Rotative offset keyless: tecnologie, mercati, prospettive
Ridurre le copie di scarto, abbattere i tempi di avviamento e
di ripartenza, limitare al massimo i fermi per manutenzione, semplificare
la gestione e ridurre il personale necessario per la conduzione della
rotativa; e, nello stesso tempo, stampare più colore, con qualità elevata,
con elevata flessibilità nelle foliazioni ottenibili e nel posizionamento
delle pagine a colori.
Queste sono, in estrema sintesi, le richieste che i produttori di rotative
per quotidiani si sentono rivolgere da editori e stampatori nel momento in
cui si trovano a discutere di nuove installazioni o dell’ammodernamento di
impianti esistenti. La sensazione che si avverte nettamente è che la
tecnologia offset tradizionale, che detiene saldamente il primato tra i
sistemi di stampa dei quotidiani, abbia raggiunto la piena maturità in
termini di performance ottenibili, e che gli utenti comincino a chiedersi
come unire alla qualità di stampa dell’offset una maggiore economicitÃ
complessiva di esercizio della rotativa.
Una delle possibili risposte a questa esigenza è rappresentata
dall’inchiostrazione keyless, ovvero dall’eliminazione delle viti che, nel
sistema di stampa offset, regolano lo spessore del film di inchiostro che
viene trasferito sulla forma di stampa e, da questa, sul cilindro
impressore. Si tratterebbe in qualche misura di un ritorno all’antico,
visto che il primo sistema di inchiostrazione meccanico, messo a punto da
Friedrich Koenig due secoli or sono, non disponeva di viti di
inchiostrazione, ma utilizzava un semplice pistone di legno per regolare lo
spessore del film di inchiostro sul rullo di inchiostrazione.
I vantaggi legati all’eliminazione delle viti di inchiostrazione sono
evidenti: riduzione delle regolazioni, minor numero di parti da sottoporre
a pulizia e manutenzione, maggiore flessibilità nel cambio delle edizioni e
della posizione delle pagine a colori, e così via. Lo svantaggio principale
è legato alla difficoltà di regolazione del film di inchiostro, che rende
assai difficile la variazione della densità dell’inchiostro sulla base dei
grafismi contenuti nelle differenti pagine del giornale. Queste difficoltÃ
non hanno comunque impedito a importanti società editoriali di investire
nel sistema keyless; un esempio per tutti è il Washington Post, che nel
maggio 1995 ha firmato un ordine di otto rotative keyless Mitsubishi per un
valore complessivo di 250 milioni di dollari, scatenando una battaglia
legale che abbiamo ricostruito nel riquadro a pagina 29.
L’offset keyless, dunque, costituisce ormai una soluzione ampiamente
sperimentata, che può costituire una valida alternativa all’offset
tradizionale per situazioni di stampa con elevati volumi di produzione, la
cui primaria esigenza è quella di ridurre i tempi morti
(avvii-ripartenze-manutenzioni) e di contenere i costi legati agli scarti
di produzione ed alla manodopera. In occasione del Nexpo di New Orleans,
TecnoMedia ha svolto una inchiesta tra i maggiori produttori mondiali di
rotative offset a doppia larghezza per quotidiani: due tedeschi (KBA e MAN
Roland) due giapponesi (Mitsubishi e TKS), uno svizzero (WIFAG) e uno
americano (Goss Graphic Systems).
Corsa breve o corsa lunga? Sistemi keyless a confronto
Una prima distinzione che è possibile introdurre tra questi produttori
riguarda il sistema di inchiostrazione keyless: in estrema sintesi, i
produttori europei adottano un sistema cosiddetto “a corsa breve” (short
train keyless inking), il produttore USA e i produttori giapponesi un
sistema “a corsa lunga” (long train keyless inking). Riportiamo di seguito
le principali caratteristiche di ciascun sistema; i numeri tra parentesi
corrispondono alla legenda dello schema riportato a pagina 31.
I sistemi keyless della KBA e della MAN Roland sono basati sul cilindro di
inchiostrazione anilox, ovvero un cilindro rivestito di acciaio cromato o
di materiale ceramico, sul quale sono state incise microscopiche cellette,
che viene irrorato di inchiostro da uno spruzzatore. Ad ogni rivoluzione
del cilindro una racla asporta dalla superficie del cilindro anilox
l’inchiostro in eccesso. Dal cilindro anilox l’inchiostro viene trasferito,
tramite un cilindro di inchiostrazione, sulla forma di stampa offset e, da
questa, sul caucciù stampante.
