L’esperienza del computer to plate al Dolomiten di Bolzano

Il Dolomiten, quotidiano in lingua tedesca dell’Alto Adige,
edito dalla AthesiaDruck di Bolzano, ha adottato un sistema di computer to
plate (CTP) per la produzione diretta delle lastre per la stampa in offset.
Dopo poche settimane di funzionamento, il sistema è già a regime per il
100% del fabbisogno giornaliero; il passo successivo sarà l’impiego del CTP
anche per la realizzazione del supplemento a colori del venerdì – Dolomiten
Magazine – e degli altri inserti diffusi con il quotidiano.
I direttori dell’area pre press dell’AthesiaDruck, Toni Kofler ed Andreas
Tatz, hanno accettato di raccontare ai lettori di TecnoMedia gli aspetti
salienti di questa realizzazione, un’esperienza di estremo interesse e di
grande attualità per tutta l’industria editoriale.

Pubblicità digitale, la frontiera del CTP
Il Dolomiten viene publicato sei giorni alla settimana – dal lunedì al
sabato – con una diffusione media di 55.000 copie, che arriva alle 80.000
nella giornata di venerdì, quando esce abbinato al supplemento Dolomiten
Magazine. Il quotidiano ha un’unica edizione, una foliazione media compresa
fra le 40 e le 44 pagine, è diviso in quattro dorsi tematici – Politica,
Attualità Sud Tirolo, Valli e Bolzano, Sport – ed utilizza il colore in
modo molto esteso, sia nella parte redazionale che per la pubblicità. Il
mercoledì il quotidiano esce con allegato un supplemento economico
finanziario, il Wirtschaftskurier, anch’esso a colori su carta salmone. Il
Dolomiten può contare su un numero di lettori di tutto rispetto, oltre
210.000 secondo l’ultima indagine commissionata dall’editore e, caso
assolutamente singolare nel panorama della stampa italiana, su un
elevatissimo numero di abbonamenti, circa il 60 per cento.
Per quanto riguarda l’organizzazione produttiva, da molti anni il Dolomiten
ha avviato la videoimpaginazione integrale di tutta la parte redazionale.
Il sistema installato – GoodNews della Tera – consente di assemblare a
video tutte le sezioni del giornale. Le 5 redazioni distaccate, Bolzano
centro, Merano, Silandro, Bressanone e Brunico, provvedono ad inviare le
pagine locali già complete nella parte redazionale, con titoli, testi ed
immagini impaginate.
Quando si è cominciato a lavorare al progetto per l’introduzione del
computer to plate (CTP), è apparso subito chiaro che la frontiera sulla
quale operare era la pubblicità, punto di forza dei bilanci dei quotidiani
di tutto il mondo ed anello debole nella catena digitale della produzione.
Perché il progetto CTP potesse partire, era necessario, secondo i calcoli
elaborati, che almeno un 70% delle pagine del quotidiano fosse interamente
prodotto in formato elettronico: al di sotto di quella percentuale,
l’introduzione dell’impressione diretta delle lastre non avrebbe avuto
molto significato.
Pertanto, il Dolomiten ha deciso di avviare, con decisione, la progressiva
integrazione della pubblicità, classificata e tabellare, nella catena
digitale di produzione quotidiana, concentrandone la realizzazione nella
sede centrale. Per fare questo, è stata coinvolta, fin dall’inizio, la
concessionaria del quotidiano per la pubblicità locale, con l’intento di
realizzare una organizzazione del lavoro che, supportata da un layout
industriale su misura, garantisse il massimo della flessibilità. E’ stato
deciso di mantenere contemporaneamente in funzione diverse opzioni: gli
addetti della concessionaria, una volta raggiunto l’accordo con il cliente,
possono inviare le necessarie informazioni produttive alla sede centrale o
attraverso una semplice telefonata, o via fax o, se necessario, attraverso
un collegamento da Pc portatile a server centrale. La scelta dipende dalla
dimensione dell’annuncio, dalla complessità, dai tempi che intercorrono fra
l’ordine e la pubblicazione e dagli accordi con il cliente stesso. Quando
le informazioni arrivano in sede, gli addetti provvedono alla creazione ed
alla impaginazione della pubblicità. Il Dolomiten ha avviato anche
un’opera di sensibilizzazione nei confronti delle agenzie e delle fotolito,
per favorire l’invio della pubblicità on line, attraverso collegamenti su
rete ISDN. I risultati sono stati di segno diverso: qualche operatore si è
reso disponibile, qualcun altro meno. Non volendo, in questo secondo caso,
rinunciare alla inserzione pubblicitaria, itecnici del Dolomiten hanno
puntato sulla flessibilità tecnologica, decidendo di dotarsi di un
sofisticato scanner per la deretinatura dei fotoliti, un EskoScan 2024S
Eskofot della Agfa Gevaert, fornitrice anche di tutte le altre componenti e
dei materiali di consumo per la soluzione CTP adottata. La macchina,
equipaggiata con un software specializzato installato su una workstation
Pentium NT, consente di lavorare su originali con una tolleranza di errore
nel posizionamento dell’originale fino al 10%.
