Ifra, tutti i numeri del “nuovo corso”
Si respirava aria di soddisfazione, giovedì 16 ottobre scorso,
nel corso della tradizionale conferenza stampa di consuntivo dell’Expo 1997
di Amsterdam. Le ragioni di questa soddisfazione stanno in primo luogo nei
numeri della manifestazione, esibiti con legittimo orgoglio da Günther
Böttcher, managing director dell’Ifra: i visitatori sono saliti a 11.717
contro i 10.286 dell’edizione ginevrina del 1996, le aziende espositrici
sono salite da 275 a 287, e i 16.209 metri quadri di quest’anno (in
crescita del 3% rispetto ai 15.718 dell’anno passato) sarebbero potuti
essere di più, senonché le dimensioni del padiglione espositivo hanno fatto
sì che una decina di espositori abbiano avuto meno spazio di quanto
richiesto, e alcuni tra gli “ultimi arrivati” si sono addirittura dovuti
accontentare del…loggione: per mancanza di spazio nel padiglione sono
stati ospitati infatti sul ballatoio al primo piano. E le prospettive per
le prossime edizioni sembrano assai incoraggianti: all’Expo del 1998, che
si svolgerà a Lione, ha già annunciato la propria partecipazione, per la
prima volta, anche la Microsoft.
Al di là della legittima soddisfazione per il positivo esito dell’Expo, che
ha invertito un trend negativo che durava già da qualche anno, la
conferenza stampa è stata l’occasione per fare il punto sulle attivitÃ
svolte e sui progetti per i prossimi anni dell’istituto di ricerca di
Darmstadt.
Nelle parole di Böttcher e nei prospetti finanziari dell’associazione si
coglie una nuova strategia dell’Ifra, che punta a rispondere
tempestivamente alle esigenze di un mercato mondiale dei quotidiani
profondamente diverso rispetto a cinque o dieci anni fa. Da un lato infatti
la costante tendenza alle fusioni ed acquisizioni editoriali ha provocato,
ed ancora più provocherà negli anni a venire, una diminuzione delle aziende
associate e, di conseguenza, delle quote associative; d’altro canto,
all’interno delle aziende editoriali è diminuita la disponibilità di uomini
e mezzi per la partecipazione agli eventi “tradizionali” dell’Ifra, come i
simposi multilingue, che troppo spesso in passato hanno fornito il fianco
alle critiche di chi li considerava troppo “astratti” nei temi e distanti
dai problemi concreti delle aziende – società editrici e fornitori di
tecnologie – che non facevano parte del “nocciolo duro” tedesco
dell’associazione.
La risposta del nuovo management dell’Ifra a questa sfida è stata quella di
qualificare e modulare i servizi in modo da avvicinarli – anche dal punto
di vista geografico – alle esigenze dei soci. Da qui la costante
diminuzione – a parte l’Expo di ottobre – degli “eventi globali”: in
pratica è sopravvissuto soltanto il simposio “Beyond the printed world”,
che tuttavia dall’edizione del 1997 in avanti verrà co-organizzato con la
World Associations of Newspapers. E’ invece cresciuto in maniera evidente
il numero di iniziative “locali”, nelle quali il consolidato know-how
dell’Ifra si incontra con le specifiche realtà delle singole nazioni o aree
geografiche.
Ecco quindi l’apertura di uffici a Stoccolma, Singapore, Parigi e Londra,
con la creazione di due comitati tecnici locali di supporto
all’organizzazione di eventi specifici rispettivamente per la Scandinavia e
i paesi asiatici; ecco la cooperazione con associazioni nazionali, come la
Naa negli Stati Uniti, l’Aede in Spagna, la Gcr in Francia e, per l’Italia,
l’Asig; ecco ancora l’organizzazione di eventi locali, come l’Anpe/Ifra
Congress Expo di Kuala Lumpur o la UK Publishing Conference di Londra,
oppure la partecipazione a esposizioni locali, come il NewsTec di Brighton
o il recente NewComm di Bologna, dove l’Ifra è stata presente in uno stand
congiunto con Asig Service.
Un altro tassello di questa strategia di “avvicinamento” dell’Ifra alle
aziende associate consiste nella possibilità , che sarà resa operativa nei
prossimi mesi, di accedere alle banche dati dell’InfoCenter Ifra, residenti
su database Oracle e LotusNotes. Ogni socio Ifra avrà a disposizione una
password con la quale, tramite Internet, potrà accedere all’enorme
patrimonio di ricerca accumulato nel corso di anni di attivitÃ
dall’Istituto di Darmstadt.
Tra i dati che verranno messi a disposizione dei soci ci sarà anche
l’intero database di Ines, la società controllata che studia gli sviluppi e
le applicazioni di editoria elettronica dei quotidiani, le cui attività , a
partire dal 1 gennaio 1998, confluiranno in Ifra. La ragione di questo
accorpamento risiede nella convinzione che l’attività di editoria
elettronica costituisca ormai per le imprese editoriali parte integrante
del core business e non più una appendice marginale dell’editoria
tradizionale su carta.
