Una “redazione virtuale” per lo Specchio della Stampa

Fiocco azzurro per i periodici di
qualità italiani.
Lo scorso 27 gennaio è arrivato in edicola Specchio della Stampa, il nuovo
settimanale del quotidiano torinese La Stampa. Il formato è quello del
National Geographic, il mensile americano che, con molta probabilità,
costituisce lo standard di riferimento internazionale per quanto riguarda
la qualità fotografica abbinata a testi divulgativi di estremo rigore
scientifico. La grafica ammicca agli ipertesti dei nuovi strumenti di
comunicazione elettronica: finestre di testo ed immagini affiancano le
componenti informative principali, con lo scopo di illustrare ed
approfondire in tempo reale concetti, nomi ed idee disseminate negli
articoli.
Specchio ha promesso a tutti i lettori di aiutarli a “trovare le risposte
per migliorare la qualità di vivere, cioè conoscere, amare, lavorare,
vedere, viaggiare, leggere … in due parole: per stare bene, sentirsi
meglio, con noi stessi e con gli altri”.
Fortemente voluto dal management di La Stampa e dal direttore responsabile
Ezio Mauro, il settimanale è realizzato da Paolo Pietroni, inventore di
alcuni fra i periodici italiani più innovativi degli ultimi anni,
caratterizzati da una grafica accattivante e da un ampio impiego di
fotografie. Da un punto di vista tecnologico, Specchio riflette soluzioni
fortemente innovative, con la realizzazione di una vera e propria
“redazione virtuale” fra Torino e Milano. Un’organizzazione di grande
interesse, che TecnoMedia racconta in esclusiva, dopo un incontro con lo
staff tecnico de La Stampa diretto da Giuseppe Strada.

Sinergie e risorse per un settimanale di qualità
Sono ormai anni che l’industria italiana dei quotidiani si è mossa sulla
strada della promozione attraverso supplementi illustrati o, più di
recente, abbinando ai giornali altri prodotti come audio e video cassette.
La Stampa di Torino, pur guardando con estremo rispetto a queste
iniziative, ha invece deciso, dopo un approfondito lavoro di ricerca e di
sperimentazione, di puntare sul più classico dei prodotti stampati: un
settimanale di approfondimento e di svago, una testata nella quale il
lettore potesse trovare argomenti interessanti anche se non immediatamente
legati alla attualità o ad altri settori dell’informazione specializzata,
come, per esempio, l’industria televisiva. Un prodotto totalmente nuovo, in
grado di essere in edicola per tutta la settimana, e tale da differenziarsi
rispetto ad altri supplementi che finora hanno caratterizzato gli altri
grandi quotidiani italiani.
Una scelta tutto sommato non facile, visto che il giornale di Torino non
poteva contare, come altri, su sinergie con strutture specializzate nel
settore dei periodici.
Si è quindi deciso di attuare un progetto altamente innovativo, utilizzando
alcune delle migliori risorse del mercato editoriale italiano là dove
queste si trovano, a Torino e a Milano.
Specchio resta ancorato alla radice torinese del quotidiano, e impiega
competenze editoriali e grafiche maturate nell’ambito dell’Editrice La
Stampa e, contemporaneamente, può sfruttare le opportunità offerte
dall’industria editoriale di Milano, capitale dei periodici di qualità,
mercato italiano di riferimento per la pubblicità e per le immagini
fotografiche. Tutta l’organizzazione ruota attorno ad una vera e propria
“redazione virtuale”, stesa fra Torino e Milano dai tecnici della Sinedita
coordinati dalla direzione tecnica del quotidiano.

