Indici di lettura in Italia: area geografica
La scomposizione dei<BR>dati relativi alla readership per area geografica mette in evidenza la<BR>tradizionale spaccatura del paese tra Nord e Sud che si riscontra in tanti<BR>altri rilevamenti socio-economici e che è confermato, tra l’altro, dai dati<BR>di vendita: mentre infatti nel Nord ad una popolazione residente pari al<BR>44% di quella dell’intero Paese corrisponde il 58% delle copie vendute, nel<BR>Sud le vendite rappresentano appena il 19% del totale nazionale, contro una<BR>popolazione residente pari al 36%.<BR>A fronte di una media nazionale del 42,4%, i lettori nel giorno medio sono<BR>di pochissimo inferiori alla metà del totale nel Nord-est (49,7%), nel<BR>Nord-Ovest (48,1%) e nel Centro (48,1%). Al Sud invece meno di tre<BR>residenti su dieci leggono il giornale tutti i giorni, e nell’Italia<BR>insulare la percentuale dei lettori è maggiore (34,5%) grazie all’elevato<BR>indice fatto registrare dalla Sardegna, che da sempre è una delle regioni<BR>italiane dove si legge di più.<BR>In assoluto, la regione dove la lettura dei quotidiani è più diffusa è il<BR>Friuli-Venezia Giulia con il 57,9% di lettori abituali, seguito da Liguria<BR>(54,2%), Sardegna (52,8%) ed Emilia-Romagna (50,4%). Fanalino di coda è la<BR>Basilicata con solo il 20,6% di lettori abituali; Puglia, Campania,<BR>Calabria e Sicilia sono assestate su percentuali assai vicine e comprese<BR>tra il 28% ed il 29%.<BR>Dai dati emerge inoltre come la percentuale dei lettori sia sensibilmente<BR>più elevata nei capoluoghi di provincia (53,1%) rispetto alle altre città <BR>(37,6%), e cresca parallelamente all’aumento di dimensioni delle città : si<BR>va infatti dal 37,2% delle località con meno di 10.000 abitanti al 55,1%<BR>dei centri con più di 250.000 abitanti.<BR>L’unica possibile spiegazione di questo fenomeno risiede a nostro avviso<BR>nella maggiore "copertura" giornalistica, con testate autonome o redazioni<BR>distaccate che producono pagine locali, delle città capoluogo e, in genere,<BR>dei centri di dimensione medio-grande. Da questi dati sembra pertanto<BR>emergere una domanda potenziale di informazione locale che non viene<BR>soddisfatta adeguatamente dalle testate esistenti. Non è certo un caso che<BR>in Italia i quotidiani provinciali rappresentino appena l’11% del mercato<BR>complessivo, mentre negli Stati Uniti circa l’85% delle testate edite non<BR>raggiunge le 50.000 copie di diffusione, e in Germania il bacino medio di<BR>utenza di ciascuna delle quattrocento testate edite è di meno di<BR>duecentomila persone, contro le circa seicentomila del nostro Paese.<BR>Un ultimo dato merita di essere sottolineato: in Italia ogni copia di<BR>giornale viene letta in media da 3,5 persone, contro le 2 della Germania,<BR>le 2 degli Stati Uniti, le 1,8 del Regno Unito, le 1,5 della Svezia. In<BR>Giappone, infine, il numero di lettori e il numero di copie vendute sono<BR>praticamente coincidenti.
