluzioni per la gestione delle fotografie su
Photo CD, il sistema lanciato dalla Kodak nel mercato amatoriale come
soluzione per vedere le fotografie in alta qualità sullo schermo del
televisore domestico, che si è progressivamente arricchito di una serie
completa di software gestionali e periferiche in grado di assicurare stampe
di alta qualità e importanti funzionalità di archiviazione e gestione di
basi di dati di grandi dimensioni.
Hyphen, gruppo di aziende ormai diffuse in tutti i continenti, affronta il
mercato dell’immagine a colori con l’Hyphen FM screening, per la retinatura
dell’immagine digitale in altissima qualità . La soluzione proposta ha lo
scopo principale di consentire, tramite la tecnologia FM – modulazione di
frequenza – la stampa del colore in quadricromia ad altissima qualitÃ
utilizzando plotter di uscita di qualità normale. Come dire, per usare una
metafora motoristica, che la nuova proposta FM screening mette un
compressore turbo alle fotocompositrici, consentendo, per esempio ai
quotidiani, di pubblicare immagini – e pubblicità – in alta qualità senza
dover investire in unità di uscita certamente più adatte a periodici di
lusso da stampare su carte patinate.
Trattamento elettronico della pubblicitÃ
Grande affollamento allo stand Sinedita per la dimostrazione di un nuovo
modulo del proprio sistema editoriale – il timone per la pubblicità – che
consente la gestione “on line” degli annunci economici, già in produzione
presso il quotidiano “La Provincia di Como”. Il sottosistema installato
consente di razionalizzare il lavoro per la creazione delle pagine evitando
fraintendimenti e sovrapposizioni fra la redazione e la pubblicità . Il
modulo consente di posizionare in pagina gli annunci raccolti via telefono,
agli sportelli o scaricati, la sera, dai venditori muniti di personal
computer Macintosh collegati via modem al sistema centrale.
Successivamente, il sistema editoriale si incarica di leggere sul data
server i risultati del lavoro svolto dai sottosistemi di impaginazione, e
chi crea il menabò del giornale relativo alla parte redazionale può giÃ
vedere la parte relativa alla pubblicità videoimpaginata. Da un punto di
vista più tecnico, il comando del nuovo modulo per la creazione della
pubblicità crea di volta in volta dei box di immagine in XPress giÃ
nominati, in grado di posizionarsi in pagina ma anche di essere spostati,
se non esistono vincoli di posizioni fisse, per meglio armonizzare il
layout finale del giornale.
Computer to Plate e fotounità “ecologiche”
Uno dei “temi caldi” del GEC di quest’anno è stato senz’altro il Computer
to plate, del quale abbiamo visto numerose dimostrazioni concrete ed
immediatamente utilizzabili nella produzione di quotidiani o di lavori
commerciali, come le soluzioni Autologic (allo stand N.T.G.) o le lastre
Silver Digiplate della Mitsubishi, presentate allo stand Chemco Italia, che
consentono di utilizzare, per la realizzazione della lastra pronta per la
stampa, qualsiasi tipo di fotounità a laser rosso HN, a laser IR a diodi
oppure a laser blu argon.
Crosfield ha presentato una delle soluzioni “chiavi in mano” che
maggiormente ha catalizzato l’attenzione dei visitatori. La MagnaSetter 650
CTP , questo il nome della unità , produce lastre da stampa con procedimento
di incisione diretta da computer sfruttando, per la parte fotografica, la
tecnologia Silverlith sviluppata nei laboratori di ricerca della DuPont.
L’unità consente di eliminare per intero tutte le fase intermedie
tradizionali per arrivare alla lastra di stampa. La presentazione al GEC –
che simulava il percorso tipo di una pagina teletrasmessa, da Quark X-Press
al Magnasetter attraverso il sistema WYDNET – ha coinciso con la prima
installazione italiana presso lo stabilimento “Telestampa Centro Italia”
dove si stampa l’Unità ; entro poco tempo verrà avviata la sperimentazione
al quotidiano “Il Mattino” di Napoli.
