Nuovo primato per il Messaggero Veneto

Sono passati più
di due anni da quando, nel novembre del 1995, TecnoMedia ospitò un articolo
di Sandro Smerghetto, direttore tecnico del Messaggero Veneto, nel quale
venivano descritte le metodologie adottate per creare all’interno del ciclo
di produzione del quotidiano di Udine un “sistema qualità“, ovvero un
insieme inscindibile di organizzazione del lavoro, tecniche manageriali,
impiego di macchine e strumenti, atti a garantire il controllo su tutto il
processo produttivo, l’individuazione e la tempestiva correzione degli
errori, la definizione di parametri di riferimento e di margini di
tolleranza per le materie prime, i semilavorati ed i prodotti finiti.
L’iniziativa del quotidiano, spiegava l’articolo, nasceva da obiettivi
specifici molto concreti: in primo luogo migliorare la qualità di stampa
del giornale e soprattutto la resa del colore, attraendo con ciò una quota
maggiore di investimento pubblicitario; quindi ridurre al minimo gli
sprechi di materie prime (pellicole, lastre, carta) dovuti aerrori ed
inesattezze; e, infine, abbattere i maggiori costi originati dalla
ripubblicazione delle inserzioni pubblicitarie contestate dalle agenzie
pubblicitarie.
I primi risultati di questo sforzo, avviato alla fine del 1994, erano
evidenziati già nell’articolo: riduzione del 22% nell’impiego di pellicole,
lastre e prodotti chimici, e drastica diminuzione delle contestazioni sulla
qualità di stampa delle inserzioni a colori con relativa richiesta di
ripubblicazione dell’annuncio.
Lo sforzo compiuto dal quotidiano friulano non si è naturalmente esaurito
con questi risultati, ma è andato avanti, con un progressivo affinamento
delle tecniche e dell’organizzazione, sino a giungere oggi alla sua
naturale conclusione: il desiderio di arrivare entro la fine dell’anno alla
certificazione di qualità ISO 9002, la prima in Italia per una impresa
editrice e stampatrice di giornali quotidiani.
La realizzazione di tutti i passi necessari alla certificazione di qualità
richiederà infatti solo pochi mesi di tempo contro i diciotto-ventiquattro
mesi che costituiscono la media: chiara testimonianza della qualità del
lavoro svolto da quando, nel 1994, fu avviato, primo caso in Italia per
quanto riguarda l’industria dei quotidiani, un programma sistematico di
implementazione della qualità.

Una storia fatta di innovazioni
D’altra parte il Messaggero Veneto non è nuovo a primati di questo tipo,
anzi si può dire che l’attenzione per l’innovazione di processo e il
coraggio nello sperimentare nuove strade facciano parte dei cromosomi del
quotidiano friulano. Basti ricordare i due “record italiani” del
quotidiano, che fanno ormai parte della piccola storia dell’editoria del
nostro Paese: nel maggio del 1968 fu il primo giornale italiano a passare
alla composizione a freddo ed alla stampa in offset; dieci anni dopo,
nell’autunno 1978, fu il primo quotidiano italiano ad introdurre il sistema
editoriale in tipografia ed in redazione. Ma sono tante le testimonianze di
una continua attenzione per l’innovazione di processo che si traduce
naturalmente in innovazione di prodotto: per esempio il ricorso costante e
sistematico – sin dagli anni Settanta – alle immagini a colori, oppure la
rilegatura dei dorsi, che rende più agevole la lettura del giornale.
Questa costante attenzione ai nuovi processi tecnologici, unita al
fortissimo radicamento nel territorio di una testata che, con il suo nome
attuale, è nata il 5 maggio del 1946, ma che in effetti è la diretta
discendente del Giornale di Udine, sorto nel 1866 in corrispondenza con
l’unione del Friuli al Regno d’Italia, è tra le cause principali del
successo della testata e del gruppo editoriale che la controlla e che da
qualche anno ha acquisito anche l’altra grande testata della regione, Il
Piccolo di Trieste.
