Come la STEC si è trasformata in system integrator per i propri clienti

La STEC (Società Tipografica Editrice Capitolina) è la società che
impagina e stampa il Corriere dello Sport – Stadio e La Repubblica. Ogni
giorno nello stabilimento sono mediamente prodotte 35 pagine per il
Corriere dello Sport, 8 per Stadio, 80 per La Repubblica. A queste vanno
aggiunte 40 pagine per l’inserto Affari e Finanza del venerdì, un’altra
trentina di pagine per i supplementi Moda, Motori, Mobile etc. e 24 (a
colori) per Salute, altro inserto del venerdì. Considerate le tirature
combinate delle due testate principali, oltre 160 milioni di copie
all’anno, la STEC costituisce una delle maggiori società tipografiche
italiane.
Tre anni fa, lo staff tecnico coordinato da Antonio Roberto, vicedirettore
generale STEC/Corriere dello Sport, ha avviato il progetto per
l’introduzione della videoimpaginazione all’interno della società
tipografica. Dopo un approfondito periodo di sperimentazione, il sistema è
entrato in produzione con ottimi risultati, ed i protagonisti di questa
storia di successo tutta italiana hanno accettato di raccontare ai lettori
di TecnoMedia le soluzioni tecnologiche adottate.

L’innovazione dal punto di vista dell’azienda tipografica
Editori di quotidiani e società tipografiche e stampatrici hanno un
approccio sostanzialmente diverso alle sfide dell’innovazione tecnologica.
Il valore aggiunto che gli editori offrono ai propri clienti è il contenuto
di informazione presente nel prodotto quotidiano. La tecnologia è uno
strumento del tutto invisibile al lettore, per il quale sono indifferenti
gli strumenti scelti per la videoimpaginazione piuttosto che per il
trattamento delle immagini.
Le società tipografiche e stampatrici, per contro, offrono ai loro clienti
servizi nei quali la tecnologia è una parte preponderante del valore
aggiunto. Un sistema flessibile, in grado di soddisfare il desiderio degli
editori di varare supplementi o inserti settimanali nel giro di pochi
giorni, architetture “aperte” che consentano di ricevere pagine predisposte
da Service specializzati esterni alla struttura produttiva, costituiscono
altrettanti “plus” che possono convincere il cliente ad affidarsi ad una
società piuttosto che ad un altra. Scegliere un sistema, in ultima analisi,
significa decidere il peso della propria presenza sul mercato e, per certi
versi, orientare il futuro stesso della azienda, dal momento che ogni
scelta si rifletterà inevitabilmente sulla qualità finale del servizio
offerto all’editore.

Le strategie della STEC
Fin dalle prime fasi del progetto, lo staff tecnico della STEC ha deciso di
privilegiare alcune scelte strategiche di fondo:
– partire dalla potenzialità offerta dai sistemi redazionali esistenti
presso La Repubblica ed al Corriere dello Sport;
– puntare su soluzioni hardware e software standard;
– indipendenza dai fornitori;
– sistema aperto ed integrabile con altri ambienti;
– semplicità di uso e di manutenzione.
Le ragioni di queste scelte sono strettamente collegate alla strategia
aziendale della STEC, società specializzata nella preparazione e nella
stampa di grandi quotidiani nazionali. Non si può chiedere ad un cliente,
quale che esso sia, di cambiare i propri sistemi redazionali, con tutto
quello che comporta una decisione del genere in termini di riqualificazione
del personale e di riorganizzazione del lavoro.
I mutamenti degli assetti societari che si sono succeduti nel campo dei
grandi fornitori internazionali di sistemi editoriali, soprattutto
all’inizio degli Anni Novanta, hanno reso le società utenti di tecnologie
oltremodo guardinghe nei confronti di sistemi proprietari chiusi. Né vale
l’obiezione che i sistemi proprietari risparmierebbero agli utenti
l’acquisizione di un bagaglio tecnico-sistemistico approfondito, dal
momento che, come pure la STEC ha sperimentato, una società tipografica
moderna ha il dovere, per così dire, professionale, di impadronirsi quanto
più possibile dei meccanismi del “cuore tecnologico” del proprio sistema.
La semplicità di uso e di manutenzione costituiscono altrettante “scelte
chiave” in funzione del servizio agli editori. La possibilità di
intervenire direttamente sul sistema in caso di collasso tecnologico
durante i picchi di produzione è, peraltro, la miglior garanzia possibile
per evitare contenziosi con i clienti-editori.