I sistemi dei due produttori tedeschi si differenziano per aspetti
secondari, come la posizione della racla e la presenza, nella
configurazione della KBA, di due cilindri-tampone (6) che consentono lievi
regolazioni della densità dell’inchiostro. In linea generale, tuttavia, nel
sistema anilox utilizzato da KBA e MAN Roland l’unica possibilità di
intervento per variare i risultati di stampa consiste nell’aumentare o
diminuire la diluizione dell’inchiostro.
La KBA offre tre modelli con sistema di inchiostrazione keyless: la
Anilox-Colora (doppia larghezza-doppio sviluppo, velocità massima 70.000
copie/ora), la Anilox-Express (doppia larghezza-doppio sviluppo, velocitÃ
massima 75.000 copie/ora), e la Anilox-Commander (doppia larghezza-doppio
sviluppo, velocità massima 85.000 copie/ora). La MAN Roland offre il
sistema anilox come opzione alternativa rispetto al sistema tradizionale
sui due modelli di fascia alta della propria produzione: la Geoman (doppia
larghezza-doppio sviluppo, velocità massima 70.000 copie/ora), e la
Colorman (doppia larghezza-doppio sviluppo, velocità massima 85.000
copie/ora)
Il sistema keyless della WIFAG, denominato USIS (Ultra Short Inking
System), è simile a quello utilizzato da MAN Roland e KBA, ma se ne
distingue per due caratteristiche fondamentali:
* il cilindro di inchiostrazione (4) non è anilox, ma gommato;
* la racla (3) è basculante (“swinging”) ed è divisa in quattro segmenti,
ciascuno dei quali regolabile separatamente.
Il vantaggio del sistema USIS rispetto al tradizionale rullo anilox in
acciaio cromato o materiale ceramico dovrebbe risiedere (usiamo il
condizionale perché il sistema non è ancora entrato in funzione) nella
maggiore possibilità di intervento sulla quantità di inchiostro rilasciata
al rullo di inchiostrazione, grazie alla racla basculante e segmentata, la
cui pressione sul rullo può essere graduata. Poiché la racla è suddivisa in
quattro segmenti, è possibile regolare lo spessore del film di inchiostro
al livello di ogni singola pagina.
Il rivestimento gommato del cilindro di inchiostrazione, a causa degli
attriti con la racla, tende a dilatarsi durante la stampa; per fare fronte
a questo problema, è stato introdotto un sistema di monitoraggio
elettronico che ad ogni rivoluzione del cilindro controlla e mantiene
costante la posizione del cilindro stesso rispetto al cilindro portalastra.
Eventuali micromovimenti dell’intero cilindro di inchiostrazione per
ristabilire il contatto ottimale con il cilindro portalastra sono resi
possibili dalla tecnologia shaftless, ovvero dall’assenza di alberi di
trasmissione del movimento dei cilindri.
Il sistema USIS è attualmente disponibile come opzione rispetto
all’inchiostrazione tradizionale soltanto sulla rotativa WIFAG OF 570 GTD
(Gearless Transmission Drive) a doppia larghezza e doppio sviluppo.
Il sistema di inchiostrazione keyless utilizzato dalla Goss, denominato
Positive-Feed Keyless Inking, è completamente diverso rispetto ai sistemi
“a corsa breve” utilizzati dai produttori europei: nel sistema Goss,
infatti, l’inchiostrazione avviene utilizzando un modulo, denominato
ColorFlow (1), che utilizzando una serie di pompe ad ingranaggi collocate
in linea trasferisce al treno di inchiostrazione la quantità di inchiostro
effettivamente richiesta dai grafismi delle singole pagine.
Il sistema Goss, pertanto, utilizza lo stesso treno di inchiostrazione
utilizzato dalle rotative con sistema di inchiostrazione tradizionale, con
l’inserimento del modulo keyless ColorFlow al posto del sistema
tradizionale e senza la necessità di altre modifiche alla struttura del
gruppo di stampa. Il modulo ColorFlow, se le esigenze di produzione lo
richiedono, può essere rapidamente estratto e sostituito con un altro
modulo: ciò può essere particolarmente utile nel caso di cambiamenti di
edizione che richiedono un diverso spiegamento in macchina delle pagine a
colori.
