“Masters of Media”: strategie Apple per il mercato editoriale italiano

In occasione della
scorsa Ifra di Amsterdam (vedi TecnoMedia n. 8) i visitatori allo stand
della Apple Computer erano stati accolti dal nuovo slogan “Masters of
Media”, “maestri dei mezzi di comunicazione”. Forti di un sistema operativo
fra i più potenti ed intuitivi fra quelli sviluppati sulle piattaforme
standard, e dotati di piattaforme hardware particolarmente adatte alla
gestione dei problemi del settore grafico ed editoriale, i Macintosh si
presentavano alla platea dei tecnici dei quotidiani europei come le
stazioni di lavoro più adatte a supportare lo sviluppo delle nuove
opportunità legate all’editoria elettronica.
Poche settimane dopo la mostra-convegno di Amsterdam, alcuni fra i
principali organi internazionali di informazione hanno cominciato a
diffondere risultanze di bilancio negative per la Apple Computer. Da qui
alle fosche previsioni sul futuro della storica società di Cupertino il
passo è stato breve, ed il quotidiano economico inglese Finacial Times è
arrivato addirittura a chiedersi se valesse ancora la pena di acquistare un
Macintosh.
Sotto tiro, in particolare, la strategia adottata dalla Apple fin dal suo
apparire sul mercato, di non consentire l’impiego del proprio sistema
operativo su altre piattaforme, ed il rallentamento, per certi versi, nelle
attività di ricerca e sviluppo del System 7, l’ambiente operativo le cui
funzionalità, secondo alcuni analisti, sono ormai state raggiunte dal più
temibile dei concorrenti, il mondo Windows Intel.
Apple ha reagito alle critiche con la più drastica delle decisioni,
nominando un nuovo Presidente ed Amministratore Delegato, Gilbert Amelio,
al posto di Michael Spindler. Le critiche si sono placate, e il clamore
suscitato dalle non buone notizie sui risultati del conto economico di
Apple Computer nell’ultimo trimestre del 1995 è stato sostituito da
osservazioni meno emotive. Alcuni analisti del settore hanno finito per
ammettere che le sfide che dovrà affrontare a livello mondiale Gilbert
Amelio appaiono certamente difficili, ma non impossibili. Le stazioni di
lavoro Unix rappresentano meno dell’1 per cento del mercato mondiale delle
installazioni, e ciò nonostante gli sviluppatori Unix riescono a
distribuire dividendi agli azionisti: non si vede perché la Apple Computer
non debba poter resistere, ed addirittura prosperare in specifici segmenti
di utenza, con una quota di installato fra il 7 ed il 10 per cento del
mercato mondiale.
Una tesi, quest’ultima, condivisa in pieno da Diego Piacentini, il
Direttore Generale di Apple Computer per l’Italia, con il quale TecnoMedia
ha fatto il punto sulle strategie della società della “mela” per il
mercato nazionale dei quotidiani e della grande editoria periodica.

Vale sempre la pena di investire in piattaforme Apple Macintosh?
Vale più di prima. La crisi di Apple, della quale si è tanto parlato sui
media, è stata la crisi di un trimestre. Apple fa notizia nel bene e nel
male. La crisi è stata generata, a livello internazionale, dalla decisione
di ribassare i prezzi sul mercato giapponese, un mercato dove Apple è di
gran lunga la prima azienda produttrice di computer non giapponese, e la
seconda in termini di quota di mercato, dopo la Nec. Quest’ultima, e la
Fujitsu, hanno deciso di scatenare una guerra dei prezzi per guadagnare
posizioni, ed Apple ha accettato la sfida, abbassando a sua volta i prezzi
e riducendo, di conseguenza, i propri margini. A questo si è aggiunto il
mercato consumer e retail degli Stati Uniti, che nell’ultimo trimestre del
1995, quello natalizio, è stato sovrastimato.
Di converso, in Italia ed in Europa la Apple è andata molto bene. A
dicembre di quest’anno Apple Italia è cresciuta di quasi il 35% rispetto a
dicembre ’94, mantenendo un piano di profittabilità estremamente
interessante, che consente di continuare a finanziare le attività di
ricerca e sviluppo e le iniziative di marketing.