Altro punto fermo della strategia Ifra dei prossimi anni è il
consolidamento e rilancio del tradizionale Congress-Expo di Ottobre, che
nelle ultime edizioni aveva mostrato qualche segno di declino ma che
quest’anno, come dimostrano le cifre sopra riportate, ha invertito la rotta
ed è tornato a crescere. Alle sorti dell’Expo, d’altra parte, è legata a
filo doppio la stessa sopravvivenza dell’Ifra, dal momento che da esso
l’istituto ricava poco meno della metà del suo fatturato annuale.
Le prossime edizioni dell’Expo si svolgeranno a Lione nel 1998, nuovamente
ad Amsterdam nel 1999, a Stoccolma nel 2000 e a Ginevra nel 2001, rompendo
in questo modo la tradizione che voleva la manifestazione ospitata negli
anni dispari dalla capitale olandese, che ha ospitato la manifestazione per
ben undici delle sue ventotto edizioni. Le ragioni di questa scelta sono di
natura eminentemente economica: “gli svizzeri hanno imparato la lezione”,
ha detto il managing director dell’Ifra, facendo intendere che le
condizioni offerte dal quartiere fieristico ginevrino sono risultate di
gran lunga più convenienti rispetto a quelle del Rai-Gebouw di Amsterdam.
Lo sforzo di rinnovare l’immagine ed i servizi di Ifra per adeguarli alle
mutate esigenze dell’industria dei quotidiani si riflettono anche nel
rinnovato management dell’organizzazione. Da quando, nel 1995, Böttcher ha
preso il posto di Fred Burkhardt, andato in pensione, molti dei nomi
“storici” dell’Ifra hanno lasciato l’organizzazione, e non sempre in
maniera indolore: non è passato inosservato, nel bilancio Ifra 1996
approvato poche ore dopo la chiusura della conferenza stampa, il
significativo incremento delle spese legali per cause intentate da
dirigenti che hanno lasciato la società .
Nello stesso tempo, volti nuovi si sono affacciati ai “posti di comando”,
come Bernard Monnier, francese, responsabile dello sviluppo internazionale
dell’organizzazione e gran tessitore di tutti gli accordi di partenariato
di Ifra con organizzazioni, società , associazioni di categoria di tutto il
mondo, e Jamie Davis, americana, responsabile dell’Expo e della pubblicità ,
alla quale va buona parte del merito per il successo dell’edizione 1997.
Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre annunciato ufficialmente
un accordo tra Ifra e Apple Europe. L’accordo, ha sottolineato Böttcher, è
nato dall’esigenza di creare un più intenso e sistematico scambio di
informazioni tra la società di Cupertino e l’industria dei quotidiani, con
l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare gli ingenti investimenti che gli
editori di quotidiani hanno effettuato e continuano ad effettuare sui
prodotti con il marchio della mela. Un primo saggio di questa nuova
strategia si è avuto con l’incontro-dibattito su “La pérénnité des
solutions Apple pour la Presse”, organizzato congiuntamente da Ifra ed
Apple France all’interno dell’Apple Expo di Parigi, svoltosi dal 17 al 21
settembre scorso.
L’ultima parte della conferenza stampa è stata dedicata ad una discussione
informale tra i giornalisti e il management dell’Ifra su due vere e proprie
“emergenze informatiche” che stanno per abbattersi sull’industria dei
quotidiani come su tutti gli altri settori industriali; la prima, che
riguarda soltanto i Paesi che entreranno nell’accordo europeo sulla moneta
unica, riguarda il cambiamento dei sistemi di contabilità dalle valute
locali all’Euro, compreso il periodo transitorio durante il quale in ogni
Paese ci saranno due valute. La seconda emergenza, di portata mondiale,
riguarda il cambiamento della data con il passaggio all’anno Duemila, che
rischia di mandare in tilt i sistemi informatici, e sono la maggioranza di
quelli attualmente installati in ogni settore industriale, incapaci di
riconoscere se il doppio zero che indicherà l’anno si riferirà al 2000 o al
1900.
Su questo gigantesco problema il ruolo di una associazione come Ifra non
può andare molto al di là dell’allertare i propri soci, come è stato fatto
in più occasioni, sull’urgenza del problema e sulla scarsità del tempo a
disposizione per risolverlo; ma d’altra parte, come ha concluso Böttcher
citando una analisi effettuata da Ibm, “se anche tutte le risorse di
programmazione attualmente disponibili sulla Terra si dedicassero a tempo
pieno al problema dell’anno Duemila, il tempo restante da oggi alla fine
del millennio non sarebbe già sufficiente”.
