Al debutto la “nuova” Goss
Il Nexpo di Las Vegas ha
segnato il debutto della “nuova” Goss. Il 30 aprile scorso infatti il
gruppo industriale Rockwell ha annunciato la vendita della Rockwell Graphic
Systems, la controllata alla quale faceva capo il marchio Goss, alla
Stonington Partners, una società finanziaria di New York specializzata
nella gestione di fondi pensione. Il prezzo pagato per l’acquisizione è
stato approssimativamente di 600 milioni di dollari.
Nata nel 1885 a Chicago per iniziativa di due fratelli, Fred e Sam Goss,
che un anno prima avevano costruito un prototipo di macchina da stampa in
grado di imprimere simultaneamente bianca e volta, la Goss Printing Press
Company (questo il nome originario della società ) seppe ritagliarsi ben
presto un ruolo di leader nel mercato, già allora assai affollato e
competitivo, dei produttori di macchine da stampa.
Nel 1957 la Goss si fuse con altre due società : la Miehle Printing Press
and Manufacturing Company, fondata – anche essa nel 1885 – da Robert
Miehle, e la Dexter Company, nata nel 1880 dall’intuizione di un impiegato
degli Archivi di Stato dello Iowa, Talbot Dexter, il quale, stanco di
piegare a mano i certificati elettorali, aveva inventato un meccanismo che
effettuava automaticamente la piegatura dei fogli. Nel 1968, infine, la
Miehle-Goss-Dexter fu assorbita dalla North American Rockwell, che arricchì
la società con il suo know-how nei sistemi di controllo elettronico
high-tech.
Oggi infine, a seguito della vendita da parte della Rockwell, la società ha
assunto il nome di Goss Graphic Systems, ed ha presentato al Nexpo una
nuova immagine e un nuovo logo, mantenendo però la forza e le dimensioni
precedenti: un fatturato annuo di 700 milioni di dollari, 2.800 dipendenti,
tre stabilimenti di produzione negli USA, due in Europa e una joint-venture
in Cina, con una posizione di numero uno mondiale nella produzione di
rotative offset per quotidiani ed installazioni in oltre cento paesi in
tutti i continenti.
Naturale che, nel corso della manifestazione, si intrecciassero le domande
sul perché della transazione e sulle prospettive, finanziarie e di mercato,
della nuova società . I comunicati ufficiali, come è naturale, sono molto
rassicuranti nel garantire che che la nuova società disporrà di tutte le
risorse umane e finanziarie che si renderanno necessarie per mantenere la
propri posizione di leader sul mercato. Il presidente della società , Robert
M. Kuhn, ha dichiarato: “la specifica competenza finanziaria dell’azionista
di riferimento ci consentirà di proseguire gli investimenti in ricerca e
sviluppo, nel marketing e nella vendita, in modo da soddisfare appieno le
esigenze dei nostri clienti e di cogliere le opportunità del mercato”.
Al di là delle dichiarazioni ufficiali, tuttavia, rimane la domanda sul
perché il gruppo Rockwell abbia deciso di uscire dal settore grafico
editoriale. La risposta ufficiale del gruppo è che la Rockwell ha deciso di
concentrarsi su aree industriali ritenute più strategiche, come le
costruzioni aerospaziali, la robotica, o la produzione di strumentazione
high tech per l’industria militare e automobilistica. In fondo, nel
bilancio 1995 del gruppo Rockwell la divisione grafica incideva per appena
il 5,4% del fatturato complessivo.
D’altra parte, la nuova società si trova ad operare in un contesto
competitivo ben diverso da quando, all’inizio degli anni Settanta, tre
giornali statunitensi su quattro stampavano su rotative Goss. Proprio in
occasione del Nexpo di Las Vegas la Wifag ha annunciato di aver siglato un
accordo con il quotidiano dell’Oklahoma Tulsa World per la fornitura di una
rotativa OF 370, la prima rotativa shaftless (priva cioè dell’albero di
trasmissione longitudinale) che la società svizzera ha venduto fuori
dall’Europa, e che sarà operativa nel 1998.
Il commento del presidente della Goss alla notizia di questa “invasione
straniera” non è stato certamente diplomatico: “Brutto affare per il Tulsa
World. Hanno comprato la rotativa sbagliata e probabilmente l’hanno pagata
troppo”. Attendiamoci dunque, nei prossimi mesi, un rilancio della
competizione – e dell’innovazione tecnologica – tra i grandi produttori
mondiali di rotative per quotidiani.