Atex, Apple e la “system integration”
STEC, il Corriere dello Sport e La Repubblica decisero, molti anni fa, di
puntare su Atex, uno dei fornitori leader del mercato mondiale dei sistemi
editoriali per i grandi quotidiani.
Le potenza del front end “J11”, e la sua capacità a svolgere i complessi
calcoli tipografici per la produzione di un quotidiano sono guardate ancora
oggi con grande rispetto dagli editori e dagli stampatori che operano in
Italia ed in ogni parte del mondo. Anche per questa considerazione lo staff
tecnico della STEC non ha voluto rinunciare alla base tecnologica
installata; ma muovendosi alla ricerca di una soluzione per la
videoimpaginazione ha deciso di privilegiare piattaforme standard rispetto
ad altre ipotesi “dedicate”. Dopo aver attentamente valutato diverse
ipotesi, la scelta finale è caduta su uno dei “motori” software per
videoimpaginazione più diffusi al mondo, XPress, e sull’ambiente standard
Apple Macintosh, particolarmente attrezzato per il mondo della grafica
professionale, valutando questa accoppiata come la soluzione in grado di
offrire la maggior “apertura” al mondo esterno, anche in vista di
un’espansione del mercato.
Per unire la potenza del motore Atex con la flessibilità della piattaforma
XPress-Macintosh, occorrevano un programma “filtro” di collegamento dei 2
sistemi, degli sviluppatori che personalizzassero il software di
videoimpaginazione tramite opportune XTension e, soprattutto, occorreva
decidere di trasformarsi in “system integrator”.
Il primo prodotto è stato individuato nella soluzione offerta dalla società
americana John Juliano Computer Services, gli sviluppatori di XTension sono
invece stati individuati nella società Computime di Roma, e le risorse
intellettuali, tecniche e strategiche del progetto sono state reperite
all’interno dello staff di Antonio Roberto.
L’attività di “system integrator” si è protratta per parecchi mesi, e il
risultato è stato, per la STEC, un layout composto da 30 stazioni di
videoimpaginazione, 3 stazioni di controllo per proti, 7 stazioni per
elaborazioni di immagini con quattro scanner piani ed uno a tamburo per il
colore, 1 OPI e spooler APS100 Autologic, quattro Rip e quattro fotounità
Autologic, tre stampanti di bozza ed 8 server Apple AWS 95, mentre la
redazione del Corriere dello Sport ha affiancato al sistema editoriale Atex
4 nuove stazioni per infografici, 1 ricevitore per telefoto, 1 ricevitore
per foto-digitali, pagine di giornali, pubblicità digitale, fornendo agli
inviati una quarantina di Macintosh portatili.

L’organizzazione del lavoro
Il flusso di produzione del Corriere dello Sport prevede che il redattore,
alla creazione del nuovo articolo, digiti i riferimenti per ancorare il suo
pezzo al menabò elettronico disegnato sulle stazioni di lavoro della
tipografia. Il sistema Atex provvede ad effettuare tutti i calcoli
necessari per la misurazione degli ingombri, mentre gli impaginatori XPress
si prendono cura del trattamento della pagina in modalità back-end.
All’interno delle sezioni nelle quali è suddivisa la redazione del
quotidiano sportivo, sono state installate altrettante stazioni grafiche
sulle quali è possibile seguire l’avanzamento dei lavori di
videoimpaginazione. Le pagine, e tutti gli elementi ad esse collegati, sono
ordinati in altrettante “cartelle” create a livello di sistema operativo, e
le XTension provvedono all’indirizzamento automatico dei materiali negli
appositi spazi logici predisposti dai tipografi. In questo modo si è
evitato l’uso di un database.
L’impiego di tecnologie miste, Atex, Apple e XPress, sta avendo un impatto
positivo anche sul personale poligrafico, soprattutto i più giovani.
Impiegare un prodotto come XPress per la videoimpaginazione di un
quotidiano, consente di impadronirsi ai massimi livelli di uno dei più
diffusi strumenti per la grafica professionali, con la possibilità, un
domani, di poter sfruttare questa esperienza anche in attività diverse e,
magari, per avviare una attività imprenditoriale di “service” in conto
terzi. Per migliorare ed aggiungere funzionalità al software XPress oltre
che per adattarlo al sistema tipografico dei quotidiani sono state
sviluppate numerose XTension . La facilità di aggiungere moduli al “motore”
XPress spinge a realizzare quasi in tempo reale moduli software che
risolvono quei problemi che di volta in volta i clienti Corriere dello
Sport e Repubblica creano.
In particolare sono stati realizzati prodotti per:
* compensazione automatica di titoli e testi
* autoimpaginazione dei tamburini
* l’inserimento automatico della data di uscita
* automatizzazione della creazione dei layout (box multipli, fili ecc.)
In sostanza è stato “specializzato” un programma, nato come general purpose
per trasformarlo in un sistema adatto per i quotidiani senza perdere però
le caratteristiche del sistema aperto.
Le fotografie analogiche vengono ricevute e convertite in digitale mediante
il prodotto Diwan Picture Net, mentre i files già in formato numerico
vengono ricevuti su linee ISDN. Le immagini, per il cui trattamento, come
vedremo più avanti, è al lavoro la task force tecnologica della STEC, sono
residenti, nel formato in alta risoluzione, sul server AWS, e da lì vengono
inviate direttamente ai dispositivi di output sfruttando la tecnologia OPI.
Le stazioni di videoimpaginazione sono suddivise fra i poligrafici a
seconda del quotidiano da lavorare, ma una particolare configurazione di
rete, consente di redistribuire il carico di lavoro a seconda dei picchi di
produzione ed a seconda delle dimensioni quotidiane del prodotto-giornale.

