Stampa digitale: una parola-chiave

Il professor Schläpfer dell’istituto svizzero EMPA analizza la
situazione attuale del mercato della stampa digitale. Anzitutto vengono
descritti i differenti procedimenti tecnici utilizzati, poi viene
introdotta la distinzione tra sistemi di stampa digitale e fotocopiatrici
digitali, basata sulla risoluzione (almeno 600 DPI) e venocità (almeno
1.500 fogli A4 a quattro colori in un’ora). Infine viene delineata
l’attuale situazione di mercato, dove i due maggiori attori sono: Indigo,
con il modello Omnius, e Xeicon, con il DCP/32D; quest’ultima viene inoltre
commercializzata da Agfa, con l’aggiunta del RIP Agfa e del software
Chromapress, e da IBM. Anche Mitsubishi produce una macchina da stampa digitale che utilizza (come Indigo) toner liquido, con risoluzione di 800 DPI e 4.
500 pagine per ora, ma che non è in grado di stampare a quattro colori
bianca e volta. Ci sono poi i sistemi che potrebbero essere definiti di
fotocopia digitale avanzata, come la Canon CLC 1000 o la Xerox DocuColor 40
(offerta anche da Scitex col nome Spontane). La T/R offre un sistema,
denominato Micropress 312, con alcune stampanti a colori a bassa velocità
ed alta risoluzione che lavorano in parallelo, con un server NT che arbitra
l’assegnazione del lavoro alle stampanti disponibili. Ci sono infine due
sistemi che possono essere definiti computer-to-press: la Heidelberg
Quickmaster DI e la Omni-Adast: entrambi utilizzano un sistema di incisione
delle lastre sviluppato dalla Presstech, che utilizza lastre offset
waterless.