FIEG: urgente il riordino fiscale per ripristinare la concorrenza nell’economia digitale

E’ necessario ed urgente un intervento legislativo per ripristinare le condizioni di parità di trattamento e di corretta concorrenza tra le imprese che operano nel settore dell’economia digitale. E’ questa la posizione della Federazione degli Editori, espressa dal  Presidente Maurizio Costa e dal direttore generale Fabrizio Carotti nel corso di una audizione svoltasi il 24 maggio scorso presso le commissioni 6a (Finanze e tesoro) e 10a (Industria, commercio e turismo) del Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame di un disegno di legge volto appunto ad introdurre “Misure fiscali per la concorrenza nell’economia digitale”.

La Fieg ha sottolineato in primo luogo come la crisi dei mezzi di informazione “classici” – quotidiani e periodici cartacei – non accenni a fermarsi, anzi si è ulteriormente appesantita nel corso del 2016 e nei primi mesi dell’anno in corso, con ricavi in calo, nell’ulimo decennio, di quasi il 50% e con una contrazione del fatturato pubblicitario di oltre il 60% nello stesso arco temporale.

Per contro, i dati evidenziano una continua crescita della pubblicità sui mezzi digitali, solo parzialmente rilevata dai dati ufficiali Nielsen che non tengono conto del fatturato realizzato nel nostro Paese dai cosiddetti “Over the Top”, in primo luogo Google e Facebook. Una stima attendibile per il 2017 prevede un calo pubblicitario di circa l’8% per la stampa, ed un incremento di circa l’8% per gli OTT, quasi come se la pubblicità venisse travasata da una parte all’altra.

Questo “travaso” è favorito anche da un sistema fiscale che permette alle multinazionali del web di ridurre la tassazione attraverso pratiche di evasione e di elusione, incrementando in tal modo il vantaggio competitivo. Ma la crisi dei mezzi di informazione “classici” – e dei quotidiani in primis – non è soltanto la crisi di un settore economico: è in gioco l’interesse pubblico ad una informazione corretta, verificata e professionale che gli Over the top non sanno e probabilmente non vogliono nemmeno garantire, come dimostra il diffondersi del fenomeno delle fake news e l’utilizzo sempre più frequente dei social network per creare vere e proprie “operazioni di disinformazione” finalizzate ad obiettivi commerciali o politici.

Il ripristino dell’equità fiscale tra gli operatori – e l’affermazione del principio che i redditi prodotti nel nostro Paese devono essere tassati nel nostro Paese – costituiscono in tal senso il primo indispensabile tassello di un intervento pubblico volto a ripristinare condizioni uguali per tutti.

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