CCDot: il piacere di vedere cosa si sta producendo

La Centurfax Inglese ha migliorato il CCDot, un semplice ed ingegnoso dispositivo manuale portatile per la scansione dei colori
Esistono pochi settori industriali in cui le nuove tecnologie hanno modificato in maniera così sostanziale il modo di lavorare degli addetti come l’industria grafica.
E’ ricorrente fare questa dichiarazione, ma ciò nonostante, il corso dell’innovazione digitale ha lasciato qualche dubbio irrisolto ed ha creato alcune nuove difficoltà.
Un gran numero di continui problemi, familiari agli operatori grafici, addetti allÂ’incisione delle lastre e stampatori, riguarda la precisa misurazione della percentuale di coprenza del puntino in un determinato colore, la sua reale angolazione di retinatura ed il disegno differenziato del puntino per ciascun colore.
Fino ad ora, il metodo tradizionale di rilevazione della percentuale del puntino di un colore è stato effettuato tramite un densitometro un analogo dispositivo che misura la densità media dei puntini in un’area determinata.
Il densitometro tradizionale lavora tramite un diodo fotografico che rileva la riflessione o la trasparenza di una piccola parte dei puntini rispettivamente sulla lastra o la pellicola.
Quando si utilizza la tecnologia per esaminare una pellicola su un tavolo luminoso, deve essere preso in considerazione che la densità “zero” non è rilevabile attraverso il tavolo.
Nondimeno, la prima cosa che si deve fare è di determinare quale zero è, questa determinazione è carica di trabocchetti in relazione alla precisione. Se voi tracciaste una striscia continua di opacità in riferimento alla tensione o alla luce, la curva non è lineare e sullo zero finale, un piccolo cambio di tensione (vedi 0,1 microvolt) determina un considerevole cambio d’opacità.
Un altro problema endemico con analogie elettroniche è la sensibilità del macchinario ai piccoli cambiamenti di temperatura. Persino i dispositivi elettronici più aggiornati non possono escludere le leggi fondamentali della fisica.
Oltre il tracciato dove c’è maggiore luce, avvicinate la parte semilineare della curva ed il lavoro diventa più facile (almeno, nel mondo ideale di una stabile sorgente luminosa).
Non appena vi spostate sulla lastra la difficoltà d’azione diventa più problematica. Un’attrezzatura più sensibile è necessaria per il riflesso in modo che solo metà della luce torni indietro.
Inoltre, poiché per la progressione logaritmica della tensione, qualsiasi cosa meno di circa il 10% è difficile leggerla con precisione.

Problemi da seguire

Considerato che raramente si utilizza una sorgente luminosa stabilizzata e nello stesso modo una pellicola esattamente sviluppata- la misura di trasmissione può essere accettabile utilizzando queste tecnologie convenzionali. Comunque, rammentando che l’intensità luminosa non sarà compatibile attraverso il tavolo luminoso, il punto chiave per la pellicola viene determinata dalla rilevazione della densità che deve essere esaminata da una sola parte del tavolo.
Questo significa che il modo di rilevazione sulla superficie totale della pellicola viene effettuato ricalibrando il densitometro o spostando la pellicola, in modo da rischiare di danneggiare la lastra o la pellicola e lÂ’incisione dellÂ’immagine.
Le ultime migliorie nell’effettuare questa lavorazione hanno aggravato questo problema da quando è diventata ricorrente la scelta di ricevere la pellicola, sviluppare la lastra e stampare in rotativa, in qualsiasi modo fino al 32mo a vista per ottenere in uscita un grande formato molto più a buon mercato.
I problemi inerenti allÂ’applicazione di questa tecnologia di incidere la lastra sono differenti e peggiori.
Gli starti di rivestimento della lastra sono granulosi ed irregolari, così, in riflessione, qualsiasi rimbalzo luminoso (conosciuto come riflessione speculare) ed il tradizionale supporto di alluminio determina punti luminosi in eccesso.
Non sorprendono, i mutamenti del tracciato della densità attraverso la lastra. Nelle proprie prove la Centurfax ha riscontrato fino al 23% di differenza attraverso il “bianco” della lastra utilizzando un densitometro convenzionale.
Lo stesso problema appartiene al “nero” poiché la stessa granulosità è sotto. Dove si deve calibrare?
Ulteriori problemi per le uscite prodotte giornalmente in maniera digitale non possono essere addebitate completamente allÂ’utilizzo dellÂ’esistente tecnologia del densitometro.
La scelta e lÂ’angolazione del retino potrebbero essere determinati in modo errato dovuto ad un errore umano.
Questo può essere controllato tramite un tester che determina la forma e l’angolazione, ma è una funzione separata e solamente si utilizza per la pellicola. Lo stesso tipo di errore può accadere quando si usa il CTP computer alla lastra e dove non può essere utilizzato nessun tester.

