Integrazione produttiva, la chiave delle nuove strategie di FERAG
Dal 1° luglio di quest’anno
Ferag Italia ha un nuovo Amministratore Delegato. E’ Sandro Provera,
manager di consolidata esperienza nel settore grafico, che ha ricoperto
posizioni di responsabilità in aziende come Crosfield Italia, N.T.G. e
Tera. A lui è stato affidato il compito di sviluppare nel nostro Paese le
strategie della società svizzera Ferag, uno dei leader mondiali nella
fornitura di impianti di spedizione per l’industria dei quotidiani e dei
periodici.
A quattro mesi dall’insediamento ufficiale, Sandro Provera ha accettato di
rispondere alle domande di TecnoMedia sulle nuove strategie del Gruppo
svizzero nei confronti del mercato dei giornali quotidiani.
TecnoMedia (TM) – Dopo l’insediamento del nuovo Amministratore Delegato,
cosa sta cambiando nella organizzazione di Ferag Italia ?
Sandro Provera (SP) – Dal primo settembre Ferag Italia è l’unica societÃ
autorizzata alla vendita di sistemi Ferag nel nostro Paese. Noi crediamo
molto nel mercato dei quotidiani italiani, e per questo abbiamo iniziato un
programma di riorganizzazione interna proiettato ad una crescita che
dovrebbe portare entro i prossimi diciotto mesi Ferag Italia a poter
contare su una ventina di collaboratori a tempo pieno, contro gli attuali
undici: un programma di investimenti in risorse umane per mettere a
disposizione dei nostri clienti e di tutti gli editori e stampatori di
giornali italiani uno staff di professionisti in grado di garantire la
migliore qualità possibile nei servizi relativi ai sistemi Ferag ed alle
altre soluzioni tecniche che offriremo in qualità di integratori.
TM – Integratori ? Può spiegare meglio ?
SP – Certamente. Le nuove strategie internazionali decise dal Gruppo WRH
Walter Reist Holding Ag – la società finanziaria proprietaria della Ferag,
controllata dallo stesso “inventore” dei sistemi per il trasporto e la
spedizione dei quotidiani, Walter Reist – puntano sia in direzione del
perfezionamento e dello sviluppo di nuovi sistemi, in modo particolare
nell’area dell’inserimento, sia in direzione di una progressiva
integrazione dei nostri impianti con componentistica specializzata offerta
dalle più innovative società di tutto il mondo. Per consentire una
integrazione “su misura ” agli editori di diversi Paesi, la Holding WRH ha
deciso di lasciare facoltà alle consociate Ferag che operano in tutto il
mondo di stringere accordi con società locali per la integrazione di
componenti all’interno dei propri sistemi di base.
TM – Dunque gli investimenti previsti da Ferag Italia sono uno strumento
per attuare questa strategia?
SP – Esatto. L’investimento in risorse umane e la riorganizzazione e
razionalizzazione delle diverse funzioni aziendali, come amministrazione,
marketing, gestione ordini, gestione crediti, reporting e assistenza post
vendita, sono solo alcuni fra gli strumenti fondamentali per rendere ancora
più incisiva ed efficace la collaborazione fra Ferag Italia e gli editori e
stampatori di giornali quotidiani. La nuova organizzazione lascia comunque
inalterata la stretta collaborazione fra lo staff di Ferag Italia e le
strutture tecniche e logistiche della Casa madre, la Ferag Ag. I clienti
italiani continueranno a poter contare sulla integrazione fra specialisti
italiani e tecnici di provata competenza internazionale.
TM – Tornando a parlare di integrazione…
SP – Fino a due anni fa Ferag vendeva esclusivamente i propri prodotti. Ma
ci si è resi presto conto che i nostri clienti, sia nel settore commerciale
che editoriale, chiedevano sempre più spesso impianti per una gestione più
flessibile della sala di spedizione, dalle linee per la gestione abbonati
alle cellophanatrici ed impacchettatrici in linea. Per questa ragione Ferag
ha siglato accordi con primarie società del settore, a livello sia di
Holding che locale. In poco tempo si è arrivati ad un catalogo di soluzioni
integrate che spazia dalla componentistica per le attività di stampa –
sistemi per la movimentazione bobine o per il lavaggio dei caucciù – fino
alle linee per la gestione degli abbonati. Accanto alla divisione Sistemi
Ferag, incaricata della commercializzazione dei prodotti core business
della società , è così nata la divisione Trade, che ha l’obiettivo di
commercializzare le soluzioni integrate agli impianti di base.
TM – E Ferag Italia ?
SP- Ferag Italia si sta muovendo lungo questa direttrice. Parallelamente al
potenziamento della società abbiamo avviato una revisione della intera
linea dei prodotti offerti dalla divisione Trade.
TM – Potrebbe essere più preciso ?
SP – Circa un mese WRH, proprietaria di Ferag, ha stretto un accordo a
livello mondiale con Sitma, società italiana leader nei sistemi per linee
abbonati, cellophanatrici e ribal-te. L’accordo prevede la possibilità di
utilizzare e commercializzare con il proprio marchio tecnologie prodotte
dal partner . Si è creata una forte sinergia fra le due società , tant’è che
Sitma ha già concluso una serie di accordi con alcune filiali di Ferag in
diversi Paesi del mondo.
TM – E in Italia ?
SP – Nel nostro Paese esiste già una solida rete commerciale di Sitma.
