La nuova prassi di riferimento sullai sicurezza negli stabilimenti di stampa industriale

A pochi giorni dalla sua pubblicazione, la prassi di riferimento “Aziende di stampa industriale – Obblighi, responsabilità e aspetti gestionali per la sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale” (UNI/PdR 3:2013) è stata presentata, lo scorso 7 marzo, nella sede Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) di via Petrarca a Milano.
Il documento, fortemente voluto dall’Osservatorio tecnico Carlo Lombardi nella sua veste di ente bilaterale per i lavoratori delle aziende editrici e stampatrici di quotidiani e le agenzie di stampa, definisce le linee di comportamento da seguire per garantire la sicurezza negli stabilimenti di stampa industriale, in particolare offset e flessografica.
All’interno degli stabilimenti di stampa si verificano problematiche molto specifiche”, spiega il Direttore Relazioni esterne, sviluppo e innovazione UNI Ruggero Lensi, “ad esempio legate al fatto che i giornali si stampano di notte o che la stampa deve avvenire in tempi molto stretti. Dunque –aggiunge Lensi –  l’applicazione delle leggi e dei regolamenti sulla sicurezza, secondo le aziende, necessitava di una maggiore descrizione del caso specifico”.

Gli aspetti oggetto di specifico approfondimento vanno dalla organizzazione aziendale per la sicurezza e tutela dei lavoratori, alla valutazione del rischio, dalla gestione delle emergenze alla istruzione dei lavoratori, dalla sorveglianza sanitaria alla gestione degli appalti, dagli aspetti gestionali per la tutela ambientale alla tenuta della documentazione e agli organi di controllo.
Federico Reviglio dell’Asig (Associazione Stampatori Italiana Giornali), che rappresenta circa 90 stampatori di giornali e quotidiani in tutta Italia e che ha collaborato attivamente alla realizzazione della prassi di riferimento, aggiunge: “Si tratta di tematiche che affrontiamo ogni giorno e che incontrano spesso una certa difficoltà nell’essere trattate nelle realtà più piccole e meno strutturate. Un documento come quello ora pubblicato ci consente di avere un riferimento comune di quei comportamenti che sono considerati corretti. Certamente – conclude Reviglio – sarà un aiuto al disorientamento che deriva da interpretazioni di legge e conflitti da parte delle diverse autorità che vanno ad agire sul territorio“.

Le prassi di riferimento non sono norme ma documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione (al massimo 8 mesi dall’approvazione della richiesta) ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI.
Il documento” – dichiara il presidente dell’Osservatorio Alberto Di Giovanni – “è nato dall’esigenza ineludibile di affrontare con una metodologia totalmente differente. Prevenire significa affrontare con cura e con educazione questi problemi che, storicamente, sono sempre stati sottovalutati, sia dalle aziende che dagli stessi lavoratori”.
La prassi di riferimento si conferma uno strumento utile per fornire le risposte tempestive che il mercato si attende.