La redazione virtuale
Per favorire la integrazione dei due nuclei editoriali e grafici che
concorrono alla redazione del settimanale, è stato disegnato un sistema
editoriale interamente basato su piattaforma standard. La scelta di
utilizzare Macintosh è stata suggerita da considerazioni pragmatiche. Per
un verso si è trattato di assecondare una preferenza emersa in seno alla
redazione, per un altro si è constatato che, avendo scelto di affidare la
stampa del settimanale ad un’azienda esterna specializzata nella produzione
di periodici, occorreva tener conto della maggiore diffusione della
piattaforma Macintosh nel mondo delle tipografie industriali non
caratterizzate dalla stampa dei quotidiani.
Il sistema è attualmente composto da undici stazioni editoriali, sei a
Torino e cinque a Milano, da nove stazioni grafiche, quattro a Torino e
cinque a Milano, quattro scanner, uno a Torino e tre a Milano, stampanti
per le bozze ripartite fra i due nuclei redazionali, un data server ed un
file server, fisicamente installati a Milano, che costituiscono il cuore
del sistema editoriale. Questi apparati produttivi, in rete locale, si
integrano grazie ad una linea a 2Mbits, alla quale con backup ISDN sono
connessi attraverso una coppia di router.
Il software editoriale è quello del sistema Sinedita, al quale i tecnici
della software house italiana hanno apportato le necessarie modifiche
secondo le indicazioni della redazione e della direzione tecnica del
quotidiano torinese.
Sono state previste alcune particolari misure di sicurezza, con la
creazione di una serie di “step” in modo che i vari gradi della lavorazione
siano abbastanza individuati e separati. Quando il giornalista sta
lavorando ad un pezzo, il file si trova nello status “in lavorazione” e vi
può intervenire solo l’autore. C’è poi una fase successiva, che inizia
quando il giornalista termina la stesura dell’articolo, nel quale il pezzo
non può più essere toccato da nessuno, ed è nello status di protezione
elettronica. A questo punto, si procede alle stampe di prova su carta, che
vanno alternativamente ai correttori o agli stessi redattori. Tutte le
correzioni avvengono su due giri di bozze cartacee. Una volta che il
materiale cartaceo viene rilasciato, un redattore od un tecnico grafico
provvederanno ad immettere le necessarie correzioni nel sistema. Tutto ciò
è stato sviluppato per evitare uno dei pericoli più gravi di una redazione
distribuita, che sul pezzo possano, per errore, lavorare più persone
contemporaneamente, con il rischio di causare danni. Con questa serie di
misure di sicurezza, sul pezzo possono intervenire, in modo ordinato,
redattori e superiori che ne abbiano facoltà. La fase finale del processo
produttivo, per quanto riguarda gli articoli, consiste nell’intervento del
grafico, che provvede alla impaginazione elettronica dei materiali.
Nel nuovo sistema editoriale sono stati anche sviluppati collegamenti
unidirezionali dal sistema Atex, sul quale è prodotta La Stampa, al nuovo
ambiente di lavoro.

L’immagine in primo piano
Specchio della Stampa punta molto sull’efficacia dell’immagine fotografica.
Per garantire la miglior qualità possibile del prodotto stampato, si è
deciso di demandare interamente alla fase finale della produzione le
scansioni in alta risoluzione e la preparazione delle quadricromie. Al
momento di effettuare la videoimpaginazione, il photo editor, a Milano,
sceglie le immagini, mentre i grafici provvedono alla scansione degli
originali in bassa risoluzione ed al loro posizionamento in pagina. Di
solito non vengono effettuati interventi di alcun genere, salvo il taglio
e, laddove richiesto da particolari esigenze espressive, eventuali forti
sbilanciamenti cromatici. Gli originali fotografici e quelli digitali in
alta risoluzione ottenuti dalle banche dati elettroniche, vengono inviati
allo stampatore, che provvede alla loro acquisizione finale, sostituendo le
scansioni in bassa risoluzione all’interno dei files della rivista,
mantenendo il taglio redazionale dell’immagine e le correzioni cromatiche
volute.

Dalla pagina all’articolo
L’architettura generale del sistema Sinedita divide le due funzioni di data
server e di file server. Il primo ha l’incombenza di muovere le
informazioni sul data base, il secondo si preoccupa di muovere i file.
Nonostante questa caratteristica e nonostante che la circolazione delle
immagini sia solo in bassa risoluzione, la redazione distribuita ha
richiesto un’attenta taratura per evitare problemi in termini di velocità
di risposta.
Attraverso il collegamento fra le redazioni di Torino e Milano le stazioni
di lavoro dialogano fra loro quasi in tempo reale. Tuttavia, una volta
avviato il sistema, si è osservato che, nonostante la velocità garantita
dai collegamenti fisici e nonostante il fatto che sulla rete girassero solo
immagini a colori in bassa risoluzione, i redattori di Torino, quando
volevano accedere alle pagine memorizzate nei server fisicamente installati
a Milano, ottenevano dal sistema risposte non sempre soddisfacenti per
quanto riguardava i tempi di elaborazione, soprattutto nei momenti di
maggior traffico.
Per migliorare le prestazioni del sistema, i tecnici della Sinedita hanno
modificato la filosofia di base del software editoriale, passando da una
architettura “page oriented” ad una “story oriented”. In altri termini, è
stata apportata una modifica che consente ai redattori di Torino di non
“parlare” in continuazione con la pagina che sta aperta a Milano, ma di
fare un “import” di tutto il servizio, tenendo bloccate le pagine, e quindi
rendendole inaccessibili agli altri utenti della rete a Milano. In una
ventina di secondi il servizio, non più la sola pagina, viene importato a
Torino, dove può essere comodamente lavorato con i tempi di risposta propri
di una rete locale. Una volta che le operazioni sono state effettuate,
tutto il servizio, comprese le foto in bassa risoluzione, può “ritornare” a
Milano, con un’altra ventina di secondi di viaggio.
Quando la rivista è pronta, dopo l’ultimo giro di correzione, tutti i files
in formato XPress vengono trasferiti allo stabilimento dello stampatore,
Moncalieri, su supporto magneto-ottico.

