Quanti quotidiani si editano in Europa?
Nei Paesi dell’Unione Europea si stampano circa 1150 testate<BR>quotidiane, ma il numero esatto non lo conosce nessuno. Non è confortante,<BR>ma è così. Probabilmente in pochi altri settori industriali avanzati le<BR>statistiche sono così variabili come in quello della carta stampata. Il<BR>nostro Paese, che agli inizi degli anni ottanta stabilì per legge la<BR>creazione di un’autorità di settore – il Garante per l’Editoria – incaricata, fra l’altro, di raccogliere dati certi ed incontrovertibili sull’industr<BR>ia dei giornali, è una eccezione nel panorama dell’industria dei giornali<BR>dell’EU. In altri Paesi, quando va bene, sono le locali Associazioni<BR>Industriali degli Editori a farsi carico di raccogliere i dati statistici<BR>del settore. In alcuni casi, per esempio in Germania, i risultati sono<BR>eccellenti. In altri, per esempio nel caso del Portogallo, non si va al di<BR>là di indicazioni generiche, senza contare che in molti Paesi, fra i quali<BR>alcuni di grande rilevanza per l’industria dei giornali, come la Francia e<BR>l’Inghilterra, agisce più di una associazione di editori, con il risultato<BR>di complicare non poco la raccolta dei dati e con le conseguenze, talvolta<BR>inevitabili, di non riuscire ad ottenere un unico quadro di insieme preciso<BR>e incontrovertibile.<BR>A fare le spese maggiori di questa situazione frammentata è la FIEJ -<BR>Federazione Internazionale degli Editori di Giornali – che si è data, fra<BR>gli obiettivi, quello della raccolta sistematica di informazioni sinottiche<BR>sulle più importanti industrie dei giornali nei Paesi Europei ed extra<BR>europei. Sorte migliore non ha avuto l’altra associazione internazionale<BR>degli editori, l’ENPA – Associazione degli Editori di Giornali Europei -<BR>che, verso la fine di aprile 1996, ha pubblicato un volumetto sulla lettura<BR>dei quotidiani nell’UE – le cui tabelle pubblichiamo in appendice -<BR>comprensivo del dato industriale di base, ovvero il numero delle testate<BR>prodotte in ogni singolo Paese, quantità che non sempre coincide con i dati<BR>della FIEJ.<BR>Ai problemi che si nascondono in seno alle diverse organizzazioni preposte<BR>alla raccolta dei dati vanno aggiunte altre osservazioni oggettive che<BR>riguardano la natura dei prodotti. Non esiste una definizione unica,<BR>comunemente accettata, di quotidiani. Quella più comune, come ha rilevato,<BR>anche recentemente, la ricerca sulla lettura dei quotidiani in Europa,<BR>pubblicata dall’ENPA, è quella che definisce il quotidiano come un giornale<BR>di interesse generale pubblicato almeno quattro giorni alla settimana; ma<BR>non è la sola. In un mercato estremamente variegato come quello della<BR>stampa quotidiana, quando si vanno a computare le medie diffusionali,<BR>occorre tener conto di almeno due fenomeni macroscopici: i giornali<BR>quotidiani del lunedì, caratterizzati dal prevalente contenuto di<BR>informazione sportiva, la cui vendita è sensibilmente superiore alla media<BR>degli altri giorni, ed i numeri pubblicati la domenica che, in alcuni<BR>mercati europei, rappresentano vere e proprie testate autonome rispetto ai<BR>prodotti del resto della settimana. Questo secondo dato, molto spesso, è<BR>segnalato, mentre per il primo dei due fenomeni, in genere, non si rilevano<BR>tracce nelle note in calce alla raccolta dei dati. Il comparto statistico<BR>meno facilmente interpretabile è senz’altro quello della pubblicità , dove i<BR>dati, relativi ad uno stesso Paese, cambiano a seconda della fonte che li<BR>fornisce. Basti per tutti l’esempio relativo alle quote del mercato degli<BR>investimenti pubblicitari assorbite, nel 1994, rispettivamente dai giornali<BR>e dalla televisione. Secondo il repertorio statistico della FIEJ, la<BR>Germania, nel 1994, avrebbe destinato il 31% degli investimenti<BR>pubblicitari ai giornali,il 10% ai periodici e il 17% alla televisione,<BR>mentre nella tabella della EAT, la European Advertising Tripartite, di<BR>Bruxelles, la quota destinata ai quotidiani sarebbe del 50%, quella delle<BR>televisione del 21% e quella dei periodici del 20%. Per quanto riguarda il<BR>mercato inglese, nel 1994 i giornali avrebbero assorbito il 35,6%, i<BR>periodici il 14,3% e la televisione il 31,5%, mentre le tabelle EAT<BR>assegnano ai gionali il 43% degli investimenti, ai periodici il 18% ed alla<BR>televisione il 33%. La variabile più instabile per la carta stampata,<BR>notano gli analisti, è quella della pubblicità classificata, ovvero gli<BR>annunci economici, che non sempre viene computata, e talvolta è solo<BR>stimata. Resta, comunque, la sensazione di trovarsi di fronte a<BR>rappresentazioni statistiche da maneggiare con estrema cautela e con il solo obiettivo di ricavare delle indicazioni, non già delle misurazioni precise.<BR><BR>Difficoltà oggettive, legate alla tipologia dei prodotti, e problemi<BR>organizzativi nella raccolta dei dati, tuttavia, non possono costituire<BR>un’alibi per sottrarsi alle legittime domande sulle dimensioni e sulla<BR>realtà dell’industria dei giornali nei Paesi dell’Unione Europea. Le due<BR>organizzazioni internazionali più attive del settore, l’ENPA – per i<BR>giornali europei – e soprattutto la FIEJ – per i giornali europei ed<BR>extraeuropei – pubblicano ogni anno repertori statistici sull’industria dei<BR>giornali nel mondo.<BR>Queste informazioni costituiscono la base di questo primo dossier<BR>dell’Osservatorio, e possono essere utilizzate con la certezza che si<BR>tratta di dati ricercati con scrupolo, che fotografano la situazione<BR>internazionale con un buon grado di attendibilità , pur senza poter<BR>garantire l’assoluta esattezza. I dati aggregati relativi ai Paesi<BR>dell’Unione Europea sono stati comparati, nelle tabelle generali, con i due<BR>mercati di riferimenti più tradizionali, il Giappone e gli Stati Uniti<BR>d’America, per i quali è stato consultato anche il repertorio statistico<BR>della locale Associazione degli Editori di Giornali, la N.A.A., pubblicato<BR>ogni anno nel mese di giugno, in occasione della mostra-convegno per<BR>l’industria dei quotidiani americani.