Questa organizzazione del lavoro, supportata da un significativo
investimento nella tecnologia per l’acquisizione di originali su supporto
fisico, consente di fatto la lavorazione in digitale di ogni tipo di
pubblicità, in attesa che tutte le agenzie si convincano che il valore dei
risparmi derivanti dall’invio di files su rete ISDN rispetto ai
tradizionali corrieri oltrepassi i ricarichi sui clienti nella
realizzazione di impianti pubblicitari.

Dal computer alla lastra
Man mano che le pagine vengono chiuse, il personale tecnico dell’area di
pre press provvede ad inviarne i file, attraverso una rete in fibre
ottiche, all’unità CTP, un Agfa Polaris 120, pilotato dalla versione 2.0
del Rip Taipan, sempre della stessa società fornitrice, installato su una
piattaforma Windows NT. Il sistema provvede alla rasterizzazione ed alla
impressione e sviluppo delle lastre alla velocità di una ogni 30 secondi.
Il Dolomiten stampa numerose pagine a colori, ed il carico produttivo medio
è fra le 80 e le 120 lastre a notte. Il CTP installato consente un notevole
risparmio sui tempi di preparazione delle lastre – circa il 75% – dal
momento che con il sistema tradizionale a pellicola una quadricromia
completa richiedeva dai 15 ai 20 minuti.
La produzione delle lastre dura, mediamente, dalle dieci a mezzanotte: è lo
stesso personale di rotativa che si occupa di estrarle dalla sviluppatrice
e di effettuare un’ultima verifica prima di montarle sulla rotativa. Il Rip
Taipan consente anche la previsualizzazione del file a schermo, sia nella
versione definitiva della pagina, sia nella scomposizione dei diversi
colori. Non è invece possibile aprire il file per correggere eventuali
errori all’ultimo minuto, e per questo la direzione tecnica ha istituito un
certosino controllo visivo di qualità tipografica, nel quale, fin dalle
prime prove, sono stati coinvolti tutti i responsabili tecnici di settore,
a cominciare dai dirigenti.
Fra sezione redazionale ed inserti pubblicitari, è stato calcolato che il
Rip possa trovarsi a processare anche più di 1.000 diverse famiglie di
caratteri: un carico decisamente notevole anche per un software oltremodo
sofisticato. La possibilità di errori da parte degli operatori e
l’eventualità di qualche sbavatura tecnica a livello di software sono
sempre in agguato, e per questo motivo, accanto al controllo di qualità, la
direzione tecnica ha istituto una completa linea di back-up, sfruttando le
tradizionali, ed ultra-collaudate, fotoplotter con uscita in pellicola,
SelectSet 7000 e Avantra 44S. Nel caso in cui, per qualsivoglia ragione,
sia impossibile stampare una lastra, i responsabili pre press inviano il
file sulla linea di back-up, dove è possibile l’uscita in pellicola sulle
fotoplotter da anni in uso al Dolomiten. La configurazione di questo
sistema a doppio binario, CTP e linea di back up tradizionale, è stata
possibile grazie all’impiego di plotter di uscita pilotati dallo stesso Rip
Taipan. Questa soluzione è la chiave di volta che consente di produrre in
assoluta tranquillità, dal momento che un solo Rip garantisce la
rasterizzazione dei file su più linee produttive.
