Il mondo del lavoro poligrafico nei Paesi dell’Unione Europea (1993-94)

IFra il 1993 ed il 1994 è stata svolta<BR>una prima ricerca relativa all’attività dei poligrafici all’interno<BR>dell’industria dei quotidiani dei Paesi dell’Unione Europea che, all’epoca,<BR>era composta da: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra,<BR>Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna. Al questionario,<BR>elaborato in lingua inglese ed indirizzato alle federazioni editori dei<BR>Dodici Paesi, hanno risposto i rappresentanti dei giornali di: Danimarca,<BR>Francia (limitatamente all’associazione della stampa quotidiana regionale),<BR>Germania, Inghilterra (limitatamente ai soli quotidiani regionali), Irlanda<BR>e Olanda.<BR>I poligrafici: un difficile identikit<BR>Non è affatto facile, nei Paesi dell’UE, intendersi su chi siano i<BR>poligrafici. Se in Italia si possono definire, per comodità, come l’insieme<BR>dei lavoratori dipendenti che, all’interno dei quotidiani e delle agenzie<BR>di informazione, svolgono mansioni tecniche o amministrative (in pratica<BR>tutto coloro che non sono giornalisti) negli altri Paesi europei è<BR>decisamente più difficile.<BR>In Germania all’interno delle aziende editrici di giornali si distingue fra<BR>giornalisti, staff commerciale e staff di addetti alla stampa (tipografi).<BR>Ci sono contratti collettivi di lavoro per ciascuna categoria. Gli accordi<BR>relativi ai tipografi sono negoziati fra l’Associazione Tedesca degli<BR>editori di Giornali -BDZV- e i sindacati. Quasi tutti gli editori tedeschi<BR>aderiscono alla BDZV.<BR>In Danimarca, dal 1991, assieme ad altri gruppi di lavoratori impiegati<BR>nell’industria grafica – come i litografi – gli operatori tecnici<BR>dell’industria dei giornali si chiamano "lavoratori grafici" – graphical<BR>workers -.<BR>In Irlanda si chiamano "tipografi", ed hanno i loro sindacati, Irish Print<BR>Union e National Graphical Association. In ciascun giornale questi<BR>sindacati negoziano il Contratto relativo all’azienda – House Agreement -<BR>che riguarda salari, termini e condizioni relative alla prestazione<BR>professionale, specificamente a nome dello staff dei tipografi impiegati.<BR>Utilizzando il termine "tipografi" per coprire tutti gli addetti alla<BR>produzione, in Inghilterra questi non sono certamente considerati come un<BR>singolo gruppo di lavoratori speciali. Le maestranze impiegate nelle aree<BR>di preparazione e stampa, sia lavoratori specializzati sia manovali non<BR>specializzati, erano così considerati fino all’introduzione della tastiera<BR>singola, di leggi più favorevoli all’occupazione, ed alla determinazione<BR>del management di continuare a produrre giornali nonostante l’azione<BR>industriale, combinata per distruggere il potere dei sindacati. Gli<BR>operatori specializzati, compositori, addetti alla macchina da stampa e<BR>responsabili dei procedimenti di produzione, erano richiesti di frequentare<BR>un triennio di specializzazione e tutti appartenevano ad un sindacato, la<BR>NGA, in una situazione di mercato chiuso. I manovali non specializzati,<BR>assistenti alla rotativa, appartenevano ad un sindacato separato, SOGAT,<BR>che includeva al suo interno anche impiegati amministrativi ed addetti<BR>commerciali, ma mai più del 30% di quest’ultima categoria. Adesso non ci<BR>sono contratti di lavoro Collettivo a livello nazionale e pochi a livello<BR>locale.<BR>In Francia si è soliti riferirsi ai tipografi che lavorano nei quotidiani<BR>con i termini "i tecnici" o "i tipografi", come lavoratori specialmente<BR>dedicati alle attività tipografiche nel settore pre press. Questi termini<BR>sono usati solo per gli operai (blue collars). I termini utilizzati in<BR>riferimento a tutti i lavoratori impiegati nella fase di stampa sono "i<BR>rotativisti" e "i bobinisti" per la movimentazione delle bobine di carta.<BR>Non ci sono termini speciali per quanti operano nella sala spedizioni.<BR>Tutti questi lavoratori sono compresi all’interno di due diversi contratti<BR>di lavoro collettivi, denominati "Contratto di lavoro Collettivo per i<BR>lavoratori grafici dei quotidiani parigini" e " Contratto di lavoro<BR>Collettivo per i lavoratori grafici dei quotidiani regionali". Questi<BR>accordi sono discussi fra i rappresentati delle case editrici e delle<BR>organizzazioni sindacali. In particolare, il primo è discusso fra il<BR>"Syndacat de la livre parisienne" e il "Comitè Intersyndacal du Livre<BR>Parisien", mentre il secondo è discusso fra il "Syndacat de la presse<BR>quotidienne regionale" e la "Federation du livre" dal quale dipende il<BR>"Comité Intersyndical" per i Giornali parigini, o nazionali che dir si<BR>voglia. Solo riguardo ai quotidiani regionali, accanto ai rappresentati dei<BR>lavoratori del sindacato C.G.T., ci sono anche i rappresentati del C.F.D.T.<BR>e del F.O., sia pure in proporzione oltremodo modesta.