Ferag Italia pertanto ha stipulato un accordo di agenzia in base al quale
commercializzerà le linee abbonati e le cellophanatrici Sitma in esclusiva
per l’industria dei quotidiani. Questo accordo, di grande importanza per
tutto il settore editoriale, si inquadra in una più ampia politica di
alleanze tecnologiche grazie alla quale Ferag Italia si propone al mercato
nella duplice veste di fornitore di impianti di base e di integratore di
soluzioni.
TM – A quali altri accordi si riferisce ?
SP – Ad un accordo con la Elettra, altra società italiana che produce
lavacaucciù; ad uno con la Lem relativo ai sistemi di movimentazione
bobine; e ad un altro accordo con King Press per rotative di basso costo.
In linea generale, nella riorganizzazione del portafoglio prodotti abbiamo
puntato sulle soluzioni a più alto valore aggiunto, dove più forte era la
presenza di tecnologia. Grazie a questa riorganizzazione Ferag può ora
offrire soluzioni interessanti anche al settore commerciale.
WRH aveva comprato alcuni anni fa la Metaverpa, società olandese leader nel
settore delle legatrici, che successivamente ha acquisito il nome Ferag
Verpakkingstechniek. Le filiali internazionali del Gruppo, fra le quali
naturalmente Ferag Italia, commercializzano tutta questa linea di prodotti,
per le quali esiste un mercato di notevole proporzioni specialmente nel
settore commerciale. Conseguenza immediata di queste alleanze è stata la
decisione di non dare più seguito ad alcuni accordi stipulati anni fa con
partner diversi, fra i quali l’olandese Buhrs-Zaandam.
TM – Secondo le stime di Ferag, quali saranno nei prossimi tre anni i
settori tecnologici di maggiore interesse nell’area della sala spedizione ?
SP – L’inserimento è ai primi posti fra le applicazioni per le quali
prevediamo significativi investimenti. In Paesi come Inghilterra e Germania
sono sempre più gli editori che hanno la tendenza a trasformare i
quotidiani in giornali multidorso, specializzando le sezioni tematiche con
l’obiettivo di arrivare alla stampa ed alla spedizione di quotidiani sempre
più personalizzati. La seconda specializzazione è in senso geografico: sta
prendendo sempre più piede il fenomeno della regionalizzazione del
quotidiano, ovvero la possibilità di offrire agli inserzionisti
pubblicitari un indirizzamento sempre più preciso, su base territoriale,
degli annunci pubblicitari. In una parola, i fornitori di impianti per la
spedizione sono chiamati a fornire soluzioni in grado di chiudere il
cerchio avviato nella prestampa dalla progressiva digitalizzazione di tutte
le componenti del giornale, pubblicità compresa: un “circolo virtuoso” che
punta alla stampa ed alla diffusione di quotidiani sempre più vicini a
gusti dei lettori e sempre più efficaci come strumenti per la comunicazione
pubblicitaria.
TM – Ed in Italia ?
SP – In Italia c’è la sensazione che si stia ancora aspettando qualcuno che
si avvii su questa strada. Ma, come abbiamo visto in anni recenti per il
colore e come sembra di vedere per altre aree, per esempio la trasmissione
on line della pubblicità , non appena qualcuno comincia a muoversi con
decisione, tutti gli altri seguono in un processo di progressiva
accelerazione. D’altra parte è comprensibile una certa prudenza, condivisa
anche da altri mercati internazionali. Ferag, da parte sua, ha acquisito un
importante know-how nella tecnologie dell’inserimento, grazie alla stretta
collaborazione con editori che operano in diversi mercati in tutto il
mondo, che ci mette oggi nella condizione di offrire soluzioni che tengono
conto della esperienza maturata in diversi contesti editoriali e
pubblicitari. Per esempio, è stato possibile mettere a punto la sezione per
l’immagazzinamento delle copie off-line, che è molto innovativa e
flessibile, perché può essere utilizzata sia per le attività di
inserimento, per le quali è stata progettata, sia come strumento per l’immagazzinamento temporaneo di copie in uscita dalla rotativa, razionalizzando i temp
i del cambio in macchina delle edizioni. L’obiettivo è quello di offrire
agli editori soluzioni che siano contemporaneamente molto avanzate in
termini di automazione, ma sufficientemente flessibili per adattarsi,
quando necessario, e diversi schemi organizzativi.
TM- Può precisare meglio ?
SP- Lo farò con un esempio. Ferag ha messo a punto un nuovo stacker,
denominato “quattro pack”, che riunisce in un unico dispositivo quattro
funzioni distinte: creazione del pacco, legatura, cellophanatura e
fascettatura. Quattro funzioni, che prima erano svolte da diversi
dispositivi assemblati lungo la linea del flusso di lavoro, oggi possono
essere concentrati in un unico strumento. La commercializzazione di questo
nuovo stacker inizierà a marzo, ma è già stato installato presso due
clienti, fra i quali un editore francese. Il ritorno alla lavorazione in un
blocco unico offre una maggiore velocità ed una superiore flessibilità ,
sempre in funzione della regionalizzazione di cui si diceva prima. I nostri
attuali stacker ABL sono modulari, e creano un pacco di giornali sempre
uguale. Se, per esempio, la dimensione del pacco è di 50 copie, l’editore
non può avere la necessaria flessibilità nel momento in cui deve inviare in
una certa area di diffusione un numero di copie frazionale, per esempio
240. Con la nuova soluzione “quattro pack” si possono determinare pacchi
con un numero preciso di copie, che escono dallo stacker già cellophanati
ed etichettati, pronti per la spedizione finale. Relativamente ad altre
soluzioni, che stiamo sviluppando con la stessa filosofia rivolta alla
flessibilità , non posso invece anticipare nulla.