Qualche rapido dato ci aiuterà a meglio orientarci a tal proposito. Oggi il
Messaggero Veneto ha una diffusione media giornaliera di circa 65.000
copie, suddivise tra le tre edizioni di Pordenone (6.000 copie), Gorizia
(2.500 copie) e Udine (56.500 copie). La foliazione media oscilla tra 40 e
48 pagine, suddivise in due dorsi, il primo dedicato all’informazione
nazionale e il secondo alle notizie locali. La produzione complessiva
giornaliera varia tra le 55 e le 60 pagine broadsheet, con un carico
pubblicitario medio giornaliero che oscilla tra le 110 e le 120 colonne di
testo, pari al 25-30% del totale.
Ogni giorno vengono pubblicate dalle quattro alle otto pagine in
quadricromia: la prima e l’ultima pagina di ciascun dorso, più altre due
pagine aggiuntive all’interno di ciascun dorso.
La produzione viene effettuata con il sistema editoriale Hermes di Unisys,
in architettura client-server con circa ottanta stazioni di lavoro
installate, delle quali una sessantina tra la redazione interna e le
redazioni esterne. Le foto a colori vengono acquisite tramite scanner Arcus
Agfa (per le stampe) e Polaroid (per negativi e diapositive) e trattate con
Adobe Photoshop. Tutte le foto e i testi pubblicati vengono archiviati
utilizzando il sistema DocCenter di Unisys. Le foto in bianco e nero
vengono archiviate dopo il trattamento, mentre le foto a colori vengono
archiviate in formato RGB, prima dunque che da esse si ricavino le
quadricromie: in questo modo la foto potrà essere adattata più agevolmente,
in caso di ripubblicazione, alle mutate caratteristiche del sistema di
produzione (carta, inchiostri, pellicole, etc.).
Le pellicole vengono realizzate utilizzando fotounità Agfa 5000. Dopo aver
sperimentato per qualche tempo la retinatura stocastica, il Messaggero
Veneto ha adottato – primo tra i quotidiani italiani – la retinatura con
angolo a 45 gradi per tutte le selezioni colore. La rotativa MAN, oltre al
Messaggero Veneto, effettua la stampa in teletrasmissione de Il Sole 24
Ore, oltre alla stampa di vari settimanali, quindicinali e mensili.

Dalla qualità del prodotto alla qualità del processo
Si diceva sopra che l’implementazione del sistema qualità è nata
originariamente da un obiettivo molto concreto e specifico: migliorare la
qualità finale del prodotto. Questo è stato l’obiettivo al quale si è
dedicato Sandro Smerghetto sin da quando, nel 1993, ha assunto l’incarico
di direttore tecnico del giornale dopo aver maturato una significativa
esperienza nel settore grafico editoriale, presso il gruppo Elemond
(Electa, Mondadori, Einaudi).
Prima di affrontare nel concreto gli aspetti tecnici o organizzativi,
l’attività ha puntato alla creazione in tutti i dipendenti di una cultura
della qualità, ovvero sul coinvolgimento effettivo dei dipendenti, nella
consapevolezza che la maggior parte dei problemi che si presentano in fase
di produzione possono essere risolti positivamente quando ciascun operatore
è perfettamente integrato con il sistema nel quale opera, se conosce cioè
non soltanto “che cosa” sta facendo, ma anche “perché” sta facendo le cose
in un modo piuttosto che in un altro e quali sono gli effetti del suo
lavoro nella catena produttiva complessiva.
Per raggiungere questo obiettivo, grande importanza ha assunto la
formazione professionale: sono stati attivati corsi interni, dapprima
gestiti da tecnici esterni e poi gestiti direttamente dal personale del
giornale, sono state sfruttate a pieno le opportunità che si sono
presentate, come i corsi del “Progetto TECNA” organizzati da ASIG Service e
finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Grande importanza ha rivestito, sotto
questo aspetto, la vicinanza – culturale oltre che geografica – del
giornale con la scuola grafica “San Zeno” di Verona, centro pilota europeo
per le tecnologie grafiche, e la continua supervisione del progetto
“Sistema Qualità” effettuata dal professor Pietro Chasseur.
