Tecnologia ATM per la teletrasmissione al Mirror Group di Londra

Negli
ultimi anni il Mirror Group di Londra, come molti altri grandi gruppi
editoriali, ha introdotto profondi cambiamenti e diversificato i propri
interessi, con il trasferimento della sede centrale a Canary Wharf, nelle
Docklands di Londra, con l’espansione delle attività alla televisione via
cavo e con l’acquisizione di numerose testate quotidiane. Oggi, oltre alla
sua testata principale, il Daily Mirror (2,3 milioni di copie giornaliere)
ed al domenicale Sunday Mirror (2,2 milioni), la società pubblica i
quotidiani Scottish Daily Record (680.000 copie), The Sporting Life, The
Belfast Newsletter, i domenicali Sunday Mail (804.000 copie) e The People
(1,7 milioni di copie). Il Mirror Group controlla inoltre la società
Midland Independent Newspapers, che pubblica i quotidiani Birmingham Post &
Mail e The Coventry Telegraph oltre ad una quarantina di settimanali, ed è
proprietaria della televisione via cavo Live TV con 2,1 milioni di abbonati.
Quello del Mirror Group è il tipico esempio di una azienda editoriale che
cambia per adeguarsi alle mutate condizioni del mercato dell’informazione.
Sino a pochi anni fa, infatti, nelle aziende editoriali i cambiamenti erano
rari e prevedibili, mentre oggi sono frequenti ed imprevedibili. Per essere
preparato a questo tipo di cambiamenti, un gruppo editoriale deve essere
flessibile: nelle sue strategie, nelle sue infrastrutture produttive e,
soprattutto, nella sua tecnologia di networking.
Circa due anni fa, il Mirror Group decise di cambiare la propria
infrastruttura di trasmissione dati e di creare una WAN (Wide Area Network)
basata su tecnologia ATM (Asynchronous Transfer Mode), una delle prime
realizzazioni di questo tipo in Europa, con l’obiettivo di ottimizzare i
flussi di comunicazione e la trasmissione delle pagine ai suoi sette centri
stampa satellite. Per gestire e controllare il flusso di pagine verso
questi siti, il Mirror Group ha investito circa un milione di sterline nel
sistema di fotocomposizione in rete APSCOM della AII (Autologic Information
International).
Il sistema sta funzionando benissimo da più di un anno ed ha consentito al
Mirror Group di potersi adattare al “cambiamento frequente e
imprevedibile”. Vediamo come.

Missione critica: la scelta della rete più adatta
Quando nel 1994 il Mirror Group si trasferì a Canary Wharf, utilizzava per
la trasmissione delle pagine il sistema Pressfax Hell su linee dedicate.
Circa un anno dopo il gruppo acquisì una quota azionaria del quotidiano
londinese The Independent e cominciò ad occuparsi anche della produzione di
questa testata. Nello scorso mese di marzo il Mirror Group ha venduto la
propria quota di The Independent alla Independent Newspapers of Ireland, ma
continuerà ad occuparsi della produzione della testata per altri cinque
anni.
Assieme alla quota di The Independent, il Mirror Group si trovò a dover
gestire un altro sistema di trasmissione, il sistema Scitex TP25. Entrambi
i sistemi erano guidati dai RIP Autologic SoftPIP. Questo flusso di
produzione basato su due sistemi paralleli si dimostrò ben presto costoso e
complicato. Inoltre nello stesso periodo il Mirror Group stava lanciando il
proprio canale televisivo via cavo, LIve TV. Il Mirror stava – per dirla in
linguaggio pokeristico – “aprendo al buio” sulle esigenze che il network
avrebbe dovuto soddisfare.
Peter Raettig, consulente dei sistemi editoriali per il Mirror Group, che
ha lavorato intensamente con Energis – il network provider ATM per il
Mirror – e con AII sull’installazione e sul collaudo del sistema,
sottolinea che “la riduzione dei costi e la possibilità di un maggiore
controllo e flessibilità sono state le motivazioni trainanti nel passare ad
una nuova architettura di network e all’APSCOM. Avevamo bisogno sempre più
frequentemente di collegare tra loro con protocollo TCP/IP i centri stampa,
il che comportava tempi lunghi e costi elevati.”
Dopo aver esaminato diversi tipi di connessione in rete, come SMDS
(Switched Megabit Data Services), o ISDN, che era già in uso al Mirror come
backup e per la ricezione della pubblicità, si optò per la tecnologia ATM e
per la società fornitrice Energis. ATM, considerato da alcuni il futuro
delle comunicazioni digitali, consente un’altissima velocità di
trasmissione ed è adatto ad applicazioni ad alta ampiezza di banda. Proprio
quest’ultima ha consentito al Mirror di comunicare facilmente con la
propria banca dati fotografica situata su un server a Watford, così come di
agevolare lo scambio di dati di vendita, logistici e di produzione tra i
diversi centri di produzione. Energis, pur essendo un nuovo attore per il
mercato editoriale, vantava già importanti clienti come la BBC e Boots, una
importante catena inglese di negozi.

