L’Espresso chiude il primo semestre con 21,2 milioni di utile

(ANSA) – MILANO, 25 LUG – L’Espresso chiude il semestre con un utile netto consolidato di 21,2 milioni di euro (-32,7%) e ricavi consolidati per 419,8 milioni (-8,2%). Malgrado il contesto economico generale e del settore editoriale “il gruppo ha chiuso il primo semestre con un risultato significativamente positivo e conferma la previsione di un risultato positivo anche per l’intero esercizio, pur in sensibile riduzione rispetto al 2011” sottolinea una nota.

Il margine operativo lordo consolidato è pari a 60,8 milioni, in diminuzione del 25,4% rispetto agli 81,5 milioni del primo semestre. Il risultato operativo consolidato è pari a 42,1 milioni, in diminuzione del 33,2% rispetto ai 63 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. I ricavi diffusionali, esclusi i prodotti collaterali, sono pari a 127,1 milioni e mostrano una relativa tenuta rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (129,2mn), grazie anche al progressivo adeguamento dei prezzi di vendita dei quotidiani. La Repubblica si conferma come primo quotidiano per vendite in edicola e come primo giornale d’informazione per numero di lettori giornalieri (3,5 milioni). L’Espresso è al primo posto tra i magazine di attualità con 2,6 milioni di lettori, in crescita del 4,2% rispetto alla rilevazione precedente. I ricavi pubblicitari, pari a 251,1 milioni, hanno registrato una flessione dell’8,5% sul primo semestre del 2011, in un mercato in calo a maggio del 9,5%. I ricavi dei prodotti opzionali ammontano a 25,6 milioni, e registrano un calo significativo (-37,3%) rispetto al corrispondente periodo del 2011. I costi totali registrano una riduzione del 4,2% grazie principalmente ai nuovi piani di taglio dell’organico e delle spese, attuati nel corso del 2011. Il comunicato precisa comunque che “il carattere strutturale della crisi in atto richiede che il Gruppo sia nuovamente impegnato in interventi di salvaguardia della propria economicità, nel breve e medio termine”. (ANSA).