La Goss offre il sistema ColorFlow come uno dei tre sistemi di
inchiostrazione disponibili, a scelta del cliente, sull’intera gamma di
rotative offset Goss, comprese quelle a singola larghezza. Gli altri due
sistemi di inchiostrazione offerti sono:
* Open Fountain: sistema tradizionale
* Digital Ink: sistema tradizionale collegato con un sistema di
presettaggio e di controllo elettronico dell’inchiostrazione.
L’approccio della Mitsubishi all’inchiostrazione keyless è per molti
aspetti simile a quello della Goss: esso non prevede infatti rulli di
inchiostrazione anilox, ed utilizza un treno di inchiostrazione “lungo”,
simile al sistema tradizionale. La specificità della tecnologia Mitsubishi
sta nel cilindro di dosaggio dell’inchiostro (3), la cui velocità di
rotazione può essere controllata, mentre il cilindro di trasferimento
dell’inchiostro (4) ruota alla velocità di stampa. Lo spessore del film di
inchiostro è pertanto determinato dal differenziale di rotazione tra questi
due cilindri: quanto maggiore sarà la rotazione del cilindro di
trasferimento rispetto al cilindro di dosaggio, tanto minore sarà il film
di inchiostro.
Il modulo di inchiostrazione keyless utilizzato dalla TKS può essere
considerato un “ibrido”: esso utilizza infatti, analogamente a KBA e MAN
Roland, un cilindro poroso e una racla per l’inchiostrazione della forma di
stampa, ma questo cilindro è inserito in un treno di inchiostrazione più
lungo, con la conseguente possibilità di graduare lo spessore del film di
inchiostro.
A questa soluzione la TKS è giunta dopo aver sperimentato negli anni
passati una soluzione di inchiostrazione a corsa breve, nella quale lo
spessore del film di inchiostro era determinato dalla variazione della
pressione dinamica tra il cilindro che pesca l’inchiostro nella vaschetta e
il cilindro di inchiostrazione. Questo sistema, introdotto per la prima
volta al Newark Star-Ledger nel 1993, si rivelò poco efficace soprattutto
nella stampa a colori, rendendo necessario il ritorno ad un sistema di
inchiostrazione tradizionale.
Il mercato dei sistemi keyless
Sulla base di una indagine condotta dalla KBA (cfr. grafico a pag. 33), il
mercato mondiale dell’inchiostrazione keyless era composto, all’inizio del
1997, senza tener conto delle conversioni, da 4.400 gruppi di stampa, così
suddivisi: 140 letterpress (3%), 2300 offset (52%), 1960 flexo (45%).
Restringendo l’analisi all’offset, la maggiore fetta di mercato è detenuta
dai produttori giapponesi (1.360 gruppi, pari al 59%), seguiti dalla KBA
(447 gruppi, 19%), dalla Goss (309 gruppi, 13%). MAN Roland e WIFAG
chiudono la classifica con, rispettivamente, 96 e 88 gruppi di stampa. I
dati fornitici dalla KBA, giova ricordarlo, si riferiscono agli ordini
siglati e comprendono quindi anche gruppi di stampa non ancora installati o
nemmeno prodotti.
Tra tutti i produttori con i quali abbiamo avuto modo di parlare nel corso
della fiera, sicuramente la KBA è quello che crede maggiormente nei sistemi
di inchiostrazione keyless e, più specificamente, nell’anilox. D’altra
parte, già nel 1987 la Albert-Frankenthal (confluita nel 1990 nel gruppo
KBA) installò i primi di gruppi di stampa anilox offset presso la Druck-und
Verlagshaus di Neu-Isemburg nei pressi di Francoforte, seguiti due anni
dopo, sempre presso questa società , dalla prima rotativa anilox offset a
doppia larghezza. Ed è sempre della KBA la prima installazione anilox
offset negli USA, presso il South Bend Tribune: una KBA Anilox-Colora con
20 gruppi di stampa, entrata in funzione nel settembre 1994. Ed ancora è
del produttore di Würzburg l’ultimo contratto di rotativa offset keyless
siglato negli Stati Uniti: 81 gruppi di stampa ordinati dal Dayton Daily
News, di Dayton, Ohio, quotidiano del mattino con una diffusione
giornaliera di 160.000 copie. Per quanto riguarda il mercato europeo, la
KBA sta completando l’installazione di una Anilox-Colora presso l’Offenbach
Post, in Germania, mentre entro il 1998 verranno installate due rotative
keyless presso il Badisches Tageblatt e il KreisZeitung di Syke, sempre in
Germania. Entro la fine del 1997, infine, la KBA prevede di completare
l’installazione di una Anilox-Express presso la società Adam GmbH di
Bruchsal, equipaggiata con forno di essiccazione, cambio automatico delle
lastre e gruppi di stampa shaftless.
