Il “Progetto TECNA”: una odissea burocratica

Il 15 gennaio scorso ha avuto termine il programma di
corsi di formazione e riqualificazione “Progetto TECNA”, gestito dalla ASIG
Service e del quale più volte abbiamo parlato nei numeri passati di
Tecnomedia. Si è trattato di una iniziativa assai positiva sotto l’aspetto
didattico, ma che purtroppo, come spesso avviene quando ci si confronta con
Amministrazioni pubbliche, si è venuta delineando come una gimkana
burocratica dove dietro l’ultima curva, anziché il traguardo, spuntavano
sempre nuovi, inaspettati e persino fantasiosi ostacoli. Una storia che
merita di essere raccontata, perché la dice lunga sull’ottusità e sul
disinteresse di troppa parte della Pubblica Amministrazione nei confronti
dei suoi amministrati.

Prima fase: febbraio-settembre 1994
L’ASIG presenta nel marzo 1993 al Ministero del Lavoro un progetto
formativo, denominato “Progetto TECNA”, che si propone la realizzazione di
corsi di formazione per disoccupati, cassintegrati e personale in mobilità,
rivolti alla formazione di operatori dell’area pre-press, di corsi di
specializzazione rivolti a personale dipendente dalle aziende del settore,
e di una serie di ricerche che puntano a monitorare il mercato del lavoro
del settore e ad esplorare i possibili nuovi scenari tecnologici.
Il 5 novembre 1993 Il Ministero comunica che il progetto è stato
riconosciuto meritevole di finanziamento ed inserito tra i progetti
cosiddetti “innovativi”, finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dal Fondo
di Rotazione del Ministero del Lavoro. Il finanziamento concesso è di 2
miliardi.
Il 25 gennaio 1994 ASIG Service trasmette al Ministero il progetto
definitivo, che prevede due corsi da 520 ore e tre corsi da 240 ore per la
formazione di operatori dell’area pre-press, rivolti a disoccupati,
cassintegrati, lavoratori in mobilità; sei corsi da 40 ore rivolti a
lavoratori dipendenti del settore editoriale; e infine, tre ricerche che
mirano a valutare le prospettive occupazionali nel settore
grafico-editoriale e gli sviluppi futuri delle tecnologie della
comunicazione.
I bandi per la partecipazione ai corsi per operatore dell’area pre-press
vengono pubblicati all’inizio di febbraio su La Repubblica, Il Corriere
della Sera, La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, La
Stampa. Il 9 febbraio ASIG Service comunica al Ministero il calendario
degli esami di selezione, invitandolo altresì ad inviare suoi esponenti per
far parte della commissione di esame; invito, quest’ultimo, che non viene
raccolto.Gli esami hanno luogo tra il 24 febbraio e il 2 marzo. Il 7 marzo
1994 ha inizio il primo corso per operatori dell’area pre-press, che
termina, come previsto, il 3 giugno 1994, con l’esame e la consegna degli
attestati di partecipazione.
Il 10 maggio, presso la sede dei corsi, si presenta un gruppo di ispettori
dell’Ispettorato provinciale del lavoro. L’ispezione si protrae dal 10 al
26 maggio, sabati compresi. L’ispezione si conclude con un verbale che
esclude ogni tipo di irregolarità formale e sostanziale.
Dal 23 al 27 maggio si svolge il primo dei due corsi per operatori di
impianti di stampa. Il corso si svolge a Verona, presso i locali
dell’Istituto Grafico “San Zeno”; ad esso partecipano 24 tra tecnici e
capireparto, provenienti da 11 società editrici e stampatrici di
quotidiani. Il 13 giugno ha inizio il secondo corso per operatori dell’area
pre-press. Il corso, dopo una pausa di due settimane per le vacanze estive,
dal 6 al 21 agosto, termina il 23 settembre.
Nel frattempo l’ASIG porta a compimento la prima delle tre ricerche
previste dal progetto, riguardante l’evoluzione dei nuovi strumenti
elettronici e multimediali di comunicazione. A tal fine, viene avviato un
rapporto di collaborazione con l’ANEE (Associazione Nazionale Editoria
Elettronica), che si concretizza nella pubblicazione del volume
L’Informazione Elettronica verso il Duemila, che ASIG Service provvede a
distribuire a tutti i partecipanti dei corsi di formazione e di
specializzazione.

