Le pagine dellÂ’Osservatorio

AllÂ’Assemblea di Acimga – Associazione Costruttori Italiani Macchine per lÂ’Industria Grafica, Cartotecnica, Cartaria di Trasformazione e Affini – svoltasi lo scorso 16 giugno a Milano, il presidente Vittorio Agnati ha presentato i risultati di un 1998 poliedrico. Il boom della domanda interna ha arginato i danni causati da una fase congiunturale mondiale “piena di ombre” che si è ripercossa sulle esportazioni italiane di macchine grafiche: per la prima volta negli anni Â’90 lÂ’andamento delle esportazioni è di segno negativo (-0,5% sul Â’97).

Il mercato interno

Nonostante il risultato negativo delle esportazioni, i costruttori italiani di macchine hanno accresciuto il proprio fatturato di oltre sei punti percentuali grazie al boom della domanda interna trainata dal volano del mercato pubblicitario e dalla necessità di rinnovo degli impianti (nel ’98 gli utilizzatori italiani hanno acquistato quasi un terzo di macchine in più rispetto all’anno precedente). In cifre, le consegne sul mercato interno si sono tradotte in 743 miliardi di lire di fatturato pari ad una crescita del 32% sul ’97, in particolare grazie alla buona performance delle macchine da stampa.
Il trend positivo della domanda interna sembra proseguire anche nel ’99 o, perlomeno, questo è l’andamento registrato nel primo trimestre.

I mercati esteri

Abituati a realizzare il 70-80% del proprio fatturato con le esportazioni (che nel ’98 ammontano a 2.017 miliardi di lire), i costruttori italiani di macchine grafiche hanno decisamente sofferto la crisi di alcuni dei mercati “emergenti”, primi fra tutti il Sud-est asiatico ed Brasile per i quali si può parlare di un vero e proprio crollo. In questi paesi le esportazioni italiane sono calate di oltre il 30%.
Significativa anche la flessione degli ordini provenienti dalla Russia (-7%) e dalla Turchia (-9%). Gli effetti della crisi dell’America Latina e dell’Asia si sono fatti sentire anche negli Stati Uniti, Paese che ha reagito rafforzando la propria aggressività sia sul mercato interno, sia su quello Europeo. Per i costruttori italiani di macchine grafiche questo si è tradotto, da una parte, in un calo delle vendite sul mercato statunitense (-4% rispetto al ’97) e, dall’altra in un sostanziale incremento della concorrenza di macchine “made in U.S.A.” (+33% nelle importazioni).
Nel complesso, l’incidenza dell’export sul totale del fatturato è scesa di oltre cinque punti percentuali, passando dal 78% del 1997 al 73% del 1998; per contro, l’incidenza dell’import sul consumo nazionale è rimasta stabile (65,5% contro il 65,7% di un anno prima, per effetto del concomitante boom delle consegne sul mercato interno (+32%) e delle importazioni (+31%).
Il calo delle esportazioni non ha comunque riguardato tutti i comparti. A onor del vero il settore in crisi – già “sofferente” dal 1997 – è quello delle macchine da stampa (-4,6%) che corrisponde però a ben la metà delle esportazioni italiane di macchine.
Alcune eccezioni hanno tuttavia contribuito a mantenere le esportazioni appena sotto la soglia di crescita zero. Nell’America Latina, Messico e Argentina sono andati contro tendenza facendo registrare un incremento delle esportazioni italiane rispettivamente del 49% e del 10%. I Paesi dell’Unione Europea sono rimasti il polmone dei produttori italiani con una novità: nel ’98 la Spagna ha assorbito per la prima volta una maggior quota di esportazioni (+36%) rispetto a Francia e Germania.
Punti di riferimento per la produzione italiana sono stati anche i paesi dell’Est Europa (Polonia, Slovacchia, Romania e Repubblica Ceca) verso i quali le esportazioni sono incrementate del 23%. Infine l’Australia che, pur non essendo uno dei maggiori mercati di sbocco, nel ’98 ha più che raddoppiato le importazioni di macchine “made in Italy”, in particolare quelle da stampa.
Segnali positivi, dunque, che inducono gli imprenditori italiani a prevedere una “ripresina” degli ordini esteri nel secondo trimestre del ‘99.

La bilancia commerciale e lÂ’occupazione

Il trend negativo delle esportazioni insieme ad una crescita di oltre il 30% nelle importazioni, indotta dal boom della domanda interna (nel Â’98 hanno superato i 1.400 miliardi di lire), ha influito pesantemente sul saldo della bilancia commerciale riducendone di un terzo lÂ’attivo: i 950 miliardi di lire del Â’97 si sono ridotti a 600 nel Â’98.
La ripresa dei flussi di export dei costruttori italiani di macchine grafiche, cartotecniche, cartarie e trasformatrici sembra quindi affidata al comportamento dei maggior partner commerciali italiani: U.S.A., Unione Europea e Asia (Giappone e Cina).
Un ultimo dato riguarda l’occupazione, che in un anno è cresciuta di duecento unità, passando da 7.600 a 7.800 addetti.