Se KBA è il produttore che sembra credere maggiormente nell’anilox, l’altro
grande costruttore tedesco, MAN Roland, appare invece il più scettico a
proposito di questa soluzione tecnica. In una intervista concessa alla
rivista dell’Ifra, Newspaper Techniques, nell’ottobre 1994, il direttore
ricerca e sviluppo della MAN Roland, Ingo Köbler, aveva dichiarato
“l’anilox non ha tenuto fede alle promesse, né sotto il profilo della
riduzione dei prezzi delle rotative né sotto l’aspetto della riduzione
dello scarto”. L’ultima installazione anilox del produttore di Augsburg è
stata quella effettuata presso la Henke Pressedruck di Berlino.
WIFAG non ha attualmente installato alcun gruppo stampa dotato del sistema
keyless USIS. Il primo ordine è stato siglato dalle Editions Amaury di
Parigi, che stampa il quotidiano Le Parisien e il quotidiano sportivo
L’Equipe: cinque rotative OF 570 GTD con un totale di 80 gruppi di stampa,
cinque pieghe e 25 portabobine; le prime due macchine entreranno in
funzione nel giugno 1998, qualche giorno prima dell’inizio dei Campionati
del Mondo di calcio, che si svolgeranno in Francia.
La WIFAG ci è apparsa molto cauta sulla tecnologia keyless, come d’altra
parte è naturale in considerazione del fatto che il sistema keyless del
produttore di Berna è diverso da tutti gli altri e, soprattutto, non ha
ancora superato il “battesimo del fuoco” dell’entrata in produzione.
L’impressione ricevuta è comunque che il management WIFAG non attribuisca
una importanza strategica ai sistemi di inchiostrazione keyless: ben
maggiore enfasi, sia sotto il profilo commerciale che sotto quello della
ricerca e sviluppo, viene attribuito alla tecnologia shaftless.
Il sistema Goss ColorFlow è attualmente in funzione presso i quotidiani New
York Daily News (162 gruppi, 9 pieghe) e Miami Herald (165 gruppi, 5
pieghe), ed è già stato ordinato da altri dieci quotidiani in USA, Perù,
Brasile e Norvegia, per un totale complessivo di oltre 700 gruppi e 26
pieghe. L’approccio della Goss, nei confronti della tecnologia keyless è
estremamente pragmatico e “americano”: se il cliente lo vuole, il fornitore
deve essere in grado di darglielo.
Per quanto riguarda i produttori giapponesi, il più grosso ordine di
rotative offset keyless da essi siglato al di fuori del Giappone è quello
sopra menzionato, con il quale nell’aprile 1995 la Mitsubishi Heavy
Industries si è impegnata a fornire al Washington Post otto rotative
keyless, per un totale di 360 gruppi di stampa, 96 portabobine, 16 pieghe.
E tra la fine del 1997 e l’inizio del 1998 entrerà in funzione la prima
rotativa keyless Mitsubishi in Europa, più precisamente presso le Artes
Graficas del Atlantico, nell’isola della Gran Canaria: una Euro-M con una
torre 4/4, in grado di produrre un tabloid con una foliazione complessiva
di 96 pagine, con 32 pagine a colori, a una velocità di 60.000 copie l’ora.
Oltre il keyless
Quali le prospettive della tecnologia keyless nella stampa dei quotidiani?
E quali le tecnologie che emergeranno nel futuro a breve e medio termine?
Sul primo argomento abbiamo rivolto alcune domande a Vincent Lapinski,
direttore vendite della MAN Roland USA, e a David Stamp, responsabile
marketing per l’Europa della Goss Graphic Systems.
Secondo Lapinski, a vantaggio del keyless giocano due fattori fondamentali:
la riduzione del personale e il minor consumo di carta, dovuto al
sostanziale abbattimento dello scarto di avviamento. I punti critici,
invece, sono costituiti dalla limitata flessibilità del sistema, che non
consente le variazioni e gli aggiustamenti dell’inchiostrazione che invece
sono possibili con il sistema tradizionale; l’adozione di questo sistema
presuppone dunque un ciclo produttivo rigidamente ottimizzato, sin dalla
fase di prepress, sulle specifiche della macchina da stampa. In conseguenza
di ciò, l’offset keyless si adatta più difficilmente alle esigenze di un
quotidiano che stampa più di un prodotto o che ha una produzione mista
editoriale-commerciale.
