In crescita il numero delle aziende che ritirano la pubblicità dalle piattaforme Google
A metà marzo era stato il quotidiano britannico The Guardian a ritirare tutti i suoi annunci pubblicitari su Youtube, dopo che alcuni dei messaggi pubblicitari, acquisiti alla popolare piattaforma video tramite il servizio Google Adx, erano finiti a fianco di video a contenuto razzista o estremista. Dopo appena una settimana sono già oltre 250 le aziende che hanno deciso di boicottare le piattaforme Google: non solo Youtube ma anche Adsense, mentre per il momento non sembra essere Adwords, la più importante fonte di ricavi di Google. Tra le aziende che hanno ritirato le proprie pubblicità ci sono giganti come AT&T, Johnson & Johnson, Verizon, la BBC e il governo britannico.
Per risolvere il problema, dopo le scuse formali presentate dal capo di Google UK, il gigante di Mountain View ha annunciato una correzione delle proprie strategie pubblicitarie basata su tre pilastri:
- un inasprimento delle proprie politiche per quanto riguarda ciò che può o non può essere ospitato sulle proprie piattaforme;
- un miglioramento dei controlli degli inserzionisti su come e dove viene investito il proprio denaro, per evitare che gli annunci finiscano vicino a contenuti ritenuti non accettabili;
- maggiore trasparenza e visibilità su dove vengono posizionati gli annunci
Per realizzare questi obiettivi, Google ha infine annunciato che assumerà un considerevole numero di persone, oltre ad utilizzare strumenti innovativi basati su algoritmi di intelligenza artificiale.
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