Seconda fase: settembre 1994-gennaio 1995
L’8 settembre ASIG Service richiede al Ministero orientamenti su una nuova
legge che rende di fatto indeducibile l’IVA per le partite legate a corsi
di formazione. Non avendo ricevuto risposta alcuna, ASIG Service decide di
aggiornare il progetto originario, considerando l’IVA come puro costo e
riducendo di conseguenza il programma delle attività da svolgere.
L’aggiornamento del programma viene comunicato al Ministero il 19
settembre: i tre corsi da 240 ore vengono sostituiti da uno solo da 520
ore, mentre le ricerche diminuiscono da tre a due: a quella già realizzata
sull’editoria elettronica se ne aggiunge una seconda sull’informazione
periodica locale in Italia. Rimasta questa lettera senza risposta, viene
ritrasmessa al Ministero il 24 ottobre. Non avendo ricevuto risposta
nemmeno stavolta, ASIG Service gira il quesito a Lisa Pavan-Woolfe, Capo
Divisione della Commissione Comunità Europea, la quale con lettera del 7
dicembre autorizza ASIG Service ad aggiornare il programma dei corsi per
effetto del maggior onere IVA.
Ai primi di settembre vengono pubblicati su Il Corriere della Sera, La
Repubblica, La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Tempo i bandi per
il terzo ed ultimo corso per operatore dell’area pre-press. Il 10 ottobre
ha inizio il terzo corso per operatori dell’area pre-press, che termina il
13 gennaio 1995.
Dal 17 al 21 ottobre 1994 si svolge a Verona il secondo corso per operatori
di impianti di stampa, con la partecipazione di 23 tecnici e capireparto in
rappresentanza di 10 società editrici e stampatrici di quotidiani. Dal 14
al 18 novembre e dal 28 novembre al 2 dicembre si svolgono, sempre a
Verona, due corsi per addetti al trattamento delle immagini, con la
partecipazione di 57 tecnici e capireparto in rappresentanza di 17 società
del settore.

Gli interventi non realizzati
Fin qui il progetto realizzato. Rispetto al programma ufficiale non sono
stati realizzati i seguenti interventi:
– Due corsi da una settimana rivolti a personale dipendente da aziende al
settore grafico-editoriale, destinati agli addetti all’area
telecomunicazioni ed agli addetti al trattamento degli infografici;
– La ricerca sulla stampa periodica locale in Italia.
La decisione di sospendere questa parte dell’intervento è stata presa
subito dopo la pausa estiva 1994, quando gli scompensi finanziari causati
dal ritardo nell’erogazione dei finanziamenti hanno suggerito prima il
rinvio e quindi la sospensione delle attività formative non ancora giunte
alla fase operativa. Ciò ha sicuramente nuociuto sulla qualità complessiva
dell’intervento formativo, privando l’industria dei quotidiani di una
importante occasione di aggiornamento su temi tecnologici di rilevante
interesse, ed impedendo la realizzazione di uno studio “pilota” che, per
la prima volta in Italia, avrebbe messo sotto i riflettori un settore
“sommerso”, ma economicamente e culturalmente assai rilevante.

La “via crucis” dei finanziamenti
Al fine di meglio valutare le circostanze che hanno indotto ASIG Service ad
annullare la realizzazione di una parte del programma formativo, ci appare
utile ripercorrere brevemente le “tappe” dell’erogazione dei finanziamenti.