Un formato per durare nel tempo
Dalla redazione virtuale esce un settimanale che ha lo stesso formato del
National Geographic americano, il mensile diffuso in milioni di copie in
tutto il mondo che, dopo oltre cento anni di pubblicazioni, ha ormai
assunto la veste di vero e proprio standard di riferimento per le
pubblicazioni di qualità, destinate a durare nel tempo. Specchio della
Stampa non esita a ricorrere all’uso delle fionde, pagine a colori
ripiegate all’interno della rivista, con illustrazioni e fotografie di
grande effetto. Come tutti i prodotti destinati a durare, è stato deciso di
adottare una costa rigida, sulla quale vengono stampati, in estrema
sintesi, gli argomenti più importanti di ciascun numero. A fine anno sarà
pubblicato un indice analitico per nomi e per argomenti, così che l’intera
raccolta dello Specchio potrà diventare un vero e proprio strumento di
consultazione.
Il prodotto richiede una pianificazione del lavoro molto precisa, ed una
buona intesa con lo stampatore che deve provvedere alla fase finale di
impressione e di rilegatura. Proprio su questo fronte La Stampa ha potuto
attivare un’interessante sinergia con una società dello stesso gruppo
ITEDI, la Satiz, che ha fornito un know-how specifico per quanto riguarda
gli addetti grafici alla produzione dello Specchio e per quanto attiene ai
rapporti con lo stampatore.
Periodicità settimanale, contenuti di qualità, formato e foliazione da
mensile: Specchio ha scelto di restare in edicola tutta la settimana. Il
sabato mattina, giorno di uscita, viene distribuito assieme al quotidiano
La Stampa su tutto il territorio nazionale, mentre nell’area di diffusione
locale, Torino, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Ponente il lettore è
libero di acquistare il solo quotidiano. Gli altri sei giorni della
settimana Specchio è invece distribuito come testata autonoma.

Un avvio incoraggiante
Il nuovo prodotto ha registrato un avvio oltremodo incoraggiante. Il
settimanale è stato diffuso in 758.000 copie, ed ha trascinato le vendite
del quotidiano La Stampa, in occasione dell’esordio della pubblicazione, lo
scorso 27 gennaio, al tetto di 850.000 copie, in pratica il doppio del
normale, in linea con le previsioni della società Explorer alla quale era
stata commissionata una ricerca di mercato.
Incoraggianti anche le prime risposte degli abbonati del quotidiano
torinese, che, dopo aver visto solo il primo numero, hanno risposto
positivamente alla richiesta di estendere l’abbonamento anche allo
Specchio.

Guardare vicino per vedere lontano
L’integrazione della redazione pare destinata ad una rapida evoluzione.
Nelle prossime settimane verrà installata fra Torino e Milano la
videoconferenza. Telecamerina e microfoni piazzati su un paio di stazioni
nei due nuclei redazionali dovranno consentire un dialogo immediato fra
redattori e grafici a Torino e a Milano. Una forma molto evoluta del
“vecchio” interfono fra scrivanie, che consentirà di guardare molto da
vicino – una ventina di centimetri – l’occhio di una piccola telecamera,
per vedere molto lontano, a oltre centocinquanta chilometri di distanza. La
videoconferenza viaggerà sulla stessa autostrada digitale a 2Mbits che
collega i due nuclei della redazione e che, in un prossimo futuro, potrebbe
prevedere anche il collegamento diretto con lo stabilimento dello
stampatore, per il trasferimento dei files on line.