Reti parallele ed integrabili
La rete è il cuore del sistema, e la STEC ha optato per una configurazione
in grado di garantire ai clienti totale indipendenza, flessibilità e
possibilità di interazioni nei momenti dove i picchi di lavoro raggiungono
la soglia più critica.
Lo staff tecnico della società tipografica ha installato due reti
indipendenti, una per il Corriere dello Sport ed una per La Repubblica. I
quotidiani vengono elaborati in canali separati ma, all’occorrenza, una
parte di lavoro di una testata può essere dirottata nelle aree dell’altra.
Ogni gruppo logico presenta una coppia di server Apple AWS 95 (3 schede di
rete, 1 Ether Talk e 2 TCP/IP per ogni server), in collegamento con le
stazioni di lavoro client, sempre Macintosh. Il traffico è stato suddiviso
grazie agli switching hub: ogni settore ha il suo traffico localizzato, che
viene indirizzato su altri settori solo quando ve ne sia bisogno.
Relativamente agli incroci della doppia rete, ed alle rigide procedure di
sicurezza, sugli switching hub del Corriere dello Sport ci sono le schede
di back up di Repubblica e viceversa, collegate fra loro in fibra ottica.
Ogni macchina “critica” ha un doppio percorso: uno attivo ed uno di back up
sempre pronto. In caso di collasso di uno dei server critici, lo switch con
il gemello è automatico, ed il collegamento viene chiuso dai circuiti in
fibre ottiche. Il programma di back-up, personalizzato dagli integratori
della STEC, è Adams, scritto in ambiente Unix, che copia gli aggiornamenti
con protocollo TCP/IP sul server gemello. Quest’ultimo mantiene anche, su
base settimanale, una memoria completa dei due quotidiani, grazie alla
quale si possono recuperare files di informazione o, se il caso, dirimere
eventuali contestazioni con le redazioni.
Oltre alla estrema flessibilità del sistema, non vanno trascurati i
vantaggi ottenuti in termini di sicurezza. La creazione di due reti
parallele integrabili, e la rigorosa ripartizione delle aree di lavoro,
facilita la individuazione dei guasti, anche quando i problemi accadono
durante i picchi di lavoro più critici.
Il layout di tutto il sistema sfrutta la configurazione della collapsed
back bone: in pratica, tutti i “fili” del palazzo di Piazza Indipendenza,
che ospita, con la STEC, anche le redazioni del Corriere dello Sport e
della Repubblica, confluiscono in un’unica area attrezzata, dove sono stati
collocati i server Apple. Tutto viene tenuto sotto controllo con soli due
monitor e due tastiere, grazie ad uno switch che è stato appositamente
studiato e realizzato.
Fin dall’inizio lo staff tecnico della STEC ha optato per un certo sovra
dimensionamento del sistema, scelta che si è dimostrata vincente di fronte
alla tumultuosa crescita editoriale dei prodotti.

Le immagini digitali: verso il controllo di qualità
In attesa di prendere le necessarie decisioni in direzione di un archivio
elettronico per le fotografie, lo staff di Antonio Roberto sta procedendo a
grandi passi verso il controllo di qualità nel trattamento digitale delle
immagini. La soluzione prescelta si chiama Binuscan, un software sviluppato
da Jean Marie Binucci, uno stampatore francese che, dopo essersi accorto
come i programmi per il trattamento delle immagini non sempre riflettono al
meglio le esigenze dei quotidiani, ha deciso di sviluppare un applicativo
su misura. Il prodotto si basa sull’istogramma della distribuzione dei
grigi e dei colori, e consente di correggere in maniera automatica tutta
una serie di parametri, come il contrasto, la definizione, la luminosità,
il retino. L’applicativo, una volta tarato in funzione della stampa,
elabora in modo trasparente i parametri della immagine, migliorando e,
soprattutto, standardizzando la qualità finale del prodotto stampato, anche
in presenza di immagini originali su supporto cartaceo di qualità molto
scadente.
E’ stata sviluppata un’ulteriore interfaccia user friendly per integrare
anche questa applicazione all’interno dell’ambiente di lavoro XPress .
(Le informazioni contenute in questo articolo sono frutto di incontri,
conversazioni e approfondimenti con i tecnici protagonisti della
progettazione e della messa in opera del sistema, fra i quali vanno
doverosamente citati: Antonio Roberto, Pasquale Mallozzi, Guido Ottaviani,
Clemente Di Caprio, Gilberto Salmistraro).