Le nuove frontiere della stampa digitale a colori
La stampa digitale in quadricromia, ovvero la
tecnologia che consente la produzione di stampati a colori di qualità senza
ricorrere alla pellicola, trasferendo i dati direttamente dal computer alla
carta, continua a far parlare di sé. Anche in Italia sarà disponibile una
nuova soluzione per il “digital printing”, denominata DCP-1, prodotta dalla
società belga Xeikon, e distribuita nel nostro Paese, in esclusiva, dalla
società N.T.G. di Milano.
La nuova tecnologia non è in concorrenza con l’offset tradizionale, ma va
piuttosto ad occupare il mercato, sempre più vasto, degli stampati a colori
di qualità che, per la bassa tiratura nella quale devono essere prodotti,
non trovano conveniente l’offset, e non possono essere prodotti sulle
stampanti laser in bianco e nero.
Il “digital colour printing”, pur utilizzando, nei principi, la tecnologia
dei tamburi elettrofotografici che prevedono il trasferimento delle cariche
elettriche sulla carta ed il successivo fissaggio di toner secco, applicata
ormai da molti anni in apparecchiature di largo consumo, introduce la
possibilità di produrre stampati in alta qualità a colori, aprendo la
strada alla realizzazione di prodotti editoriali realmente “a misura” di
lettore.
In pratica, i diversi sistemi di stampa digitale, pur con notevoli, e
significative, differenze tecnologiche, consentono, in linea di principio,
il trasferimento delle pagine prodotte con sistemi di desk top publishing
direttamente su carta, offrendo, ed è il caso dello Xeikon DCP-1, la
possibilità di modificare il contenuto delle pagine in corso di stampa,
senza fermare la macchina perché non occorre più sostituire le “lastre”,
che vengono definitivamente abolite.
Il “digital colour printing” non sostituisce le caratteristiche di
altissima qualità dell’offset tradizionale, anche se le prove mostrate alla
stampa specializzata dalla N.T.G. in occasione della presentazione della
Xeikon DCP-1 hanno rivelato una eccellente capacità di resa nei punti più a
rischio della stampa a colori, lo sfumato e la saturazione degli incarnati,
ma lo affianca come proposta alternativa dotata di una flessibilità al
momento sconosciuta alle macchine da stampa tradizionali.
La tecnologia.
Il sistema Xeikon DCP-1 è in grado di stampare a colori ad una velocità di
70 pagine formato A4 al minuto, che equivalgono a 4200 pagine all’ora (2100
fogli bianca-volta in 60 minuti). Il sistema di alimentazione della carta è
a bobina, e questo impedisce fenomeni di inceppamento della carta,
caratteristici dei sistemi con alimentazione a foglio, come nel caso delle
tradizionali stampanti laser. La carta può avere una grammatura variabile
da 60gr/mq a 200 gr/mq; la macchina può stampare anche su patinata.
La DCP-1 utilizza tamburi elettrofotografici ricoperti di materiale
organico, mentre per la pigmentazione si serve di un particolare toner a
secco composto da particelle minuscole che vengono distribuite in maniera
molto ravvicinata, per ottenere stampe di elevata qualità con dettagli
precisi ed un controllo molto sofisticato sui retini sfumati. Di più non è
stato possibile sapere, perché i tamburi ed il toner, come numerose altre
componenti della macchina, sono coperti da brevetti internazionali.
Ma gli aspetti che maggiormente colpiscono l’immaginazione sono legati ai
flussi di lavoro. Con il DCP-1 è possibile passare da un lavoro di stampa
ad un altro senza alcuna interruzione, si può eseguire il montaggio delle
pagine (con il massimo di 32 in formato A4, 8 quartini) in modo
assolutamente automatico, evitando interventi meccanici e manuali, e si
possono eseguire prove di altri prodotti anche se l’unità sta stampando un
altro lavoro. La stampa, a 600 dpi e 64 livelli di grigio, è interamente
pilotata da un driver compatibile con il PostScript di livello 2.
L’utilizzo di tecnologie digitali rende particolarmente agevole
l’importazione di files testo/immagini dai più diversi dispositivi per la
cattura delle immagini: scanner CCD, photo CD, dati su CD-Rom, still video
con telecamera o frame-grabbing da televisore.
Nuovi mercati, nuove organizzazioni.
