Parliamo di…

Il successo è stato
indubbio, ed il risultato complessivo ha risposto pienamente alle più
ottimistiche previsioni. Non si potrebbe definire altrimenti il consuntivo
di IFRA-ITALIA ’98, la prima edizione della conferenza che, d’intesa con la
FIEG e con l’ASIG, l’Istituto di Darmstad, ha deciso di promuovere ogni
anno nel nostro Paese allo scopo di mettere a confronto esperienze maturate
in realtà diverse e di saggiare il grado di ricettività del mercato
italiano sul versante dei fornitori e su quello degli utilizzatori.
Si trattava della prima esperienza (e, nella circostanza, gli interrogativi
erano più che giustificati); la stagione non si presentava la più propizia;
peraltro sono stati necessari sforzi non comuni per chiarire che
l’iniziativa non doveva confondersi con il rituale seminario, né con un
incontro teso unicamente all’approfondimento di problemi specifici. IFRA
ITALIA ’98 si presentava – e così sarà per gli anni a venire – come un
avvenimento unico nel suo genere; una sorta di verifica sulle esperienze
compiute in Italia e all’estero e, soprattutto, una analisi dettagliata per
meglio comprendere le metodologie adottate nell’introdurre e
nell’ottimizzare la innovazione. D’altra parte, il tema prescelto per le
giornate svoltesi il 2 e il 3 luglio scorsi a Milano non consentiva
equivoci: si trattava (e si tratta) di valutare l’utilizzo delle sempre più
sofisticate tecnologie della comunicazione quale opportunità per lo
sviluppo del prodotto editoriale.
La portata dell’avvenimento è stata, peraltro, ben compresa: oltre un
centinaio di dirigenti e di tecnici hanno seguito senza pausa i lavori; ed
oltre venti di essi – italiani e stranieri – hanno svolto documentate
relazioni ed hanno partecipato a tavole rotonde dove la citazione, il
particolare e la sottolineatura consentivano un ritmo più rapido.
Nulla è stato trascurato: dalla visione d’insieme sulle prospettive di
evoluzione del “Newsroom”, ai modelli più avanzati di comunicazione fra le
redazioni centrali e quelle decentrate, il cui peso crescente riflette
l’esigenza di una analisi più accurata sulla realtà del territorio.
Meticoloso il confronto tra le esperienze di impiego del computer to plate,
senza trascurare luci ed ombre di una tecnica d’avanguardia che richiede,
in ogni caso, scelte e programmi operativi rispondenti alla caratteristica
degli impianti utilizzati.
Le tavole rotonde, dal canto loro, hanno contribuito a mettere in evidenza
realtà superate ed ostacoli che permangono nella più estesa trasmissione
della pubblicità on-line; così come la seduta pomeridiana della seconda
giornata sul sistema distributivo ha ribadito ancora una volta quanti e
quali difficoltà, in Italia, continuino a frapporsi ad una libera e più
estesa circolazione del prodotto editoriale.
Temi importanti, quindi, affrontati con una formula ancora non del tutto
sperimentata, che vede tra i protagonisti i massimi responsabili delle
Associazioni e degli Enti che IFRA-ITALIA ’98 hanno voluto. Non a caso, per
due giorni, Günther W. Böttcher, amministratore delegato dell’IFRA, e Mario
Ciancio Sanfilippo, presidente della FIEG, hanno seguito da vicino ed hanno
stimolato le varie fasi del dibattito. Un impegno che costituisce, al tempo
stesso, una garanzia per il futuro: la premessa di un legame saldo e
continuativo per affrontare insieme, con chanches maggiori, la complessa
realtà che le aziende editoriali sono chiamate ad affrontare.
Carlo Lombardi