Un ulteriore punto a sfavore del keyless è rappresentato dai materiali di
consumo – inchiostri, soluzioni di bagnatura, lastre – che devono essere
ottimizzati per questo tipo di stampa. Inoltre la limitata domanda di
questi materiali di consumo farà in modo che non ci sarà spazio per molti
fornitori, col risultato che potranno crearsi situazioni di monopolio o
oligopolio, con probabile incremento dei prezzi di questi materiali.
Per quanto riguarda più specificamente il mercato USA, a giudizio di
Lapinski l’eventuale successo del keyless è strettamente legato al successo
o meno che questa tecnologia incontrerà nelle tre maggiori installazioni,
ovvero il Daily News e il Miami Herald (Goss), e il Washington Post
(Mitsubishi). Per quanto riguarda quest’ultima installazione, è ancora
prematuro tracciare dei giudizi; per quanto riguarda invece i due impianti
keyless della Goss, il primo (Daily News) stampa solo il bianco e nero,
mentre nel secondo (Miami Herald) sembra siano state riscontrate, nella
stampa in quadricromia, difficoltà non previste.
Lapinski ritiene che il futuro del keyless sia strettamente legato allo sviluppo della Single Fluid Technology, ovvero all’adozione di inchiostri speciali c
he non richiedono soluzioni di bagnatura. Attualmente la MAN Roland offre
una soluzione di stampa waterless per le macchine piane, basata su lastre
con rivestimento al silicone e inchiostri speciali che, se tenuti ad una
temperatura costante durante il processo di stampa, aderiscono al
rivestimento di silicone delle lastre e “scivolano” dalle aree dove il
silicone è stato rimosso.
Per quanto riguarda infine le quote di mercato dei differenti sistemi di
stampa, Lapinski assegna il 95% all’offset e il 5% alla flexo, che verrÃ
scelta pressoché unicamente per la conversione di gruppi di stampa
letterpress; all’interno della quota dell’offset, il 90% sarà rappresentato
dall’offset tradizionale e il 10% dal keyless, che verrà preferito dai
giornali che richiedono elevata produttività , bassi costi e tempi di
avviamento della macchina, personale ridotto, rinunciando a quella maggiore
flessibilità e qualità complessiva che l’offset tradizionale conserva.
Secondo David Stamp, il sistema di inchiostrazione offset keyless è
destinato a diventare una alternativa interessante per quegli editori che
richiedono bassi scarti di avviamento, elevata produttività , qualitÃ
uniforme, poca manutenzione, ridotto apporto di manodopera.
Per quanto riguarda l’evoluzione dei sistemi di stampa nei prossimi anni,
Stamp intravede chiaramente delle esigenze del mercato alle quali la
tecnologia dovrà dare risposte concrete: maggiore flessibilità e qualitÃ
nella stampa in quadricromia, riduzione dei tempi di fermo macchina per
manutenzione o cambi di edizione, riduzione degli scarti, maggiore
produttività anche per tirature ridotte. Nella strategia della Goss, il
sistema ColorFlow è la prima risposta a queste esigenze.
Il secondo passo in questa direzione sarà la Single Fluid Technology: la
Goss sta lavorando ad una soluzione che, a differenza del sistema della MAN
Roland che usa lastre ed inchiostri speciali, dovrebbe consentire
l’utilizzo sulle rotative di una miscela di acqua e di inchiostro offset
convenzionale. La presentazione ed il lancio commerciale di questa
tecnologia è stata annunciata da Goss Graphic Systems per la Drupa del 2000.
Il terzo ed ultimo gradino di questa evoluzione tecnologica è costituito
dal Computer to cylinder o, come viene definito da Goss, dalla tecnologia
AIM (Automatic Image Makeready), che consentirà la trasmissione diretta dei
dati dal sistema pre-press alla superficie del cilindro di stampa,
attraverso un raggio laser che, grazie ad un procedimento fotochimico
brevettato da Goss, trasferirà i grafismi dal RIP alla superficie idrofila
del cilindro e che, alla fine del ciclo di stampa, potrà con il
procedimento inverso cancellare le aree stampanti.