Altro passo fondamentale è stata la creazione, all’interno delle strutture
tecniche del giornale, di un dipartimento controllo qualità, composto da
operai provenienti da ogni reparto produttivo (8 persone) con un
responsabile che ogni due anni ruota (il primo è stato il signor Edi
Pascoletti mentre l’attuale è il signor Andrea Ceschia). Questo gruppo
opera sotto il diretto controllo del direttore tecnico e del suo vice
Renato Azzini. Compito del dipartimento è quello di analizzare le varie
fasi del flusso produttivo, di elaborare i parametri di tolleranza per le
materie prime in ingresso e per le attività di trattamento dei dati nelle
varie fasi della lavorazione, di effettuare i controlli periodici sugli
strumenti di produzione, di coordinare l’attività di formazione permanente
degli addetti.

Gestione della qualità
Dall’esperienza compiuta in quasi quattro anni di attività quotidiana sul
fronte del controllo di qualità emerge come elemento basilare quello che i
tecnici del giornale chiamano “fattore persona”: non serve a nulla
effettuare le misurazioni, definire i parametri, individuare i flussi
ottimali, se non si mettono gli operatori in grado di lavorare al meglio
attraverso la comprensione delle ragioni di ciò che stanno facendo, la
responsabilizzazione, il coinvolgimento nell’individuazione delle cause e
delle soluzioni ai problemi di produzione. Formazione costante e scambio
continuo di informazioni dal basso verso l’alto e viceversa si sono
rivelate, sotto questo aspetto, le strategie più adatte.
L’esperienza compiuta a Udine ha evidenziato, soprattutto nella fase di
avvio del programma di controllo di qualità, come l’esigenza di instaurare
nuove procedure operative in sostituzione di consolidate abitudini potesse
addirittura comportare un aumento dei tempi richiesti per le lavorazioni.
In seguito, tuttavia, questo “costo” è stato ripagato con ampi interessi,
in virtù dei risparmi ottenuti sugli sprechi di materie prime, della
riduzione delle pagine rilavorate per errori in produzione, del pressoché
totale azzeramento delle contestazioni da parte degli inserzionisti.
Altro capitolo importante riguarda i rapporti con i fornitori di materie
prime, e in primo luogo di carta o inchiostro. La strategia adottata in
questo caso ha puntato in primo luogo sull’instaurazione di rapporti
privilegiati di lunga durata: nello specifico, la carta viene fornita
pressoché unicamente dalle cartiere Romanello, mentre gli inchiostri sono
forniti nella quasi totalità dal gruppo Total. A questi fornitori non è
stato chiesto di adeguarsi a parametri di qualità fissati a priori dal
giornale: si è preferito invece chiedere ad essi campioni di materiali di
qualità “media” che essi erano cioè in grado di produrre con costanza nel
tempo e con limitato scarto tra i vari lotti di produzione. Su questi
campioni sono state effettuate delle prove di stampa e, alla fine, si sono
scelti i materiali che garantivano la resa migliore in base alle
caratteristiche dell’impianto produttivo del giornale.
Un sistema di questo tipo è basato su un rapporto di assoluta fiducia tra
fornitore e giornale: al Messaggero Veneto, sulla base degli accordi
convenuti, la carta manterrà sempre le medesime caratteristiche in termini
di grado di bianco, di capacità di assorbimento, di resistenza allo
strappo, mentre gli inchiostri saranno sempre all’interno di un ristretto
margine di tolleranza in termini di coprenza, viscosità, residuo solido,
colorazione del pigmento.
Per quanto riguarda la definizione dei parametri di produzione, si è
partiti…dalla fine, cioè dalla rotativa che, per sua natura, consente
interventi alquanto limitati sul risultato finale stampato. Sono state
effettuate tirature di prova di pagine test in condizioni ottimali,
misurando successivamente l’ingrossamento del punto (risultato mediamente
del 30%), e la capacità di resa del colore. Su queste basi, sono stati
individuati gli intervalli ottimali per quanto riguarda i singoli segmenti
produttivi, e in particolare il trattamento delle immagini a colori, la
pellicolatura, la formatura.