Il CTP in funzione al Dolomiten produce ormai il 100% del quotidiano. Le
lastre che, per qualunque esigenza produttiva, devono essere prodotte in
fotocomposizione, vengono avviate direttamente all’interno della linea di
back up.
Il Rip Taipan che pilota il Polaris consente la creazione di un back up
automatico di tutti i files processati così che, se si rende necessaria la
ristampa di una lastra, l’operatore si limita a selezionare a video ilfile
e a riavviare l’intero processo, senza dover ritornare al server del
sistema editoriale. Per il controllo delle bozze si utilizza, al momento,
una stampante A3 in bianco e nero. Un ulteriore perfezionamento del
sistema, in termini di controllo di qualità, avverrà non appena i tecnici
dell’AthesiaDruck avranno individuato una stampante a colore, in formato
A3, con le necessarie caratteristiche di qualità ed affidabilità e,
soprattutto, in grado di poter essere pilotata dal medesimo Rip Taipan.
In fase di progettazione il Dolomiten ha tenuto conto della riduzione di
personale conseguente alla introduzione del CTP. Nessuno è stato
licenziato: i tempi dell’innovazione hanno coinciso con il pensionamento di
alcuni poligrafici, mentre altri sono stati prontamente riqualificati in
altre aree produttive.

L’esperienza insegna
La decisione di introdurre un sistema CTP è una scelta, prima che
tecnologica, organizzativa, che coinvolge in egual misura poligrafici ed
addetti all’area commerciale della concessionaria di pubblicità locale.
Solo con la la piena e convinta collaborazione delle due componenti è
possibile sviluppare una organizzazione del lavoro ed un layout tecnologico
tali da garantire la completa digitalizzazione del prodotto senza che
questa vada a scapito di eventuali inserzionisti che desiderino continuare
ad inviare la pubblicità su supporto fisico.
Per quanto riguarda i rapporti con il fornitore di sistema, la scelta fra
il fornitore unico di tutte le componenti o fra un pool di aziende che
forniscano prodotti da integrare è una decisione funzionale al layout
industriale finale. L’individuazione del rip come componente centrale di
una catena produttiva costituita da un doppio binario parallelo, CTP e
fotocompositrice tradizionale, ha finito, in questo caso, per privilegiare
il fornitore unico.
Essenziale, almeno nell’esperienza del Dolomiten, è stato lo sviluppo di un
circuito di controllo di qualità, per contenere al minimo gli errori
tipografici, sempre possibili all’atto dell’introduzione di nuove
tecnologie che incidano profondamente sull’organizzazione del lavoro.
Ma da un punto di vista economico, il CTP è conveniente? L’esperienza
avviata al Dolomiten consente alcune osservazioni. Il CTP va certamente
valutato per quello che rappresenta all’interno di un’azienda editrice e
stampatrice: una tecnologia che incide in misura globale sull’intero
processo produttivo, che va quindi valutata alla luce dei diversi
costi/benefici che si verificano in tutti i settore che va a influenzare.
Nel complesso, i primi risultati sono positivi, pur nella consapevolezza
che, oggi, i materiali di consumo primari – il Dolomiten utilizza le lastre
Lithostar – costano di più rispetto a quelle impiegate nella linea di
produzione tradizionale. Fermarsi a questa considerazione, tuttavia, non
sarebbe corretto. Un investimento come il CTP va valutato alle luce delle
dinamiche previste nel medio e lungo periodo, ed in questa ottica è
possibile prevedere risparmi a fronte di prevedibili aumenti del costo del
lavoro e, in prospettiva, una diminuzione del costo dei materiali di
consumo e delle tecnologie impiegate, man mano che il loro impiego si
diffonderà presso altre realtà produttive, come insegna, senza eccezioni,
l’esperienza dell’industria grafica ed informatica in tutto il mondo.
I ritorni, che pure oggi non mancano, saranno sempre più sensibili con il
passare degli anni. Una prospettiva di estremo interesse per qualsiasi
azienda, ed un ottimo auspicio per la AthesiaDruck, società editrice del
Dolomiten, che proprio in coincidenza con l’esordio del CTP ha festeggiato
l’anniversario dei primi novant’anni di attività.
(in collaborazione con Toni Kofler ed Andreas Tatz,
direttori tecnici area PrePress della AthesiaDruck)