Uno sconto fiscale per promuovere la lettura

(ANSA) – In Italia gli indici di lettura sono tra i più bassi al mondo. Secondo gli ultimi dati Istat, riferiti al 2016, i non-lettori sono 4 milioni in più rispetto al 2010, mentre coloro che leggono abitualmente i giornali sono solo il 33% della popolazione (erano il 36% nel 2014, dati Audipress). È anche alla luce di questi numeri che la filiera della carta (editoria, stampa e trasformazione) lancia una proposta: detassare chi legge. Detrarre cioè dalle imposte sul reddito delle persone fisiche il 19% di quanto speso nel corso dell’anno per l’acquisto di libri, quotidiani e periodici, sia in formato cartaceo sia digitale.

A Tempo di Libri a fare da portavoce all’iniziativa – cui aderiscono le sigle Fieg, Acimga, Aie, Argi, Asig, Assocarta e Assografici – il vice presidente di Assocarta, Paolo Mattei. “In Italia si legge poco o niente – ha spiegato -. Occorre prevedere una forma di agevolazione per chi legge che sia anche un invito al ‘consumo’ per chi non legge. Non chiediamo un bonus ma un intervento strutturale” a sostegno della domanda. Il meccanismo suggerito è del tutto simile a quello previsto per altri tipi di spese giudicate rilevanti per la vita di ogni giorno e individua un tetto di spesa per cui far valere la detrazione del 19% (1.000 euro) e una franchigia minima agevolabile che scatta oltre i 50 euro. Basandosi su queste ipotesi, la copertura necessaria si limiterebbe a un finanziamento inferiore ai 200 milioni annui, “un importo più basso di quello stanziato per il bonus giovani e di gran lunga inferiore a quello in progetto per il sostegno al mondo del cinema”.

Per il presidente della Fieg, Maurizio Costa, la proposta “è un tassello importante per un’informazione credibile e si inserisce in una serie di iniziative che vanno prese a sostegno dell’informazione di qualità, in un momento nel quale le fake news stanno diventavano un elemento pervasivo”. Più in generale, sostengono le sette sigle promotrici, “la misura fiscale contribuirebbe in modo equilibrato e in forma non distorsiva della concorrenza a sostenere la lettura, soddisfacendo le esigenze di intrattenimento, di studio, di informazione e di accrescimento culturale e professionale della popolazione, in tutte le sue fasce d’età“. Con un fatturato che sfiora i 31 miliardi di euro (30,96 miliardi per l’esattezza), la filiera costituisce un “segmento vitale dell’economia del Paese” ha spiegato Alessandro Nova dell’Università Bocconi, illustrando i risultati 2016 che si confermano sui valori del triennio precedente. Nonostante la prolungata fase di crisi economica, la rete delle sette associazioni rappresenta il 5% dell’occupazione manifatturiera complessiva, con circa 198mila addetti diretti e un indotto di 490mila unità. (ANSA).