Nel 1996 come si muoverà Apple Italia nei confronti del mercato nazionale
della grande editoria, ovvero quotidiani e periodici di grande tiratura?
Apple Italia ha avviato lo scorso anno un’attività di riorganizzazione e di
orientamento al mercato. Quello che abbiamo voluto fare è porre particolare
attenzione a quelli che sono i nostri mercati di forza, fra i quali quello
della grande editoria. Abbiamo dei team di specialisti dedicati al
publishing, così come abbiamo dei team dedicati al mercato universitario,
al mercato del “mobile computer”, che è un nostro altro mercato di punta,
al mercato tecnico in generale.

Se intendiamo bene, una nuova focalizzazione del mercato ?
Esatto. In sintonia con quanto sta avvenendo presso tutte le altre filiali
Europee, Apple Italia ha avviato questa focalizzazione netta del mercato,
sia sui prodotti che sui canali di vendita, quindi specializzazione della
rete nei confronti dei mercati di riferimento fra i quali, in primo piano,
c’è il mercato della grande editoria. Siamo molto orgogliosi di poter
presentare, insieme agli Apple Center, il nostro know-how specializzato,
che non appartiene solamente ad Apple come azienda, ma a decine di
operatori che sul mercato nazionale sono la propaggine di Apple, e
costituiscono l’arma vincente nei confronti di chi, invece, mantiene il
know how presso se stesso.

In occasione della ultima Ifra di Amsterdam Apple si è presentata al
mercato degli editori europei di quotidiani con lo slogan “Masters of
Media” . Che cosa devono aspettarsi gli editori italiani da questo
concetto?
“Masters of media” è uno slogan che per noi deve essere tradotto in fatti.
Così come Apple nel 1985/86 ha creato la rivoluzione del “desktop
publishing”, nel 96 dovrà essere protagonista della rivoluzione del
“publishing on line”. Questo è il concetto di base che sta dietro la
strategia. Che non vuol dire una improvvisa sostituzione di quello che era
publishing su carta stampata con nuovi servizi in rete. Credo che la
sostituzione completa della carta stampata con Internet non avverrà mai,
sono pure follie e divagazioni di chi ha gusto di esplicitare questo tipo
di teorie.
Però è certo che Internet giocherà un ruolo molto importante per tutti,
anche per gli editori di quotidiani. Noi abbiamo portato i nostri clienti
in visita ad alcuni siti Internet, per esempio in Francia, a Nice Matin,
piuttosto che a quelli italiani che hanno puntato sui server per Internet,
come Video on Line. I quotidiani stanno sperimentando nuovi metodi e modi
per approcciarsi al mercato, per favorire il raggiungimento da parte di
nuovi clienti del quotidiano.

Sembra di capire che Apple punti molto sulle opportunità multimediali
offerte dalle proprie piattaforme.
“Masters of Media”, la strategia globale di Apple, si appoggia su tre
concetti fondamentali.
Il primo è quello del “Cross Media Authoring”, ovvero la possibilità, per
un editore, di pubblicare il proprio materiale su qualsiasi media senza
limitazioni da un punto di vista tecnologico. E’ un po’ quello che è
successo col Postscript, che ha liberato gli editori dalle limitazioni
nell’impiego degli output devices. Le soluzioni multimediali sono legate
alla piattaforma Apple, e sono difficilmente riscontrabili, nel loro
insieme, in altri ambienti.
Il secondo concetto è quello del “Digital Brand Building”. L’editore che si
orienta verso la piattaforma Apple può vedere tutta la produzione di testi,
grafica, immagini piuttosto che filmati in movimento, memorizzata in forma
digitale.
Questo è il presupposto per andare su tutti i media e, contemporaneamente,
è la premessa tecnologica per poter meglio organizzarsi in settori
strategici ad alto valore aggiunto, come in quello della pubblicità.
Il terzo concetto, di particolare importanza anche per il mondo dei
quotidiani, è il “Network Color”. La piattaforma Apple rende possibili
tutte le fasi del trattamento del colore, dalla acquisizione fino alla
portabilità in diversi ambienti e media.
Una strategia non solo italiana…
Certamente no. Tutte le filiali europee si muovono su questi concetti. La
strategia multimediale ci vede anche coinvolti in prima linea nei confronti
della nostra rete di vendita. desideriamo che gli specialisti Apple su
tutto il territorio nazionale siano sempre più propositivi nei confronti
dei clienti, anche e soprattutto di quelli editoriali, presentando
soluzioni composte di hardware, software e servizi a valore aggiunto.
Stiamo anche preparando un CD Rom che fornirà una serie di spunti di enorme
interesse in direzione della realizzazione pratica dei principi di Apple
“Masters of Media”.