L’archivio storico dei quotidiani in formato digitale: un’esigenza ed un’opportunità per gli editori
GMDE – azienda leader nella progettazione di servizi e sistemi per il mondo grafico editoriale – oggi offre ai giornali l’opportunità di convertire in digitale anche il proprio passato, superando i limiti imposti dalla catalogazione, dalla consultazione e dalla conservazione di centinaia di migliaia di pagine raccolte in immensi archivi cartacei.
La tecnlogia digitale è ormai entrata a far parte a pieno titolo del mondo editoriale, coinvolgendo tutte le fasi del workflow sino al prodotto editoriale finito.
Il quotidiano si presenta oggi su supporti differenti, off line e on line, che vanno dal CD-ROM a Internet, senza però rinunciare a quello che – sino a pochi anni fa – era il solo supporto disponibile: il benamato cartaceo. E ben lo sanno gli editori di quotidiani che dispongono di archivi di migliaia di pagine, in buona parte ingiallite e deteriorate dal tempo che – tuttavia – costituiscono la storia del proprio giornale e testimoniano la nostra. Archivi che racchiudono un passato che abbiamo il dovere di conservare e la necessità di poter consultare al meglio poiché rappresenta una fonte di informazione importantissima non solo per la redazione del giornale stesso, ma anche per gli interlocutori esterni.
Il team GMDE ha risposto prontamente proprio a queste esigenze, attraverso la conversione in digitale su CD-ROM degli archivi cartacei.
Quali vantaggi per lÂ’Editore
La conversione dell’archivio cartaceo in digitale offre l’opportunità di organizzare, accedere e consultare i contenuti con notevole risparmio di costi in termini di spazio e di tempo e di preservarli dal degrado temporale e ambientale, mantenendo inoltre intatte le caratteristiche peculiari del prodotto cartaceo tradizionale. I giornali vengono infatti trasferiti su CD-ROM senza per questo modificarne la grafica, l’impaginazione o i contenuti, pur migliorandone la qualità d’immagine (viene eliminato ad esempio il difetto di “ingiallimento” della carta) e consentendone una consultazione che va ben oltre la mera visualizzazione e la lettura delle pagine. I dati digitali dell’archivio, infatti, possono essere estrapolati e rielaborati dalla redazione stessa del giornale, in modo rapido e completo, attraverso l’utilizzo di metodi di ricerca definiti “filtri”. Gli archivi di ultima generazione sono in grado di indicizzare e catalogare le diverse tipologie di dati digitali: le pagine del giornale vengono indicizzate attraverso motori di “full text retrieval” che consentono ricerche proprio sui contenuti. Dall’archivio elettronico è quindi possibile richiamare dati di diversa natura (dalle immagini, ai testi, alle pagine) ed inserirli nuovamente nel ciclo produttivo editoriale.
Come funziona il servizio di archiviazione digitale
Lo studio della soluzione digitale per il materiale storico cartaceo è iniziato due anni fa dietro esplicita richiesta di alcuni giornali, primi fra tutti l’Eco di Bergamo ed il Giornale di Brescia, ai quali GMDE già forniva sistemi editoriali e database digitali.
LÂ’utilizzo del formato PDF insieme al software MOB della NÃ vita (softwarehouse nel settore editoriale con la quale GMDE collabora dal 1995) hanno consentito di superare il problema del riconoscimento e dellÂ’indicizzazione dei contenuti.
Il processo di conversione digitale si articola essenzialmente in quattro fasi:
a) Scansione
Le pagine dei giornali vengono lette da uno scanner ad alta velocità . Il software provvede quindi automaticamente alla divisione delle pagine doppie in pagine singole che vengono quindi numerate ciascuna con il numero di pagina originariamente corrispondente. Possono essere prodotte in media 3 – 4 mila pagine al giorno.
b) Conversione
I contenuti vengono automaticamente convertiti dal formato TIFF al PDF: in questa fase avviene il riconoscimento del testo. Le pagine risulteranno quindi nel formato PDF in bianco e nero.
c) Indicizzazione
Viene selezionato il periodo temporale – relativo ad un certo numero di pubblicazioni del quotidiano – da memorizzare sul CD-ROM. Le pagine relative al periodo prescelto vengono quindi indicizzate dal software di consultazione (una versione riadattata del MOB).
d) Masterizzazione
Pagine, indici ed il database conseguentemente generato – che servirà al lavoro di ricerca e consultazione – vengono infine masterizzati su CD-ROM.
La consultazione può essere effettuata dal Pc locale direttamente sul CD oppure da qualunque terminale del sistema editoriale collegato in rete al juke box (o, in alternativa, ai dischi RAID) contenente tutti i CD (al massimo 700 per juke box) che costituiscono l’archivio storico.
Un migliaio di CD contengono circa mezzo milione di pagine e oltre un secolo di storia “quotidiana”.
Le prospettive future
In un futuro non troppo lontano l’archivio digitale potrà essere messo a disposizione del pubblico attraverso Internet, ad esempio, istituendo un servizio a pagamento per chi volesse consultarne i contenuti evitando quindi di recarsi obbligatoriamente alla sede del giornale.
I vantaggi per l’editore sono evidenti: uno economico che va a sommarsi a quelli precedentemente prospettati, l’altro di service che andrà ad ampliare l’offerta dei prodotti e dei servizi editoriali.