Da notare inoltre, sempre allo stand Crosfield, un interessante software
prodotto dalla società Parascan Technologies di Birmingham, che consente di
“ricostruire” sul video, per un controllo di massima, le pagine ricevute
presso il centro stampa tramite sistema di teletrasmissione, e di
comunicare i dati della pagina direttamente al sistema di inchiostrazione
della rotativa.
Nonostante i progressi nel computer to plate, la fotounità non appare
destinata, almeno per lungo tempo ancora, a fare il suo ingresso nel museo
della stampa. Numerose anche in questo settore, infatti, sono state le
novità in mostra, a dimostrazione del fatto che i fornitori continuano ad
investire in ricerca e sviluppo. E’ il caso, per esempio, della fotounitÃ
APS-Envirosafe della Autologic: una fotounità “ecologica” che, utilizzando
particolari materiali (carta e pellicola) realizzati dalla 3M, effettua la
sensibilizzazione della pellicola tramite un procedimento a secco, rendendo
superfluo l’utilizzo di acqua e di materiali di sviluppo e fissaggio
richiesti dal procedimento convenzionale.
Sistemi per il controllo della qualitÃ
L’utilizzo sempre più diffuso del colore nei quotidiani, soprattutto per
quanto riguarda la pubblicità , spinge alcuni fornitori specializzati nei
sistemi di controllo per la qualità finale del prodotto stampato a guardare
con rinnovato interesse in direzione del mondo dei giornali. E’ il caso,
per esempio, della System Brunner, società svizzera il cui fondatore, Felix
Brunner, è impegnato da decenni nella ricerca e nello sviluppo di strumenti
in grado di misurare, con parametri oggettivi e quindi non contestabili, la
fedeltà della stampa a colori rispetto alla qualità degli originali. Al
GEC’94 la System Brunner ha presentato il nuovo “Instrument Flight”, la
soluzione per il controllo di qualità della stampa colore che utilizza
tecnologie digitali. In estrema sintesi, lo strumento ha lo scopo di
verificare, attraverso l’analisi dello spazio cromatico della stampa offset
a colori, il grado di rispondenza di un’immagine stampata rispetto alla
prova consegnata allo stampatore, utilizzando diciotto campi di misurazione
più il bianco della carta.
La società Tecnologie Grafiche, forte di esperienze realizzate nel mondo
della fotolito professionale di grande qualità , ha invece presentato una
diversa gamma di soluzioni orientate al controllo della qualità di stampa,
fra le quali un software, installato su Pc portatile in ambiente Windows,
in grado di indicare allo stampatore le correzioni da apportare ai calamai
della rotativa per avvicinare il più possibile il risultato della stampa
alla prova colore originale.
Un nuovo software per l’area di stampa
Alla rassegna milanese erano presenti, in grande stile, tutti i più
importanti produttori di macchine da stampa di Francia, Germania, Giappone,
Gran Bretagna, Italia, Stati Uniti e Svizzera. Tutti i grandi protagonisti
del mercato delle rotative flexo e offset, Cerutti, Heidelberg Harris,
Koenig & Bauer, Man Roland, Mitsubishi, Rockwell Goss, Wifag, hanno voluto
partecipare al GEC, e la loro presenza ha certamente contribuito a dare
alla manifestazione una dimensione davvero internazionale.
La manifestazione milanese ha registrato una novità particolarmente
interessante per quanto riguarda i problemi legati alla gestione finale
della qualità del prodotto stampato. Si tratta di S.I.R., un software
presentato dalla società francese Sinapse per la simulazione del processo
di stampa e per l’addestramento del personale poligrafico. Il pacchetto,
che gira in ambiente Windows, simula il funzionamento di una rotativa
offset, tenendo conto di quasi tutti i parametri che influenzano la qualitÃ
finale del prodotto stampato. Dalla tensione della carta ai pigmenti, dal
registro al controllo del Ph nelle soluzioni di bagnatura, il personale da
addestrare può simulare la stampa di immagini a colori, osservando, in
tempo reale, i risultati degli “errori” commessi nella gestione di uno o
più parametri. Nelle istruzioni del pacchetto non mancano l’analisi dei
possibili guasti alla rotativa, e la simulazione di densitometri e di altri
strumenti di controllo.