Xeikon DCP-1, ed in generale la stampa a colori digitale, si rivolge agli
editori che hanno bisogno di produrre copie di stampati in alta qualità ,
bassa tiratura, e magari desiderano personalizzare i prodotti in funzione
di ben determinate fasce di clienti. Le applicazioni possibili sono
numerosissime: volantini pubblicitari, pieghevoli, stampati tecnici,
presentazioni, brochure, copertine, annunci e comunicati stampa, stampati
tecnici, ristampe da periodici, riviste, estratti di libri, documenti
finanziari, direct mailing e – perché no? – eventuali inserti da inserire
nei quotidiani, rivolti ad un target selezionato di lettori.
La fantasia, a questo riguardo, non conosce limiti. Basti pensare che la
tecnologia “digital colour printing” consente, di fatto, di immaginare la
scomparsa dei magazzini cartacei, dal momento che ogni stampato può essere
tenuto su dischi magnetici o su supporti CD-Rom, e può essere “prodotto”,
ovvero stampato, su richiesta del cliente. Un’ipotesi niente affatto
trascurabile per inserti pubblicitari che abbiano bisogno di essere
aggiornati a distanza di pochi mesi tra una edizione e l’altra, o per
cataloghi che, almeno in linea teorica, dovrebbero essere aggiornati con
cadenza settimanale.
Il mercato potenziale di macchine come lo Xeikon DCP-1 è certamente enorme,
anche se, come non hanno mancato di osservare i partecipanti alla
presentazione, la organizzazione dei “service” per la stampa digitale è
ancora tutta da inventare, ed i clienti ai quali proporre la soluzione
andranno scovati nelle più diverse nicchie di mercato.
Ma conviene veramente?
Una flessibilità sconosciuta all’offset, una qualità di tutto rispetto,
tempi di produzione che fanno sognare quanti – e sono la maggioranza –
hanno l’abitudine, pessima, di dire allo stampatore che il lavoro,
consegnato oggi, serve pronto per … “ieri”: ma siamo proprio sicuri che
tutti questi valori aggiunti, sommati fra loro, renderanno la stampa
digitale vantaggiosa, almeno da un punto di vista strettamente economico?
In base alle esperienze compiute finora, la Xeikon ha dichiarato che il
costo/copia per pagina a colori – stampata in bianca e volta – si situa
attorno a 25 centesimi di dollaro. Sempre secondo il produttore, la soglia
critica nel rapporto tra DCP-1 e sistema offset tradizionale si situa
intorno alle 3.000 copie. Fino a quella tiratura conviene Xeikon; per un
volume attorno alle 4.500 occorre valutare caso per caso, mentre per
tirature superiori il costo/copia resta, almeno finora, a favore dell’offset
tradizionale, fermo restando, in questo secondo caso, la perdita dei
vantaggi oggettivi, in termini di flessibilità , offerti dal sistema
digitale.
Le prospettive di sviluppo.
La società Xeikon è stata fondata nel 1988, con il concorso di numerosi
investitori di caratura internazionale, fra i quali spicca il nome dell’
Agfa-Gevaert. Successivamente, agli investitori iniziali si sono aggiunti
nuovi partner che hanno creduto nello sviluppo di soluzioni per la stampa
digitale di qualità , fra i quali il colosso della stampa americana R.R.
Donnelley & Sons Company. Nessuno dei grandi gruppi che partecipano alla
avventura Xeikon ha la propensione a sprecare risorse in avventure dai
contorni meno che incoraggianti. Le proiezioni del mercato internazionale
per gli stampati digitali in quadricromia parlano di un’espansione
verticale nel quinquennio 1992 / 1997, con un passaggio dai 6 miliardi di
dollari – 1992 – ai 18 miliardi di dollari stimati per il 1997. Fra i
fattori che stanno determinando la crescita della domanda di stampati in
alta qualità e bassa tiratura, sul fronte tecnologico ci sono l’aumento
dell’uso del colore – reso possibile dallo sviluppo impetuoso di software
professionali per la gestione delle immagini su piattaforma standard – e la
proliferazione di tecnologie come scanner high end, postScript, CD, che
spingono verso soluzioni di alta qualità anche per prodotti a bassa
tiratura. L’utente finale, da parte sua, spinge verso soluzioni sempre più
personalizzate, più flessibili, ed è sempre meno disposto a considerare le
dimensioni minime della turatura in offset come un pedaggio fisso da pagare
allo stampatore in cambio di qualità professionale.
Questo scenario, in rapido movimento, dovrebbe conoscere un prima, e per
molti versi importantissima, verifica, in occasione della prossima edizione
della Drupa di Dusseldorf, nel maggio del 1995, rassegna che, fra le
ragioni di maggior interesse, annovererà proprio le soluzioni per la
stampa digitale in quadricromia.