La lettera del 5 novembre 1993 con la quale Il Ministero comunicava
l’approvazione del progetto, stabiliva anche i criteri con i quali
sarebbero state effettuate le erogazioni:
– Il 50% dell’erogazione (450 milioni per il FSE, 550 milioni per il Fondo
di Rotazione del Ministero del Lavoro) da erogarsi “ad accertato inizio
delle attività“;
– Il 30% (270 milioni per il FSE, 330 milioni per il Fondo di Rotazione) “a
metà delle operazioni programmate e della metà delle spese”;
– Il residuo 20% (180 milioni per il FSE, 220 milioni per il Fondo di
Rotazione) al termine del progetto.
Il 9 febbraio ASIG Service comunica al Ministero che, con la pubblicazione
dei bandi, il progetto ha avuto inizio e, di conseguenza, è stato maturato
il diritto a fruire della prima tranche del 50% del finanziamento. Nessuna
risposta perviene a questa lettera, così come rimane inevasa un’altra
missiva di analogo contenuto del 7 marzo.
Il 17 maggio viene accreditata sul conto corrente bancario di ASIG Service
la prima tranche del finanziamento di competenza del Fondo Sociale Europeo,
pari a 450 milioni.
Il 22 giugno ASIG Service sollecita il Ministero a dar corso all’erogazione
della prima tranche di finanziamento di competenza del Fondo di Rotazione.
Lettera di contenuto analogo viene inviata il 25 agosto,. Il Ministero non
risponde a nessuna delle due.
L’8 settembre ASIG Service invia una lettera personale a Lisa Pavan-Woolfe,
Capo divisione della Commissione Comunità Europea di Bruxelles, ed a
Clemente Mastella, all’epoca Ministro del Lavoro, lamentando il ritardo
nell’erogazione del finanziamento. Il Ministro non risponde; la signora
Pavan, con lettera del 29 settembre inviata per conoscenza anche ad ASIG
Service, invita il Ministero a dar corso con sollecitudine al versamento
della somma dovuta.
Dopo la pausa estiva, essendo stato svolto più della metà del progetto
formativo, ASIG Service invia al Ministero due lettere, rispettivamente
datate 27 settembre e 11 ottobre, con le quali documenta l’avvenuta
effettuazione di oltre metà del progetto e dei relativi costi.
Il 24 ottobre viene accreditata sul conto corrente bancario di ASIG Service
la seconda tranche (30%) del finanziamento di competenza del FSE, pari a
270 milioni.
Il 29 novembre ASIG Service invia una missiva personale a Guido Corazziari,
responsabile dell’Ufficio Orientamento e Formazione Professionale del
Ministero del Lavoro, con la quale si chiede di sbloccare l’erogazione dei
finanziamenti. Nessuna risposta.
Il 13 gennaio 1995 ASIG Service comunica al Ministero il completamento del
“Progetto TECNA”, e sollecita l’erogazione delle prime due tranche di
finanziamento. Ma il Ministero tace.
Il 26 gennaio 1995 ASIG Service scrive nuovamente a Guido Corazziari e, per
conoscenza, a Lisa Pavan-Woolfe ed a Tiziano Treu, nuovo Ministro del
Lavoro, chiedendo ragione del ritardo nell’erogazione dei finanziamenti.
Corazziari continua a non rispondere.
Il 31 gennaio ASIG Service, nel richiedere formalmente al Ministero il
saldo del residuo 20% delle spettanze relative all’intero “Progetto TECNA”,
tornaa sollecitare l’erogazione delle prime tranche del finanziamento.
Silenzio assoluto.
Il 3 febbraio ASIG Service invia una lettera personale a Tiziano Treu,
Ministro del Lavoro, e, per conoscenza, a Guido Corazziari, con la quale
torna a reclamare l’erogazione dei finanziamenti, chiedendo quali siano i
motivi per i quali non siano avvenute le erogazioni degli anticipi, già
ampiamente maturati, e se tali motivi siano da imputarsi alla
responsabilità di Funzionari Ministeriali. Nessuna risposta.
Il 10 febbraio 1995 il Presidente dell’ASIG invia un telegramma al
professor Treu, Ministro del Lavoro, chiedendo un incontro urgente. E anche
questa volta, nessuna risposta.

Conclusione
Dal 5 novembre 1993, data della lettera con la quale il Ministero
comunicava la concessione del finanziamento, ASIG Service ha indirizzato
ben 24 missive agli uffici pubblici, italiani o comunitari, coinvolti nella
supervisione e controllo del “Progetto TECNA”. Nel conteggio, ovviamente,
non sono inclusi gli innumerevoli tentativi, sempre coronati da fallimento,
di stabilire un contatto telefonico con i funzionari del Ministero di
qualsivoglia livello. L’unico ufficio a rispondere con sollecitudine alle
missive è stata la Commissione Europea di Bruxelles, così come dal Fondo
Sociale Europeo sono regolarmente pervenuti i 720 milioni corrispondenti
alle prime due tranche di finanziamento.
Tanta trascuratezza, e la scelta del “silenzio” come norma di
comportamento, non trova, a nostro avviso, giustificazione alcuna. Nessuna
pretesa di ricevere tempestive risposte dal Ministro, ripetutamente
coinvolto in responsabilità oggettive di un ufficio e di un apparato che,
con i loro comportamenti, finiscono con il compromettere le prospettive di
un settore di attività – quello della formazione – giustamente valutato di
primaria importanza.
Di fatto, ASIG Service, e con essa le centinaia di Enti, Associazioni,
Consorzi di formazione che hanno realizzato progetti formativi, essendo –
alla data odierna – creditori per decine di miliardi nei confronti del
Fondo di Rotazione del Ministero del Lavoro, si trovano di fatto a
finanziare lo Stato, laddove invece la legge prevede che sia lo Stato a
finanziare e supportare l’attività di formazione.