Assemblaggio delle pagine in redazioni di grandi dimensioni

Questa relazione analizza le caratteristiche produttive di
un quotidiano come il Financial Times, caratterizzato da uno schema di
impaginazione fortemente compartimentata (notizie europee, notizie
americane, notizie dell’Est europeo, e così via) e, quindi, con un elevato
numero di pagine che devono rimanere aperte sino al momento della stampa.
Per un giornale di questo tipo l’adozione delle tecniche della
videoimpaginazione è dunque uno strumento per abbreviare quel percorso
(creazione del testo-ribattitura eventuale-fotocomposizione della
strisciata-pasteup manuale), che presenta numerose strozzature e che per
alcuni aspetti farebbe addirittura rimpiangere, secondo Jones, il sistema
"a caldo". Il relatore descrive l’attuale organizzazione del lavoro del
Financial Times individuando i dieci "steps" nei quali si svolge il
processo di costruzione della pagina ed il modo in cui l’introduzione del
sistema editoriale ha spostato la competenza su alcuni di questi "steps",
per esempio l’assegnazione di specifiche tipografiche al testo, dall’area
di composizione all’area redazionale. La "filosofia" del Financial Times
nell’introduzione della videoimpaginazione vuole essere non il passaggio di
funzioni dalla tipografia alla redazione bensì dalla tipografia al sistema.
Non dunque, per esempio, disegno della pagina del giornalista sul terminale
video, ma caricamento della pagina appropriata da un book di pagine già
presente in memoria.