Polychrome presenta CTX nella speciale versione per giornali

Una delle novità più interessanti presentate da
Polychrome all’IFRA è stata la versione per giornali del sistema CTX per
l’esposizione digitale diretta su lastra. La nuova tecnologia CTX,
risultato di un lungo e approfondito lavoro di ricerca e sperimentazione,
realizza l’idea di computer-to-plate mantenendo la qualità e i vantaggi
caratteristici del procedimento di riproduzione tradizionali, eliminando i
passaggi in pellicola per aumentare la velocità di produzione. Nella
configurazione presentata all’IFRA le lastre CTX venivano esposte da un
sistema automatico Gerber 2800 Digital Laser Plate Setter e sviluppate in
sviluppatrice per lastre CTX di formato 850 mm. Nella tecnologia CTX
l’esposizione digitale e la stampa si realizzano in due strati distinti e
sovrapposti dell’emulsione della lastra. Lo strato superiore è un’emulsione
tradizionale ad alo-genuri d’argento; sotto a questo vi è lo strato
sensibile di una normale lastra positiva. Tutte le lastre CTX hanno base in
alluminio anodizzato e granito elettronicamente, con spessori da 0.2, 0.3 e
0.4 mm. Inoltre permettono di lavorare sia in positivo che in negativo e
sono adatte alle lunghe tirature, garantendo una lunga durata
dell’immagine. La sensibilità spettrale è di alto livello in tutta la
gamma, dagli UV fino agli infrarossi. La risoluzione corrisponde a quella
che si può ottenere con il procedimento convenzionale e rende possibile la
retinatura stocastica a frequenza modulata.
Il sistema CTX prevede l’impiego di una sviluppatrice automatica apposita e
di design modulare, collegabile con il sistema di esposizione. Nel primo
modulo, l’immagine esposta sul primo strato sensibile viene sviluppata con
prodotti chimici rapid access; una seconda esposizione trasferisce poi i
dati all’emulsione stampante. Nel secondo modulo, che può essere sostituito
da una normale sviluppatrice per lastre, avviene il trattamento della
lastra, con sviluppo, lavaggio e gommatura. Le applicazioni della CTX sono
molteplici: le CTX-ARP e CTX-YNP sono adatte alle sorgenti luminose a
laser; le CTX-INP e CTX-IPP, negative e positive, hanno sensibilità
ortocromatica e vengono usate con i sistemi imposer Opti-Copy, mentre le
CTX-UNP UV sono adatte alla produzione di lastre negative a contatto e ai
ripetitori ad alta velocità.

Una nuova iniziativa: gli imballi riciclabili
Nel quadro di un programma di iniziative volte a sviluppare una sempre
maggiore attenzione per l’ambiente, Polychrome-Chemco ha recentemente
introdotto un nuovo tipo di imballo per i prodotti sensibili. Con la sola
esclusione dei materiali per fotocomposizione, che saranno ancora
confezionati in cassette nere a tenuta di luce, a partire dai prossimi mesi
tutti i materiali prodotti da Polychrome-Chemco saranno imballati con
contenitori di cartone interamente riciclabile, non stampato, di colore
naturale.
L’iniziativa mette ancora una volta in evidenza l’attenzione da sempre
dedicata dall’azienda ai problemi ecologici e ambientali: più di dieci anni
fa Chemco fu il primo produttore mondiale a presentare una sviluppatrice
ecologica con recuperatore d’argento incorporato, che eseguiva ricircolo,
filtraggio e compensazione del bagno di fissaggio e recuperava l’argento
disciolto attraverso un procedimento elettrolitico. Da quella prima
proposta nacque poi l’idea di realizzare lo stesso processo anche per lo
sviluppo e per l’acqua di lavaggio. Furono così presentati i sistemi
ecologici Chemco Nautilus, esterni alla sviluppatrice, che permettevano di
ridurre sia i quantitativi dei residui di sostanze inquinanti da affidare
alle ditte specializzate, sia il consumo dei prodotti chimici e dell’acqua.
La versione EcoNautilus, presentata per la prima volta al GEC ’94, ha
ulteriormente ridotto gli ingombri delle unità di ricircolo e filtraggio
che ora possono trovare posto direttamente all’interno della sviluppatrice
oppure, a seconda della posizione della macchina, possono essere appesi ad
una parete vicina.
La nuova iniziativa ecologica che riguarda gli imballi può sembrare a prima
vista penalizzante per l’immagine del prodotto, che non è più
immediatamente riconoscibile dal colore della confezione. Chemco Italia e
Polychrome-Chemco hanno però la consapevolezza che l’attenzione alla
sicurezza ambientale sta crescendo rapidamente in tutti gli strati sociali
e produttivi e che, di conseguenza, gli utilizzatori sapranno attribuire il
giusto valore alla buona veste dei prodotti sensibili, meno appariscente ma
certamente più ecologica.