Per quanto riguarda più specificamente il trattamento del colore, a partire
dalla capacità della rotativa è stato individuato; in collaborazione con il
professor Chasseur dell’Istituto “San Zeno”, lo “spazio colore” del
giornale, ovvero l’intervallo di tinte che il sistema produttivo del
giornale è in grado di riprodurre con fedeltà, e si è messa a punto la
struttura delle selezione più adeguata, che si è vista essere la struttura
GCR (Grey Component Replacement), che consente di ridurre, rispetto alla
selezione tradizionale, la quantità totale di colore che si deposita sulla
carta, garantendo allo stesso tempo una maggiore incisività del disegno e
una migliore resa anche in presenza di inconvenienti tipici nella stampa in
rotativa, come i fuori registro o le fluttuazioni nella densità del colore
per effetto dell’instabilità del bilanciamento acqua-inchiostro.
I parametri così individuati sono stati tradotti in istruzioni per la
produzione delle separazioni, che vengono realizzati utilizzando il più
diffuso dei programmi per il trattamento delle immagini, Adobe Photoshop.
Il Dipartimento controllo qualità ha realizzato un manuale per gli
operatori dell’area di prestampa, nel quale sono riportate tutte le
operazioni da effettuare per la calibrazione dei monitor, la scelta della
terna inchiostri e della carta, la struttura della selezione.
A questo punto, definiti i parametri di produzione, è stato possibile
riportare all’esterno, verso gli inserzionisti pubblicitari, specifiche
chiare e univoche, il rispetto delle quali porta a risultati
qualitativamente accettabili e ripetibili, mentre viceversa il loro mancato
rispetto tutela il giornale rispetto ad eventuali contestazioni e richieste
di ripubblicazione. Oggi l’agenzia pubblicitaria o la fotolito che intende
pubblicare un annuncio sul Messaggero Veneto è tenuto a consegnare
pellicole negative, con l’emulsione sul lato inverso, con una struttura di
selezione GCR, con una lineatura di 60 linee per centimetro e una
angolazione di 45 gradi per il retino di tutte e quattro le selezioni.
L’attenta definizione dei parametri rimane lettera morta se non è
accompagnata da una costante vigilanza del rispetto di questi parametri e
della corrispondente calibratura degli strumenti di produzione. Il
Messaggero Veneto è il primo quotidiano italiano ad aver introdotto, quasi
fosse un elemento grafico di abbellimento, una scala di controllo sulla
prima pagina a colori del secondo dorso nella quale, con il densitometro,
ogni sera vengono rilevate, per ciascuna ripartenza di stampa, le densità
dei quattro inchiostri, unitamente ad altre variabili che possono influire
sulla qualità finale: viene tenuto sotto controllo il Ph, il grado di
conduttività e la temperatura dell’acqua usata nella soluzione di
bagnatura, e le percentuali di diluizione dell’additivo usato per
quest’ultima.
Ogni settimana tutti gli apparati di produzione vengono controllati: per le
fotounità, per esempio, viene controllata l’intensità del laser, la densità
di annerimento, se necessario vengono sostituiti i filtri, i chimici e
vengono effettuati i necessari interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria. Tutti i controlli e gli effettuati vengono riportati su un
modulo che viene firmato dall’addetto responsabile. Lo stesso avviene per
le espositrici delle lastre, per le sviluppatrici e per gli apparati
Pagefax con i quali vengono ricevute in teletrasmissione le pagine de Il
Sole 24 Ore.

La qualità, obiettivo strategico per l’industria
dei giornali
Entro la fine dell’anno verrà completata la certificazione ISO 9002 del
Messaggero Veneto, alla quale seguirà, entro breve tempo, quella de Il
Piccolo di Trieste.
I tempi richiesti dalla certificazione saranno assai più brevi rispetto a
quelli che sarebbero stati richiesti se l’azienda fosse dovuta partire da
zero, e ciò perché la certificazione giungerà a coronamento di una attività
in gran parte già realizzata.
Ancora una volta quindi il quotidiano friulano, come già per il passaggio
dalla composizione a caldo alla fotocomposizione, per l’adozione della
stampa in offset, per l’adozione del sistema editoriale, per l’uso
intensivo del colore, si pone all’avanguardia dell’innovazione tecnologica
ed organizzativa nel panorama italiano, e indica un tragitto ambizioso per
tutta l’industria dei quotidiani: il controllo di qualità come strumento
per razionalizzare il ciclo di produzione in funzione del miglioramento del
prodotto e della massima soddisfazione del cliente, che alla fine non può
che sfociare nel contenimento dei costi.