Editoria a colori: il mercato si allarga

Il terzo argomento sul quale si è incentrata la discussione è
stato l’allargamento del mercato potenziale per l’editoria a colori.
Accanto ai tradizionali utenti di materiale stampato a colori (laboratori
fotografici, agenzie di pubblicità, riviste, grafici, disegnatori etc.)
cresce la domanda di sistemi per la gestione del colore anche nel settore
della stampa quotidiana e periodica, dei cataloghi, dell’editoria aziendale
e del desktop publishing. Questo nuovo mercato ha però bisogno di nuovi
prodotti: accanto ai raffinati sistemi high-end, occorre che siano
sviluppati sistemi di piccola e media capacità, adatti ad utenti che
abbisognano di un risultato finale buono (ma non ultra-sofisticato) ad un
prezzo competitivo.
L’obiettivo, anche in questo caso, è quello di avere a disposizione una
ampia gamma di sistemi, compatibili con gli standard hardware e software
dominanti. Molto importante appare, da questo punto di vista, l’iniziativa
della Aldus Corporation di sviluppare una interfaccia comune (OSI, Oper
Prepress Interface), consistente in una serie di istruzioni sul
posizionamento e sulla manipolazione delle immagini a colori, poste in capo
ai file in formato EPS (Encapsulated PostScript). Società come Crosfield,
Diadem e Dainippon Screen hanno già aderito a OPI. Questo significa
possibilità di integrazione tra sistemi professionali e sistemi desktop.
Il punto cruciale da affrontare per poter avere sistemi a colori di buona
qualità, a prezzo contenuto e dotati della flessibilità necessaria
all’editoria dei quotidiani è ancora una volta quello dell’interfaccia con
le unità di output. Il Postscript è piuttosto lento per quanto riguarda le
separazioni dei colori, ma gli sviluppi in corso di realizzazione fanno ben
sperare. Non bisogna inoltre dimenticare che sul mercato cominciano ad
apparire nuove interfacce, come QuickDraw e GPI (vedi sopra). Soprattutto
"GPI", essendo l’interfaccia grafica del sistema operativo IBM OS/2, potrà
divenire lo standard dominante.