Nuove professioni e bisogni formativi nella stampa quotidiana
Nel corso di "Quotidie ’92"
è stata presentata la prima ricerca di mercato realizzata in Italia sul
tema "Nuove professioni e bisogni formativi nella stampa quotidiana",
promossa da FIEG ed ASIG in collaborazione con Centrexpo e Consedin e
realizzata dalla società di ricerca "Pragma" di Roma. Obiettivo della
ricerca era sondare il punto di vista del management delle aziende
editoriali italiane circa la prevedibile evoluzione dell’ organizzazione
del lavoro e i conseguenti mutamenti che potrebbero incidere sui ruoli
professionali dei lavoratori poligrafici; e, inoltre, di valutare
l’esigenza di affinate metodologie di formazione e riqualificazione del
personale poligrafico. Nel periodo1982 / 1992 il 99 per cento delle aziende
intervistate ha dichiarato di avere introdotto nuove tecnologie editoriali.
Nell’area della preparazione dei quotidiani, circa un terzo delle aziende
intervistate ha dichiarato di utilizzare figure professionali poligrafiche
che, a vario titolo, possono ritenersi proiettate verso quei "territori di
confine" dove sempre più stretta é l’interazione fra attività redazionali
ed attività produttive. In particolare, il 35 per cento degli intervistati
ha detto di utilizzare ruoli professionali collegabili alla figura
contrattuale del "tecnico di redazione". Per il futuro, il 65% del campione
ritiene ipotizzabile la creazione di figure professionali di "confine". Il
31 % delle aziende si aspetta una maggiore collaborazione fra giornalisti e
poligrafici, il 21 % pensa che le nuove tecnologie stesse determineranno la
spinta per la creazione di nuove professionalità . Solo il 10% degli
interpellat ipotizza una possibile scomparsa della figura del poligrafico.
Il 45 % ritiene che i contratti abbiano interpretato "solo in parte" le
esigenze poste dall’innovazione tecnologica. Il punto di vista del
rimanente 65% é diviso fra soddisfatti (21%), ed assolutamente
insoddisfatti (31%). Il problema della formazione professionale per gli
addetti poligrafici é stato affrontato, finora, in modo ritenuto
"abbastanza soddisfacente" dal 55% degli intervistati. Gli interventi
formativi sono stati realizzati, nel 43 % dei casi, dalle aziende
fornitrici di tecnologie, e nel 47 % dei casi da personale esperto interno.
Solo il 9% degli interventi é stato realizzato da scuole e da istituti di
formazione specializzati.