Il collaudo nella “stanza umida”
Contemporaneamente all’avviamento del network ATM, il Mirror Group
installava e collaudava il sistema APSCOM. Nella primavera del 1996, lo
stabilimento di Warrington venne scelto come test site per il collaudo del
network e per mettere a punto la configurazione ottimale del sistema
APSCOM, soprattutto in considerazione del fatto che al momento ne erano
stati installati soltanto tre in tutto il mondo.
L’intero network venne praticamente riprodotto all’interno di una stanza:
cavi sul pavimento (il network Energis), box di ricezione e trasmissione
(APSCOM) e computer etichettati con i nomi dei vari siti remoti (Watford,
Canary Wharf, Oldham, etc.). Il sales manager di AII Roy Cowley, che ha
supervisionato il progetto in collaborazione con il team di sviluppo del
Mirror Group, scoppia a ridere nel ricordare la situazione: “Uno stanzone
caldo e umido, pieno di attrezzature elettroniche, nel quale erano
riprodotte le condizioni climatiche in cui sarebbero state utilizzate le
attrezzature. Si trattava della più grande installazione APSCOM mai
realizzata quanto a complessità e carico trasmissivo, ma della più piccola
quanto a…estensione geografica”.
Superare una prova difficile
Il test si svolse nell’arco di due frenetiche settimane, al termine dei
quali furono evidenti i vantaggi del nuovo network. Vantaggi che possono
essere sintetizzati come risposte a quattro domande:
1. In che modo il network gestiva i guasti di varia natura (problemi di
connessione, guasti dei router locali o remoti, etc.)?
I problemi venivano tenuti sotto controllo attraverso la rete di backup.
2. Come venivano affrontati i guasti dal software applicativo?
Nella maggior parte dei casi il software applicativo non notificava alcun
problema.
3. Qual era realisticamente la capacità trasmissiva di APSCOM? erano
corrette le valutazioni fatte sulla larghezza di banda?
La quantità di materiale trasmesso e l’utilizzazione della larghezza di
banda corrispondevano ai loro calcoli di previsione.
4. Potevano essere utilizzate le capacità multicast dell’APSCOM?
In questo caso la risposta è stata negativa. Il multi-cast è come un
broadcast ristretto: viene inviato un pacchetto di dati a un gruppo
multi-cast, e successivamente un router invia quel pacchetto a tutti i siti
appartenenti a quel gruppo. Il processo è sincrono. Il network progettato
al mirror è invece configurato con differenti larghezze di banda per
differenti siti, in base alle specifiche esigenze. Le connessioni tra i
siti sono una serie di PVC (Circuiti Privati Virtuali), e ciascuno ha la
possibilità di passare ad una larghezza di banda più elevata se il traffico
su altri circuiti lo permette. Questo significa che affinché il
multi-casting possa funzionare, l’APSCOM deve essere regolato in modo da
adeguare la velocità di trasmissione al collegamento più lento. Questo va
benissimo per le trasmissioni via satellite o con WAN costituite da linee
dedicate dove la larghezza di banda è la stessa per tutte le destinazioni,
ma non è adatto a questo tipo di network. L’effetto del multicasting era
che i siti più lenti non riuscivano a stare al passo con gli altri, e
necessitavano pertanto di ritrasmissioni, cioè di ulteriori dati che non
erano in grado di elaborare. In questo modo nel giro di pochi minuti
l’intero processo si avvitava in una spirale senza via di uscita.
La configurazione APSCOM adottata al Mirror Group crea una copia dei files
per ciascuna singola destinazione. La pagina viene inviata sull’APSCOM una
volta sola, è poi compito del sistema l’invio verso le destinazioni
richieste. La maggior parte delle trasmissioni sono indirizzate verso uno o
due – occasionalmente tre – siti.
Un tipico flusso di lavoro APSCOM per il Mirror è il seguente: le pagine
vengono compresse dai RIP AII in formato TIFF CCITT gruppo 4, quindi
passate a un server di trasmissione APSCOM. Successivamente vengono
trasmesse a un server di ricezione APSCOM in uno o più siti remoti. Lì
vengono decompresse e interfacciate ad un dispositivo di uscita.

