Siete pronti per il 2000?

Seicento miliardi di
dollari: è questa la sbalorditiva cifra che, secondo attendibili proiezioni
finanziarie, costerà l’adeguamento dei sistemi informatici all’anno 2000.
Il problema è, alla sua radice, molto semplice. La quasi totalità dei
computer utilizzano, per determinare la data, le ultime due cifre del
secolo. Per indicare, a titolo di esempio, il 25 settembre 1993, il
computer utilizza le cifre 09-25-93. Che cosa succederà dunque dopo la
mezzanotte del 31 dicembre 1999? Semplicemente che i computer, trovandosi
di fronte alla data 01-01-00, non saranno in grado di capire se si tratta
del primo gennaio 1900 o del primo gennaio 2000.
Le conseguenze di questa “confusione” potrebbero essere disastrose: caos
nei mercati finanziari, interruzioni nei sistemi di telecomunicazione e nei
network di computer, paralisi del traffico aereo, e persino il blocco degli
ascensori ultraveloci governati da centraline elettroniche.
E i quotidiani? Il problema maggiore sarà costituito dai sistemi di
prenotazione e gestione della pubblicità, ma sarà necessario, vista la loro
stretta integrazione, mettere mano a tutti i sottosistemi di produzione
installati. Secondo una attendibile stima resa nota nel corso di Nexpo ’97,
il costo che gli editori USA dovranno affrontare sarà superiore ai 500
milioni di dollari.
La soluzione del “problema 2000”, infatti, non è così semplice come
potrebbe apparire a prima vista: non basterà, cioè, riprogrammare
l’hardware e il software dei propri computer, ma bisognerà accertarsi che
anche i computer e le reti con i quali i propri sistemi si scambiano dati
siano stati anch’essi adattati al nuovo millennio. Da qui l’esigenza di
nuovi standard di comunicazione, procedure di programmazione, barriere
software per evitare la “ricontaminazione” dei propri sistemi ad opera di
computer che utilizzano il vecchio sistema di datazione: una serie di
procedure ancora in gran parte da definire ma che, certamente,
richiederanno molto tempo e molto denaro.