La soluzione CCDot

Come indicato sopra, molti dei problemi determinati dalla misurazione del colore possono essere determinati tramite densitometro convenzionale, solamente con molta difficoltà e precisione approssimativa. Il sistema che la Centurfax ha realizzato, è stato progettato per essere facilmente usato sulla pellicola e sulle lastre, per ottenere le risoluzioni necessarie per superare le differenti difficoltà inerenti all’utilizzo del CTP.
Il requisito fondamentale- la rilevazione della percentuale di coprenza del puntino- è un problema geometrico non risolvibile con un densitometro tradizionale. La Centurfax ha prodotto un CCD (dispositivo accoppiato di rilevamento) telecamera che viene utilizzata una superficie campione. Mentre un densitometro convenzionale, dotato di diodo singolo, permette una media di lettura del colore, il CCDot rileva effettivamente gli elementi fondamentali per una lettura digitale, presi come singoli, e quantifica quanto nero e quanto bianco e ne calcola la percentuale.
La griglia del CCD equivale ad un insieme multiplo di diodi. Usando questa tecnologia l’accuratezza del CCDot è limitata solamente dalla misura dell’insieme, disponibile da 100.000 fino ad un milione. E’ molto simile all’ascolto del suono in uscita da un CD mentre si avvicina all’acetato di vinile.
L’insieme della griglia permette anche l’analisi accurata della scelta del retino rilevando l’esatto intervallo fra le due posizioni. L’angolazione del retino può essere calcolata nello stesso modo. L’insieme del CCD permette effettivamente un “quadro” dettagliato di rilevare fino ad un milione di elementi digitali fondamentali sulla pellicola, lastra o per un’altra matrice con cui viene stampata la pagina. Anche risolvendo i problemi principali e fornendo uno strumento adatto a qualsiasi ambiente, qualificato o non qualificato, il progetto del CCDot ha anche la possibilità d’incorporare numerose possibilità completamente indisponibili per un densitometro convenzionale.
La maggior parte dei modelli permettono d’inserire i dati in un Mac od un PC ed il più completo della gamma di modelli è dotato di un processore ad elevata velocità sull’apparecchiatura come un video grafico. Tutte le apparecchiature dispongono di uno specchio mezzo argentato che aiuta gli utilizzatori a vedere simultaneamente i puntini mentre producono. In altre parole, a differenza delle apparecchiature convenzionali, il CCDot Vi permette di vedere subito quello che state facendo. L’apparecchiatura non serve solo come uno strumento di serie di controllo qualità. I collegamenti in network evitano la necessità d’intervento fisico del servizio d’assistenza e l’apparecchiatura può essere collegata in un sistema integrato di gestione del colore. La rilevazione della dimensione del puntino diventa una necessità del passato. Lo strumento è autocalibrato non esiste altra cosa che la sorgente luminosa di materiale fondamentale.
Una serie di RIPs essendo alloggiata per caricare i dati esatti e l’apparecchiatura permette anche di memorizzare una grande quantità di puntini di diverse misure che possono essere immagazzinati nel calcolatore come grandezze calibrate.
Mentre i densitometri convenzionali sono dotati di una serie di complesse possibilità di calibrazione per compensare la loro imprecisione, Il CCDot possiede un’accurata precisione ed esclude gli algoritmi che non devono essere presi in esame. L’apparecchiatura può produrre curve per differenti funzioni e la grandezza desiderata del puntino può essere memorizzata.