L’installazione ed il completamento del sistema
Successivamente al collaudo a Warrington ed ad alcuni cambiamenti
intervenuti nel contratto con il centro stampa in Irlanda, nell’estate del
’96 l’APSCOM venne esteso molto velocemente. I primi due siti collaudati
furono quelli di Craigavon, nell’Irlanda del Nord (Mortons Newspapers) e di
Dublino nell’EIRE (Sunday Newspapers Limited), che stampano il Daily Mirror
e il Sunday Mirror. In entrambi i siti – configurati con interfacce
Pressfax e recorder Hell P210K – furono installati i ricevitori APSCOM. Per
la trasmissione delle pagine furono inizialmente utilizzate le linee ISDN,
per poi passare definitivamente al network ATM.
Il Mirror ha deciso di cominciare in Irlanda per poter meglio servire il
mercato di Dublino e dintorni. Utilizzare lo stabilimento di Belfast per
tutto il mercato irlandese creava infatti non pochi problemi: la distanza
stradale tra Belfast e l’area di Dublino non è infatti eccessiva, ma le
strade sono piuttosto disastrate e soprattutto ci sono parecchi posti di
blocco, per non parlare del fatto che nel 1968 lo stabilimento di Belfast
fu fatto saltare in aria da un attentato terroristico. L’utilizzo di un
centro stampa a Dublino ha permesso così di contenere i costi di
distribuzione e di migliorare la penetrazione sul mercato irlandese.
Successivamente ai due siti irlandesi, APSCOM è stato installato presso il
sito di Cardonald, in Scozia; quindi a Watford, a Oldham, a Northampton e a
Madrid in Spagna.
Watford è circa 45 chilometri a Nord della sede di Canary Wharf, ma per
arrivarci in auto può volerci anche un’ora e mezza. Ha senso quindi
impiantarvi un centro stampa satellite, soprattutto in considerazione che
vi vengono stampate tutte le testate del Mirror Group, comprese le 14
edizioni giornaliere del Daily Mirror. Il centro stampa di Watford utilizza
ben 12 rotative, dato il gran numero di copie stampate (circa un milione al
giorno), di edizioni e di zone geografiche: basti pensare che il Mirror
edita edizioni segmentate per aree servite da differenti stazioni
televisive, nonché edizioni aggiornate con i risultati di avvenimenti
sportivi svoltisi in tarda serata.

L’Hardware
L’APSCOM risiede su server Windows NT e su una base di dati SQL di
Microsoft. Le macchine usate per la trasmissione sono DEC Alpha 4100 con
sistema operativo NT 3.51, e sono situate due a Canary Wharf e una ad
Anderson Quay a Glasgow. Entrambi questi siti hanno anche un sistema di
backup completo. Il Mirror Group ha sviluppato un sistema di controllo
Intranet per l’APSCOM, che visualizza le informazioni provenienti dal
database APSCOM. I sistemi di trasmissione azionano un totale di 32
recorders di vario tipo (Agfa 7000, Linotype 500, Scitex Dolev 450L, Hell
P210K, Crosfield Wydnet) nei vari siti remoti.
Questo creò inizialmente dei problemi: ogni singolo server usato per la
trasmissione doveva controllare che tutti i 32 recorders con cui comunica
funzionino. Con il sistema configurato in questo modo, il server cercava di
effettuare la diagnostica e cercava di ricollegarsi, e questo portava via
un sacco di tempo. Con l’intervento dei progettisti software della AII il
problema fu risolto nell’arco di un paio di settimane.
Risolti questi fisiologici problemi di avviamento, il sistema ha funzionato
benissimo sin dal momento in cui, nel gennaio 1997, è stata completata
l’installazione, anche se in futuro dovranno essere cambiate alcune
configurazioni per ottenere benefici ancora maggiori.
Una caratteristica del sistema APSCOM, ad esempio, è la capacità di
effettuare l’accoppiamento delle pagine tabloid in modalità bitmap. Questa
modalità viene utilizzata soltanto nel centro stampa di Belfast, mentre nel
resto dei centri stampa utilizza ancora l’accoppiamento delle pagine in
formato PostScript.

I benefici del sistema
Stando ai dati forniti dal direttore tecnico David Jones, i costi di
trasmissione dati sono crollati drasticamente da quando è stato installato
il sistema, e si prevede che continuino a diminuire. Il Mirror trasmette
1.500 forme a notte da Canary Wharf, e il numero di separazioni trasmesse
da quando è stato installato il nuovo sistema è cresciuto del 35 per cento.
Ugualmente se non più importanti sono però la flessibilità e il controllo
del sistema: “La quantità di informazioni a nostra disposizione per
conoscere quanto sta accadendo – dice Jones – è aumentata enormemente. Non
solo il nostro staff tecnico è in grado di rispondere alle esigenze della
produzione, ma – cosa ben più importante – il nostro giornale è in grado di
rispondere più tempestivamente alle esigenze dei lettori. Il giornale sta
diventando un prodotto sempre più di nicchia, in grado di confezionare i
propri prodotti su misura in base ai desideri dei lettori, che richiedono
aggiornamenti sulle ultime notizie, come i punteggi delle partite di calcio
e le notizie locali. Gli inserzionisti pubblicitari, dal canto loro,
tendono a segmentare in maniera sempre più specifica il proprio target. Per
adeguarsi a queste richieste bisogna disporre di soluzioni flessibili che
consentano di cambiare rapidamente. Questo è quello che ci offre il
sistema.”
L’altra conclusione a cui è giunto il Mirror Group dopo la fase di rodaggio
del nuovo sistema è che l’adozione di sistemi di comunicazione sempre più
complessi richiede un maggior grado di preparazione dello staff tecnico, e
non solo di quello: “Il controllo reale sul network – conclude David Jones
– deve essere assunto dai responsabili aziendali al massimo livello. Il
sistema di comunicazione sarà infatti sempre più un elemento di importanza
critica per quei quotidiani che si pongono ambiziosi obiettivi di mercato”.

(© IFRA Newspaper Techniques 1998)